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Jun 302009
 

Stroncone, la Torre.Da Carletti si fece una buona e abbondante colazione. Terni ci aveva preso anche per la gola. Silvano, mio buon amico torinese, aveva domandato di Stroncone e informatici che distava meno di dieci chilometri, di buona lena ci mettemmo in viaggio.
Pochi minuti dopo eccolo, paesino di poche migliaia di anime – dicono le statistiche essere 4524 nel 2002 – abbarbicato su una rocca, ad una altezza di appena 450 mt. sul livello del mare, Stroncone si presentava nella sua veste più bella, medievale, ricca di storia, di leggende. Le ataviche stradine, strette e ben lastricate, ci portavano qua e là, alla scoperta di un luogo pieno di immagini, di comode case di pietra impregnate dal passato, di robuste chiese addossate a normali abitazioni. Ogni spaStroncone, fiorizio, ogni centimetro è saggiamente adoperato, nulla è lasciato alla fantasia. La natura si sfoga con gerani, ortensie e piante fiorite di ogni genere che impreziosiscono qualsiasi possibile angolo privato e pubblico.
Rimanemmo gradevolmente sorpresi dalla gentilezza di un abitante che ci consigliò visitare la torre, poi la chiesa, dicendoci infine di essere ritornato a vivere a Stroncone dopo 20 anni di lavori all’estero.
Bighellonavamo per le solitarie vie – a quell’ora del mattino c’era ben poca gente in giro -, in un luogo legato storicamente allo Stato Pontificio, un luogo che aveva visto passare le truppe napoleoniche, un luogo in cui il tempo sembra trascorrere lentamente. Bighellonavamo, dicevo, e a un tratto ci trovammo davanti una scena davvero idilliaca: una centenaria vite dal robusto tronco si innalzava per diversi metri sino a ricoprire Stroncone, la viteil balcone di una casa. Ancora piccoli e acidi i grappoli di uva pendevano dai rami e le verdi foglie ombravano gli inquilini seduti comodamente. Che bella immagine! Che forza la natura! Quanto altruismo c’è in essa!
Ritornammo per il nostro cammino, affascinati dalla semplice raffinatezza di un paese che vale la pena visitare.
Stroncone aveva colpito i nostri cuori.

Rino, ringraziando l’amico Silvano.

Comments

  4 Responses to “Stroncone e la vite sul balcone”

  1. ciao Rino
    che bella sorpresa leggere del nostro passaggio a Stroncone, nelle tue parole leggo la gentilezza della tua persona, e mi compiaccio di conoscerti.
    grazie anche a te per un esperienza che abbiamo condiviso di ben altro spessore..
    un abbraccio anche a Cata
    Silvano

  2. Silvano: il piacere è stato tutto mio. Sono contento conoscere una persona, come te, aperta, cordiale, gioviale, sincera e disponibile. A presto vederci. Un caro saluto.

  3. Che bella scoperta per me, caro Rino, questo finora sconosciuto paese.
    Pensare che lo scorso autunno mi trovai a Terni in un soleggiato fine settimana.
    Da quanto leggo, gli stimoli a visitarlo sono molteplici, ognuno dei quali meriterebbe un commento a se stante.
    Terrò presente questo luogo e vedrò di inserirlo nel percorso del prossimo viaggio in Sabina, intanto, rimirando le ortensie e soprattutto la vite, ti brindo una felice giornata! 

    Un forte abbraccio sempre riconoscente
    Stefi

    • Stefii: mi meraviglio sempre più delle bellezze delle nostra Italia, e confesso sono affascinato scoprendo luoghi come questo, luoghi di cui mai avevo sentito parlare e che vale la pena ritornare a visitare. Un abbraccio.

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