Di tanto in tanto bisogna scherzare, giocherellare con le idee, divertirsi con un tema per meglio comprenderlo e approfondirlo. La Storia, che a un primo acchito può sembrare difficile e noiosa, con tutti quei nomi, quelle date, quei personaggi rari e curiosi, alla fin fine è divertente, è piacevole come un coinvolgente romanzo. Bisogna solo stuzzicare la curiosità, base necessaria per appassionarsi. E sono sicuro che anche ai nostri figli piaccia, basta solo invitarli a prendere un gelato, un gelato sulle vie della Storia (sic!).
Ecco 6 punti per stimolarlo:
- 1°: invita tuo figlio a prendere un gelato, magari nel centro storico della tua città;
- 2°: porta con te un quaderno e una matita;
- 3°: chiedigli di leggere i nomi delle vie, delle piazze, suggeriscigli di guardare i monumenti, a curiosare le targhe, ad alzare gli occhi verso i tetti delle case, a fermarsi davanti un vecchio lampione, a camminare lentamente;
- 4°: digli di prendere nota di ciò che lo incuriosisce;
- 5°: comparti ciò che sai, poi, a casa, ricercate su internet e sui libri, magari approfondendo e scoprendo insieme dettagli che vi erano sfuggiti;
- 6°: annotate il tutto su un quaderno, dandogli un nome come I miei appunti storici, Riflessioni sulla mia città, Note cittadine, Quaderno di ricerche, e via dicendo, quaderno che dovreste tenere sempre aggiornato.
… e non dimenticate il gelato!
Rino, fra il serio e il faceto.
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- Immagine superiore: Washington, D.C., 1920. “J.C.L. Ritter. Carry Ice Cream truck.” A brand-new Walker Electric. National Photo Co. Collection glass negative.
- Immagine a destra: alcuni dei miei moleskine.Postato in: annotazioni | Messo il tag: annotazioni, storia











Ciao Rino,
osservo che questa proposta possa essere di stimolo anche per molti adulti come me, ai quali la scuola ha solo riservato l’asetticità dei nomi, delle date e degli eventi!
Poi i gelati, con questo caldo, fanno piacere anche ai grandi!
Ti abbraccio e buona giornata.
Stefi
Stefi: mi è sembrato un modo come un altro per avvicinarci alla storia, per curiosare, per approfondire la conoscenza delle nostre città. E la cosa potrebbe essere reciproca per adulti e meno adulti, dopotutto l’insegnamento dovrebbe partire dai più grandi. Un forte abbraccio.
Ciao Rino, guarda che il tuo metodo sembra esser valido anche con i due delinquenti (17 e 18 anni) che ultimamente mi porto dietro.
Sergio:
grazie, lo spero sia anche per i grandi. Buona serata a te.
Ecco perché sono sempre in sovrappeso!
Alessio: ti ho scoperto!
Abbracci a voi tre.
La storia difficile e noiosa??? Giammai!!
Sulla collaborazione dei figli invece non ci giurerei.
Ciaociao
Artemisia: uhm… proviamo a coinvolgerli, i figli, magari con amore, poco a poco, dandogli interessi, spunti, suscitando curiosità… chissà, forse qualcosa uscirà fuori. Buona domenica.