Jun 182009
 
Tomaso Anello (immagine da  Österreichischen Nationalbibliothek)

Tomaso Anello (immagine da Österreichischen Nationalbibliothek)

Masaniello era un pescivendolo, uno di quelli un po’ ribelli, tanto che fu arrestato varie volte per non aver pagato le tasse ai gabellieri spagnoli. Dicono le cronache essere stato analfabeta, intelligente, svelto di mente e di mano. In una delle sue visite alle prigioni, conobbe un certo Marco Vitale, che lo mise in contatto con la classe borghese, stanca del malgoverno e del continuo aumento delle tasse.

In quel tempo, Filippo IV d’Asburgo era anche re di Napoli e di Sicilia. Il suo regno, amministrato dal conte di Olivares, Gaspar de Guzman, era in crisi economica, crisi dovuta agli sfarzi della corte, al lusso, alle lotte e, specialmente, alla Guerra dei Trent’anni che si ripercuoteva in tutto il suo territorio.
Ma andiamo agli eventi.

Domenica, 7 luglio 1647, inscenando una ribellione nei pressi di S. Eligio, a Napoli, Tommaso Aniello (1620-1647), accompagnato da suo cugino Maso e da una folta e accanita folla, capeggiava una rivolta popolare per protestare contro una nuova gabella sulla frutta e sul pesce, gabella che avrebbe dovuto aiutare a risanare le finanze statali. Gridando “Viva il Re, abbasso il malgoverno”, i manifestanti distruggevano varie sedi dove si riscuotevano le imposte, per arrivare sino alla casa di Girolamo Letizia, “gabelliere infame”, dandole fuoco, mentre nello stesso tempo si aprivano le carceri, si saccheggiavano palazzi nobiliari, si bruciavano i registri delle imposte.

L’azione fu tanto rapida e incontrollata che il viceré Rodrigo Ponz De Lèon duca d’Arcos, fuggito da Napoli, fu costretto a concedere una provvisoria costituzione popolare.La rivolta di Masaniello del 1647, Domenico Gargiulo.

Tuttavia, dietro le gesta di Masaniello, c’era una mente che dirigeva e seguiva i fatti: Don Giulio Genoino, giurista e vecchio sacerdote in disgrazia, che desiderava da tempo, insieme a una parte della borghesia, sollevare i napoletani con l’intento di parificare i diritti dei nobili a quelli del popolo.

La fama, la popolarità, il successo sembrava travolgere il nostro eroe che, accettando l’invito degli spagnoli a diventare Capitano Generale agli ordini del viceré, fu vittima del proprio egoismo. Poco tempo dopo, il 16 luglio 1647, veniva ucciso dai suoi stessi sostenitori, che lo accusarono di essere passato dalla parte dei nemici.

Nondimeno, l’insurrezione di Napoli continuava con a capo l’armaiolo Gennaro Annese, che proclamava la Repubblica Partenopea, 22 ottobre 1647, e, nello stesso tempo, chiedeva la protezione della Francia, dando a Enrico II di Guisa il titolo di duca di Napoli, duca che sbarcava nel porto della città il 15 novembre. Questi, che diceva vantare diritti al trono, in quanto erede degli Angiò, faceva di tutto per accattivarsi la borghesia, che però rimaneva legata alle tradizioni spagnole e ai suoi favori. Enrico II si trovò ben presto isolato, non riuscendo a mantenere le promesse. Il 5 aprile del 1648, tradito dai suoi stessi nobili e dai borghesi napoletani, doveva arrendersi alle truppe spagnole che riprendevano il controllo di Napoli e dei loro domini. Gennaro Annese fu decapitato in piazza del Mercato, mentre il duca di Lorena, catturato, veniva trasferito e incarcerato a Madrid.

Lapide dedicata a MasanielloCiò che oggi resta di Masaniello è una lapide nella chiesa del Carmine, una statua nel chiostro e una piazzetta a suo nome: così finiscono gli eroi popolari!
Il nostro grande Eduardo De Filippo gli dedicò un’opera teatrale, il regista Angelo Antonucci un film dal titolo Amore e libertà-Masaniello, mentre Tata Russo un musical teatrale.

Giulio Genoino e Masaniello in un'immagine del Settecento

Giulio Genoino e Masaniello in un’immagine del Settecento

 

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Suggerimenti di lettura:
-Michele D’Arcangelo, Masaniello. Il re dei lazzari. Storia di una rivoluzione tradita, Pironti, 2010.
– Aurelio Musi, La rivolta di Masaniello nella scena politica barocca, Guida, 2002.
– Silvana D’Alessio, Masaniello. La sua vita e il mito in Europa, Salerno, 2007.

 

  13 Responses to “Masaniello e la Repubblica Partenopea del 1647”

  1. La storia di masaniello è un vecchio ricordo scolastico, ma dal tuo post ho appresso molte altre cose e mi sono divertita di più. Salutissimi, Annarita.
    P.S. una volta una conoscente obiettò sull’uso del termine divertimento da parte mia perché ci riferivamo ad un argomento serio. È molta la gente che associa questo termine all’ilarità e alla comicità. Io mi diverto quando qualcosa che leggo, vedo o sento mi procura un godimento intellettuale e mi arricchisce. Rivendico tale libertà di espressione :-)

  2. Annarita: ti confesso che anch’io mi diverto scoprendo e riscoprendo vecchie storie, particolari e dettagli meno noti, scavando e scovando fatti e misfatti che talvolta sono poco propagandati. E alla fine, gioisco, come un bimbo che ha ricevuto un regalo, un regalo, nel caso mio, di una nuova conoscenza. Un abbraccio.

  3. Sono d’accordo con la mia omonima:)
    Anche per me Masaniello è un ricordo scolastico. Tu ne hai rispolverato il fascino popolare, aggiungendo approfondimenti storici e non solo, di cui ti ringrazio molto.

    Mi sono divertita anch’io a leggere il tuo post, come sempre.

    Un abbraccio.
    annarita

  4. Annarita: grazie. Talvolta i nostri ricordi scolastici sono così buoni che basta poco per rispolverarli e metterli in luce. Ecco perché insito sempre in un buon insegnamento scolastico. E tu ne sei eccellente esempio. Una felice giornata.

  5. Come al solito ho letto volentieri.
    Il tuo post mi ha fatto scoprire un personaggio che non conoscevo.
    Una lieta serata rino, roberta.

  6. Roberta: personaggio che oggi si ricorda ben poco, ma che ebbe una certa influenza nell’epoca da noi considerata, e non solo localmente. Felice domenica.

  7. Che bello, ogni volta che leggo i tuoi post è come vedere un film, o ascoltare i racconti di mia nonna… riesci a dar vita alla storia e a ridarle giustizia.
    Tutti i giovani dovrebbero avere la fortuna di avere qualcuno come te come insegnante!
    ti auguro una sorprendente settimana :)

  8. StefiB: grazie Stefi, sono lusingato. Cerco di dare quel poco che ho. Una serena settimana.

  9. Conoscevo questa giusta storia, raccontata da un amico napoletano. Sogno di visitare questa incantevole città ricca di eroi, poeti e incredibili persone che si sanno rimettere in gioco.
    Un abbraccio di cuore, grazie come sempre
    Tiziana.

  10. Tizy: hai ben detto, è una città da visitare e da scoprire, vale davvero la pena trascorrere qualche giorno da quelle parti. Buona serata.

  11. Grazie anche da parte mia. Molto carina ed interessante la storia di questo personaggio.
    Quindi c’era un Letizia anche in questa storia. Antenato della Noemi? Chissa’!
    Certo senza cultura, hai voglia ad essere intelligente e svelto. Ti fregano sempre.
    Ciao Rino!
    Artemisia

  12. Grazie per averlo ricordato. Masaniello è un personaggio storico ben noto ai napoletani , divenuto quasi mitico nell’immaginario popolare perchè rappresenta la forza e il fervore del popolo , la voglia di riscatto contro le ingiustizie. Di Masaniello resta anche la splendida statua di Puttinati, che tempo fa è stata esposta in occasione della mostra sul Risorgimento alle Scuderie del Quirinale. Trovarla a inizio del percorso museale mi ha emozionato, non poco.

    • Grazie Skip per il tuo intervento,
      Masaniello sembra esser stato un po’ dimenticato dalla storiografia nazionale, seppur sia personaggio di un certo rilievo, dietro il quale giravano non pochi interessi. Così come tante altre figure storiche che avrebbero bisogno di una “rispolverata”.
      Grazie ancora, buona giornata.

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