Raccontavano i vecchi rishi che non si può toccare il carbone senza dipingersi le mani. Un assioma che mi ricorda la Storia, quella Storia che ci circonda e ci cammina intorno non come un fantasma, bensì come un essere vivente che parla, ascolta, vede. Quella Storia che spesso e volentieri rifiutiamo, neghiamo, critichiamo violentemente, dimenticandoci che oramai fa parte indelebile del nostro passato e ci dipinge, giorno dopo giorno. Basta camminare per le nostre ataviche strade, leggere i nomi delle vie, osservare le statue, alzare gli occhi verso i vecchi palazzi. Basta ascoltare qualche leggenda, qualche storiella, qualche mito. Basta parlare con un anziano che ci racconta delle sue memorie, magari sulla Seconda guerra mondiale o sul suo essere emigrato. Storia, null’altro che Storia vivente, anche se i fatti sono accaduti mille anni fa e sembrano non avere attinenza col presente… sembra! Michelet scriveva che Colui che vuole limitarsi al presente, all’attuale, non comprenderà l’attuale.
Dunque siamo dipinti, nel bene e nel male, dalle scelte dei nostri avi, dagli accadimenti di ieri. Giacché consiste nel non riconoscere rilevante effetto causale sul presente che gli avvenimenti che l’hanno immediatamente preceduto, diceva Marc Bloch. Rifletto allora che per meglio decidere sul nostro presente è necessario avere un’infarinatura di Storia, è necessario comprendere fatti e misfatti che hanno popolato la nostra Italia, e non solo, ma il Mondo intero, giacché siamo un solo corpo indivisibile, figli di un unicum.
Mi accorgo però che c’è ben poca coscienza storica nella nostra patria, c’è poca vera ricerca, c’è poco sapere, a tal punto che qualcuno parla per sentito dire, per approssimazioni, per congetture. A volte mi sembra che agli uomini il passato faccia paura, rifiutandolo, evitandolo, come se si volesse cancellare, ahimè, una memoria storica con i suoi risultati. Come insisteva il Santayana: Coloro che non ricordano il passato saranno condannati a viverlo di nuovo! Ma ricordare non significa ripeterlo, né criticarlo aspramente, ricordare significa prenderne esperienza per migliorare il presente.
Rino, cosciente.
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Aggiungerei che bisogna ricordare il passato, vivendolo nel presente, per conoscere dove ci può portare il futuro. La storia rappresenta le nostre radici, ignorarla significa camminare a tentoni, alla cieca, negare la nostra essenza. La storia entra in tutto: nel pane che mangiamo, nell’aria che respiriamo, nell’amore che sentiamo nei confronti dei nostri cari e del nostro prossimo. La storia significa umanità, umanesimo, lotta per il progresso. Dobbiamo perseverare nella ricerca e nello studio, evidenziarne elementi negativi, metterne in luce la portata positiva, a futura memoria.
Ubaldo Riccobono, vice presidente Società Agrigentina di Storia Patria.
U.
Amici di Pirandello, Sciascia, Empedocle.
Ubaldo: c’è ben poco da aggiungere alle tue parole. Spero solo che i giovani sappiano far tesoro del passato. Grazie per il tuo intervento. Una felice serata.
Che belle parole rino…….adoro leggere queste tue riflessioni!
Ogni giorno che passa cerco di capire, attraverso la storia, il luogo dove vivo, questo cammino mi è complicato,spero di riuscirci anche con il tuo aiuto.
Qualche giorno fa ho trovato una relazione dell’ispettorato alle foreste datato 1870, leggendolo si capiscono tante cose sul nostro territorio, mi ha aiutato a scoprire tanti aspetti a me sconosciuti e a riflettere sull’economia del luogo all’epoca.
Roberta, riconoscente.
Roberta: grazie, carissima. Solitamente si pensa che il nostro presente sia privo di passato, sia privo di fatti che lo sostengono, eppure vive delle decisioni che si sono prese ieri, quelle decisioni che oramai sono storia e influenzano il nostro quotidiano. Tutto ciò non significa restare legati all’ieri, significa, a mio avviso, farne tesoro per preparare un migliore presente. Dopotutto i sentimenti umani sono sempre gli stessi e la storia, alla fine, è storia anche dei sentimenti umani. Felice giornata.
Un post profondamente riflessivo, caro Rino, su senso della Storia!
Sono completamente d’accordo sul fatto che ricordare è fondamentale per comprendere il presente.
A scuola, nell’insegnamento delle mie materie cerco di recuperare in ogni modo il significato storico degli avvenimenti scientifici e di quelli matematici.
Tutto è nella Storia. Tutto inizia e si consuma in essa. Fatti, eventi, avvenimenti sono connessi tra loro da un fil rouge in un continuum di cui dovremmo tenere conto per compredere gli stessi.
Un abbraccione al mio storico preferito, che sa rendere significativo e interessante ogni argomento che propone.
Annarita: e pensare che una volta, tanto ma tanto tempo fa, si faceva tanta enfasi sulla coscienza storica. Buon fine settimana, carissima.
Caro Rino,
come sempre preciso, profondo e completo.
Si anche a me pare che agli uomini il passato faccia paura, ma mi viene talvolta anche da pensare che oggi anche la vita si sia un pò trasformata quasi in un “genere di consumo”, quindi in quest’ottica il passato, una volta vissuto, sembrerebbe inutile… ahimé!
Un felice fine settimana
Stefi
Concordo in pieno e rifletto, come sempre, dopo aver letto il tuo post ed i commenti fatti.
Un detto Buddista recita: se vuoi conoscere le cause che hai posto in passato guarda gli effetti che hai nel presente, se vuoi conoscere gli effetti che avrai nel futuro, guarda le cause che stai ponendo ora.
E’ ovvio che è sia nel presente l’azione e l’attenzione, ma anche noi saremo storia per il futuro ed è strano, come in genere, nonostante questa memoria a breve termine, si cerchi disperatamente di lasciare un segno proprio per essere notati e ricordati …
passato presente e futuro si fondono tra di loro.
La storia passata, come detto, serve non per crogiolarcisi o come alibi, ma per maturare la consapevolezza di ciò che siamo e farne tesoro , ovviamene facendo emergere un po’ di saggezza, perchè anche la conoscenza, fine a se stessa non è che una sterile nozione.
Grazie e buon fine settimana.
Stefi: la vita ha avuto dei cambiamenti, più materiali, fisici, corporei che psicologici, emotivi… Alla fine, la storia riflette la natura di un uomo ancora in fase di sviluppo, un uomo che lotta con le sue paure. Abbracci.
StefiB: le tue riflessioni mi indurrebbero a parlare di karma storico, ma entro in un terreno pericoloso. Mi fermo solo a pensare che, nel passato, la storia veniva considerata diversamente, con più attenzione, con maggiore analisi, con approfondito studio, anche fra i ragazzi che studiavano. Oggi, spero sbagliarmi, la storia è diventata solo un suppellettile che serve a ben poco. Un felice fin settimana.
Magari ci fosse più coscienza e conoscenza storica!
Un caro saluto,
Artemisia,
mettendosi in pari con i post degli amici
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