Luigi XIV e le sue feste pedagogiche

Abbiamo diverse volte accennato della Francia del XVII secolo e di Luigi XIV (a piè di pagina qualche link), stavolta desidero annotare un passo di un bel libro della Craveri descrivendo i piaceri del Re Sole, piaceri che volevano anche essere di spunto pedagogico:

Luigi XIV giocando a biliardo“[…] da quel momento in avanti (dal 1661, N.d.R.) egli avrebbe posto fra sé e i suoi sudditi una distanza incolmabile. Nei dieci anni successivi, lo sfarzo delle feste e delle effimere meraviglie di una serie di momenti irripetibili sarebbero diventati un sofisticato strumento di propaganda della politica promozionale del Re Sole. E a rendere inimitabile le feste, erano i luoghi stessi in cui esse si svolgevano, i giardini di Versailles, che costituivano la scenografia e l’ispirazione di fondo degli intrattenimenti del Re Sole. Qui, al cenno di un demiurgo capace di trasformare in realtà le fantasie più audaci, la natura diventava puro spettacolo: le piante assumevano l’aspetto di sontuose architetture, i fuochi d’artificio illuminavano a giorno la notte, le acque, convogliate da lontane sorgenti grazie ai miracoli dell’ingegneria idraulica, si spandevano in cascate, ruscelli, zampilli, getti impetuosi e delicati sgocciolii, gareggiando in melodia con i violini del re.
Nell’ultima sera del mese di agosto del 1674, il demiurgo stesso si offriva all’ammirazione dei suoi sudditi: a conclusione dei Divertissements di Versailles (indetti per festeggiare la conquista della Franca Contea), Luigi XIV si mostrava in gondola al centro del Gran Canale, mentre nel buio della notte più di ventimila luci disegnavano intorno a lui un paesaggio incantato. Con questa fantasmagoria acquatica si concludeva l’epoca delle grandi feste; esse avevano ormai assol
to il loro compito pedagogico”. 1

Qualche anno dopo, nel maggio 1682, con la fine dei lavori a Versailles, il re vi si sarebbe definitivamente trasferito. Da quel momento in poi, la sua vita giornaliera sarebbe stata lo spettacolo che lui stesso avrebbe concesso alla corte di Francia.

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1. Benedetta Craveri, La civiltà della conversazione, Adelphi, 2008, pagg. 335-336.

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- Luigi XIV e la regina nel campo di battaglia
- Lettera di Luigi XIV al figlio - Alcune immagini di Luigi XIV - Mazzarino e Colbert alla corte del Re Sole - Luigi XIV e la cultura

8 Risposte to “Luigi XIV e le sue feste pedagogiche”

  • annarita

    Definirei uniche le feste pedagogiche di Luigi XIV, un personaggio comunque affascinante, su cui ci sarebbe molto altro da dire.

    Sono stata a Versailles ed ho potuto immaginare con cognizione di causa il fasto di cui si circondava Re Sole e la sua corte.

    La serie dei film di Angelica, diretti, tra gli anni sessanta e settanta dal regista Bernard Borderie, e tratti dai romanzi di Anne e Serge Golon, forniscono un’idea realistica di tale periodo di sfarzi e…sprechi.

    Un abbraccio
    annarita

  • babilonia61

    Annarita: grazie carissima. Di Luigi XIV ne ho accennato in altri articoli, ma ritengo debba approfondire ancor più, c’è tanto da scrivere su di lui e su quell’epoca assolutista. Buona serata.
    P.s.: hai fatto bene a ricordare la serie di film diretti da Borderie.

  • Leo

    Davvero c’è tanto da scrivere (e leggere) su questo periodo e sul Re Sole. e sempre molto interessante.
    Ho approfittato e letto anche quelli correlati. Grazie.
    L’epoca si presta bene a tanti bei film lussuosi!

  • babilonia61

    Leo: è vero, c’è tanto da scrivere sul quel periodo, quel periodo che fu atavica causa di un profondo malcontento popolare che sarebbe sfociato in una futura rivoluzione. Una felice serata.

  • Tizy

    Ho approfondito letture in internet, grazie di stimolare la mia curiosità, notte
    Tiziana.

  • babilonia61

    Grazie a te, Tizy. A presto.

  • Stefi

    Un bel dispendio di risorse per fare propaganda… del resto anche oggi la pubblicità non la regalano!!…
    Interessante!

    Stefi

  • babilonia61

    Stefi: se facciamo caso, anche oggi, più o meno, è lo stesso, chi ha in mano la stampa, ha in mano la propaganda, ha in mano l’informazione e… il modo di informare. Un caro saluto.

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