Filippo II e l’oro americano

Baule coloniale spagnolo XVI sec.Con la scoperta dell’America, nel 1492, e lo sfruttamento delle sue risorse, in particolare dell’oro, avvenne, nella seconda metà del ’500, un fatto caratteristico, quanto meno per l’epoca.
L’oro e l’argento, proveniente dalle colonie dell’America centro-meridionale, erano usati come denaro. Arrivava tramite i vascelli spagnoli più o meno una volta l’anno e durante quel periodo tutti erano presi dalla frenesia del comprare, dello spendere, dell’avere, nel mentre  si aspettava il prossimo carico. Si calcolò che dal 1500 al 1650 approdarono in terra spagnola, principalmente nel porto di Siviglia, circa 180 tonnellate d’oro e 160.000 tonnellate d’argento, per lo più destinato ai mercanti e banchieri italiani, fiamminghi, tedeschi.
Cosicché la Spagna importava l’oro e lo consumava rapidamente. Si era creato, dunque, un incremento della quantità di denaro disponibile, con una grave conseguenza  per l’economia spagnola: restando la produzione invariata e accrescendo il consumo i prezzi rincararono. Per esempio, alla fine del 1500, il valore del pane era cresciuto 16 volte dall’inizio del secolo.
Per soddisfare il fabbisogno interno, gli spagnoli necessitavano materie, prodotti, articoli di cui non disponevano, pertanto iniziarono a comprare merce dall’Italia, dalla Francia, da altri paesi, al punto che l’import divenne  di conseguenza superiore all’export. In tal modo, scarseggiando la mercanzia, non producendosene maggiori quantità, il costo della vita si innalzò anche in altre nazioni europee.Filippo II

Era il tempo in cui Filippo II di Spagna, fedele cattolico, forte dei suoi capitali, intraprese una lunga guerra, senza successo, contro i Paesi Bassi, a religione protestante. Nello stesso tempo, desiderava dimostrare che la sua nazione era una potenza, cercando per ben tre volte di sottomettere l’Inghilterra di Elisabetta I. Subì una clamorosa sconfitta nel 1588, da parte degli inglesi che distrussero un buon numero delle navi dell’Invincibile Armada.
Il suo regno si caratterizzò per il fanatismo religioso, cacciando dal paese sia gli ebrei che i mori convertiti al cristianesimo, i quali detenevano buona parte del potere economico. Aumentò le tasse e dilapidò i ricavi dei suoi domini americani in guerre e in spese militari. A causa di tale sperpero, per ben sei volte Filippo II dichiarò bancarotta, con gli effetti che tutti immaginiamo.
La Spagna, alla sua morte, era in ginocchio, non aveva più quella forte e solida economia di principio secolo: artigiani, operai specializzati, agricoltori dovettero lasciare il paese in cerca di una nuova confortevole vita. Le colonie americane si ribellavano, il commercio si deteneva, le flotte arrivavano con pochi carichi, il morale del popolo era davvero basso.
Eppure, a costo di sacrifici gli spagnoli seppero esercitare un ruolo importante nell’Europa del ’600.

 


11 Risposte to “Filippo II e l’oro americano”

  • Irish Coffee

    Carissimo,
    la storia ci insegna che l’uomo è sempre stato schiavo del denaro ed oggi come allora ne fa un cattivo uso.
    Non prendiamo mai nulla come insegnamento, anzi facciamo di tutto per non imparare.
    La sola cosa che si dovrebbe rifare dall’inizio è proprio l’essere umano.
    Irish praticamente in stato comatoso, giornata pesante.
    Buon week end anche a te.
    Grazie

  • Ubaldo Riccobono

    Gli spagnoli sono un popolo che sa riprendersi dalle batoste. Sono come le formiche, vanno lente, con modestia, ma recuperano. Anche oggi è così. Già che siamo in tema, t’invito sul mio blog a leggere il mio penultimo post “Avevo la Spagna nel cuore” e, se vuoi, anche l’ultimo su Istanbul. Un abbraccio e buon fine settimana.

    U.
    Amici di Pirandello, Sciascia, Empedocle.

  • babilonia61

    Irish: purtroppo impariamo ben poco dal nostro passato, e la stessa storia ce lo insegna, l’uomo ha la memoria corta, anzi… cortissima. Buon fine settimana.
    Ubaldo: carissimo, hai ragione, gli spagnoli sono un popolo laborioso che ha saputo e sa dare il meglio di sé. Buona giornata.
    p.s.: vengo già a leggere i tuoi articoli.

  • Marmott79

    La domanda mi ronzava da anni per la testa ma non ho mai avuto occasione di approfondire l’argomento: dove è finito l’oro di Spagna?
    Vuoi dire che è stato semplicemente speso incoscientemente?
    E’ pazzesco pensare che per quell’oro si sono compiute stragi, si è annientata un’intera cultura fertile, dispersi i loro documenti… tutto per nulla.

  • babilonia61

    Marmott: speso, è andato speso qua e là, in guerre, in armi, pagando interessi, è stato speso per attaccare l’Inghilterra, i Paesi Bassi… oro avuto distruggendo ataviche culture che popolavano l’America prima del loro arrivo. Buona domenica.

  • Stefi

    Concordo con quanto commentato dagli altri; aggiungo solo che se non si impara dalla storia passata, non impariamo nemmeno da quella contemporanea…ormai rimane nell’indifferenza anche quello che ci passa sotto il naso ogni giorno.. sigh!

  • babilonia61

    Stefi: proprio come dici, bisognerebbe trarre esperienza dal passato, dagli errori, ma, sembra, che la mancanza di coscienza storica pesi tanto. Felice settimana.

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