La bellezza femminile e l’erotismo nella pittura barocca

Seguiamo il piacevole percorso iniziato qualche mese fa, quando scrivevamo sulla bellezza femminile nel Rinascimento.

Due tele, qua di seguito, che immortalano la sua grazia, la sua formosità, il suo fascino nell’età barocca: un quadro di Pieter Paul Rubens e un altro, stavolta di una donna, di Artemisia Gentileschi.

L’elenco poteva essere ben più lungo, avrei potuto aggiungere, per esempio, Nicolas Poussin, Apollo e Dafne (1625 ca.), o Johann Liss, La toeletta di Venere (1627 ca.), o ancora Guido Cagnacci e la sua Cleopatra morente (1660-61), per continuare con Danae (1636-354) di Rembrandt, e qualche altro, tutti dipinti di una delicata sensualità, in cui la figura femminile, protagonista, salta agli occhi per una bellezza erotica per niente volgare.

*****


Artemisia Gentileschi, Danae, 1612

Attribuito ad Artemisia Gentileschi (1593-1651), sebbene qualche critico suggerisce sia uscito dal pennello del padre Orazio, questo quadro rappresenta Danae (1612), in una posizione che possiamo definire erotica. Completamente nuda, la figura, sdraiata su un letto coperto in parte da un tessuto rosso, mostra le sue piene rotondità, con uno sguardo che sembra coinvolto in un intenso piacere sessuale. La serva, attenta a raccogliere le monete che cadono dal cielo, non si accorge della sua signora.

 

 

Pieter Paul Rubens, Le tre grazie, 1636-38

Le tre grazie (1636-38) di Rubens (1557-1640), allegre e spensierate, non hanno timore nell’esibire le loro robuste forme. La donna sulla sinistra è stata ispirata dalla sua seconda moglie, Helene Fourment, che, insieme alle altre due, il pittore, tramite l’uso di colori caldi, ci mostra nella loro vitalità, serenità e sensualità. Il delicato velo risalta ancor più determinate parti del corpo.


23 Risposte to “La bellezza femminile e l’erotismo nella pittura barocca”

  • Pier Luigi Zanata

    Interessante post, ma questo non e’ una novita’. Belle le tre grazie di Rubens, anche se piene di cellulite, ma allora piacevano cosi’.
    Buon 25 aprile.
    Vale

  • gturs

    Condivido il pensiero di Pier L.Z., interessante post.
    Buona serata rino, roberta.

  • babilonia61

    Pier: il nostro concetto di bellezza, come ben dici, è diverso a quello di una volta. Un tempo più si era grassi più significava ricchezza (sic!), mentre oggi, mi sembra, sia l’inverso. E al buon Rubens, ma non solo a lui, piacevano carnose. Una buona serata.
    Roberta: grazie, un abbraccio serale.

  • Alessio Miglietta

    Rubens mi ha sempre consolato… ogni tanto qualcuno più grasso di me :)

  • babilonia61

    Alessio: tu non sei grasso, sei in forma :-) A presto vederci.

  • annarita

    Le tre grazie di Rubens sono arcinote ed è indiscutibile la straodinarietà dell’opera, ma a me piace molto anche Danae di Artemisia Gentileschi, artista che apprezzo molto e trovo originale.

    I canoni della bellezza di quell’epoca erano molto diversi dagli attuali, ma la sensualità può anche coesistere con la cellulite;)

    Buon 25 Aprile, Rino.

    Baci
    annarita

  • babilonia61

    Annarita: anche a me piace molto Artemisia, ha un qualcosa che attrae, che affascina, forse la sua grazia nel saper usare i pennelli. Un abbraccio.

  • Stefi

    Stupenda la Danae, più sensuale della Venere di Urbino del Tiziano, che proponesti tempo fa, ma che la ricorda nella composizione del quadro e ne richiama i colori, come il rosso e bianco, invertiti, sotto i corpi delle due donne, solo per fare un esempio.
    Nella Danae però vi è più luce, più nitidezza, quasi che il corpo paia più vivo.
    Le Tre Grazie di Rubens, per la collocazione bucolica ed anche per la formosità, ricordano un pò quelle che accompagnano la Primavera del Botticelli, espressione di un canone estetico del passato non dettato dalle mode.
    No so se Orazio Gentileschi avrebbe saputo esprimere altrettanto bene la sensibilità femminile che mi pare trasparire dalla Danae. Sono più dell’idea che ne sia stata proprio Artemisia l’autrice.

    Grazie Rino ed una solare giornata.

    Stefi

  • babilonia61

    Stefi: grazie, interessante la tua analisi, specialmente quella sui colori e sulla composizione del primo quadro. Sicuramente, vista l’influenza dell’arte caravaggesca, la Gentileschi riesce a trasmettere un’immagine più reale, tangibile, ma in ogni caso l’espressione artistica resta tale in qualunque buon pittore. Da notare come una donna vedeva il corpo femminile! Buona domenica.

  • Sabatino

    Canoni diveri, come cambia il gusto della “normalità”
    Questo mi ha fatto riflettere sul fatto che “normale” è un concetto relativo!
    Ciao Rina, buona settimana

  • Laura Costantini

    Oddio, fossero questi i modelli dominanti oggi, quanto saremmo piu’ tranquille davanti alle tentazioni della tavola…

    Laura, sognando un tiramisu!

  • babilonia61

    Sabatino: hai ragione, il concetto di normale credo sia relativo. Buona serata.
    Laura: concordo, magari un tiramisù a quest’ora ci starebbe bene, magari con un buon tè, verde. Un abbraccio.

  • Artemisia

    Grazie di aver parlato della mia beniamina.
    Certo quanto e’ sensuale il barocco!

  • polser

    mia moglie, contemplando le grazie di rubens, dice che i canoni della bellezza sono estremamente mutevoli e che era meglio per lei vivere nel ’500.
    io dissento pensando ailivelli di mortalità di quell’epoca.
    trattasi di due differenti criteri di valutazione

  • babilonia61

    Artemisia: grazie, felice serata.
    Paolo: altre epoche, altre mentalità, altre vite, personalmente preferisco oggi. Una felice serata.

  • Tizy

    Ciò che ha sempre colpito di Rubens, del suo tratto è la straordinaria capacità di cogliere il particolare sottolineando l forma, il movimento che occhio nudo non riesce a cogliere.Rubens, è l’artista completo capace di stupire ancora:
    http://www.imagoromae.com/googleprado_IT.ashx
    Tiziana.

  • babilonia61

    Stefi: che bello, grazie, il sito proposto da te non lo conoscevo, vado a curiosare. Baci, doppi.

  • Ubaldo Riccobono

    La pirttura di Rubens è un meraviglioso esempio di felicità creativa: sa trovare una classicità viva e insieme grandiosa, che si esprime nel libero movimento compositivo, nell’invenzione animata, nel colore luminoso e brillante, nella freschezza dei toni, nella gioiosa sensualità delle immagini.
    Un abbraccio, Rino, di ritorno dalla Turchia.

    U.
    Amici di Pirandello, Sciascia, Empedocle.

  • babilonia61

    Ubaldo: certo, Rubens aveva una forza d’espressione davvero impressionante e lo dimostra non solo nei piccoli dipinti, ma anche nelle immense tele. Un caro saluto.

  • Silvia Zanotto

    Grazie Rino per aver portato qui il nostro sguardo.
    Mi permetto di segnalare un libro letto qualche anno fa che mi ha fatto apprezzare la figura umana ed artistica di “Artemisia”, scritto da Alexandra Lapierre, ed. Mondadori.
    Mi è piaciuto lo stile narrativo e la presenza di tavole che mostravano gli assetti politici e geografici del tempo oltre che alle illustrazioni dei quadri citati nel testo.
    Credo che, nell’impossibilità di raggiungere solo esperti di storia e d’arte, questo modo di fare editoria illustrata sia una strada interessante… riportabile, naturalmente, anche nella nascente editoria e-book.
    Buona domenica a te e a tutti i viandanti di babilonia61 : )
    Silvia

  • babilonia61

    Silvia: benvenuta e grazie per l’interessante segnalazione. Buon pomeriggio.

  • Emanuela

    adoro i pittori che ritraggono soprattutto i difetti delle donne,ci sentiamo così schiacciate dal DOVER essere belle a volte..buona serata Gàspar..

  • babilonia61

    Emanuela: grazie; la cosa che più mi attira di alcuni quadri è la semplicità dell’espressione genuina di certe rappresentazioni femminili. Basta davvero poco per colpire, al di là delle forme o della grazie. Buona serata.

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