La giovinezza di Elisabetta I

Vi sono personaggi che entrano nella storia con una imparagonabile forza del destino, lasciando il segno per un lungo periodo, e la cui educazione giovanile è stata determinante nel modellare il loro carattere. Fra questi è da annoverare, senza ombra di dubbio, la regina d’Inghilterra Elisabetta I, figlia di Enrico VIII, ricordato, fra le altre cose, per essersi sposato sei volte, e della sua seconda moglie Anna Bolena.

Elisabetta I, Ritratto con ermellino, anonimoElisabetta nacque a Londra il 7 settembre 1533 e vi morì dopo 70 anni, il 23 marzo 1603: una lunga vita paragonata alla media dell’epoca che si aggirava intorno ai 40 anni. Ultima regnante della famiglia Tudor, fu regina del popolo inglese per ben 45 anni, dal 1558 al 1603.
Durante la sua sovranità diede all’Inghilterra, divenuta potenza navale, un periodo di pace e di prosperità economica, a tal punto che detta epoca fu considerata come il Rinascimento inglese.
Nel suo governo si cercarono di evitare guerre e violenze, considerandole uno sperpero di denaro e una perdita di tempo. Il suo obiettivo era conservare la corona conquistando il cuore della gente. A tal proposito, dichiarava di non aver mai cercato marito, dedicando tutto il suo tempo e tutta la sua attenzione all’Inghilterra, anche perché, ribadiva, era già sposata con il suo popolo.
Dal suo diario segreto (sic!): “… ho detto loro (si riferisce ai Parlamentari della Camera dei Comuni) che se avrò ancora l’impressione che mi stanno dando ordini (riguardante un suo eventuale futuro matrimonio), mi sentirò profondamente offesa. Rimanere single è la cosa migliore per me e per l’Inghilterra…”
Il suo battesimo, avvenuto dopo tre giorni dalla sua nascita, fu un grande evento di stato, sebbene suo padre non fosse stato presente. Nessuno sapeva e sa il perché, si rumoreggiava che Enrico VIII era contrariato con la moglie giacché desiderava aver avuto un maschio. Un’altra assente era la sorellastra Maria.
La giovinezza di Lizzy, ovvero Elisabetta I, trascorse spensierata e senza grossi problemi. Le cronache dell’epoca la descrivono come una bella bambina con pelle di porcellana e capelli rossicci. La mamma Anna le faceva confezionare a proposito i vestiti, scegliendo i colori gialli e verdi, quelli che più se le addicevano. Lady Bryan, direttrice di corte, fu la sua prima governate, poi il compito passò a Katherine Champernowne che si occupava e preoccupava quasi di tutto, a tal punto da diventare sua confidente per il resto della vita. Importante fu il contatto con il sacerdote prediletto di sua madre, Matthew Parker, futuro Arcivescovo di Canterbury.Elisabetta I a 13 anni
Lizzy non viveva con i suoi, aveva una sua casa, una sua corte, un suo seguito. Era costume dell’epoca dei Tudor, che i figli reali avessero un luogo proprio dove vivere e crescere. Addirittura Elisabetta possedeva ben tre case: Hatfield, nel nord di Londra, Eltham, a sud di Londra, e Hundson, nella contea di Hertford.
A 3-4 anni iniziò gli studi, dovendo imparare a leggere per poi passare alla conoscenza della Bibbia e dei filosofi greci. Suoi tutori personali e insegnanti furono anche Roger Ascham, insigne umanista, definito da lei molto severo, e Thomas Gryndal, a suo dire un signore davvero divertente.
Lizzy non era meno delle altre principesse europee dell’epoca, che parlavano e scrivevano in 3-4 lingue, aveva nel sangue la passione per la cultura: sua bisnonna Elisabetta, la madre di Enrico VIII, aveva tradotto libri dal francese all’inglese, mentre sua sorellastra Maria conosceva e parlava perfettamente latino, francese e spagnolo.
Da parte sua Lizzy, in quella giovane età, stava apprendendo nozioni di latino, greco, italiano e francese, preparandosi ad approfondire i filosofi greci.
Disse di lei Roger Ascham: “… La sua mente è priva di ogni debolezza femminile; la sua perseveranza è pari a quella di un uomo e la sua memoria è in grado di custodire a lungo ciò che ha carpito con grande rapidità. (…) Altrettanto mi delizia con la sua musica, per merito delle sue doti ed abilità. Nei suoi ornamenti è elegante pur senza ostentazione.”
Gli studi giovanili la portarono ad amare la musica, la poesia, il teatro, specialmente quello di Shakespeare. Tutto ciò condizionò, in un certo qual modo, la sua epoca, basta ricordare che grandi scrittori e artisti produssero le loro migliori opere in quegli anni: Francis Bacon, filosofo e scienziato, Christopher Marlowe e Ben Jonson, drammaturghi e poeti, e tanti altri. Ma non solo la cultura era parte della sua vita giovanile, a lei piaceva cavalcare, passeggiare e persino cacciare. Particolare attenzione dedicava alla danza, sua passione.
Se la giovinezza di Lizzy fu spensierata, il periodo che seguì la morte del padre fu pieno d’interrogativi, ma la sua determinazione, la sua caparbietà, la sua forte educazione la portarono a vincere le discordie con la sorellastra Maria, facendosi eleggere regnante inglese.

Rino, fra il serio e il faceto.


16 Risposte to “La giovinezza di Elisabetta I”

  • gturs

    Vidi qualche mese fa un documentario su Elisabetta I e mi affascinò molto il suo carattere e il modo di governare per l’epoca…….
    Grazie per aver integrato le mie conoscenze;)
    Roberta.

  • Sabatino

    Rino, e’ veramente piacevole nutrirsi qui da te!

  • annarita

    Rino, un post delizioso. Ho sempre nutrito un grande interesse per questo straordinario personaggio, di una modernità incredibile.

    La cultura è un grande nutrimento per l’anima e per la mente e donne come Elisabetta I ne sono un esempio eclatante.

    Sfidante la sua scelta di rimanere single, anche se si narra che non rinunciò all’amore!

    Baci
    annarita

  • Stefi

    Caro Rino,
    penso che una figura come quella di Elisabetta I possa rappresentare un invidiabile e nobile esempio di emancipazione femminile auspicato, ma pressochè mai conseguito, da molte donne contemporanee.
    Ma qui il discorso sarebbe lungo e complesso e trasversale con altre discipline che potrebbero (dovrebbero?) integrare quella storica.
    Certo che si denota un carattere consapevole del proprio “ruolo/compito storico” e sufficientemente forte per accettarlo e viverlo, coerentemente (forse), fino in fondo, ma mi pare vi siano anche tutti gli elementi soggettivi favorevoli a che ciò avvenisse.
    Inoltre mi chiedo se il fatto di avere la condizione di vivere in appartamenti propri, distanti dai genitori e dal resto della famiglia, sia stato un elemento che, in qualche modo, ha favorito la sua “emancipazione” consentendole un maggior distacco da certi condizionamenti parentali, anche se imbrigliata in un più “asettico ma codificato” condizionamento di educazione di corte.
    Scusami ancora una volta per le mie osservazioni poco storiche e più simili a voli pindarici..:-)
    Comunque è un personaggio che mi piace molto!!
    Una buona giornata ed un forte abbraccio
    Stefi

  • babilonia61

    Roberta: mi viene in mente uno dei tanti film, l’ultimo, a lei dedicato, in cui si evince una Elisabetta forte, schietta, ma nello stesso tempo tenera nell’amore. Aveva ereditato dal padre il temperamento irascibile e autoritario, insieme alla capacità di affascinare. Buona giornata.
    Sabatino: è mio piacere averti fra i miei pochi lettori. A presto, ciao.
    Annarita: certo, dicono abbia avuto diversi amanti, più o meno segreti, ricordo Rob Dudley, maestro stalliere di corte, che l’accompagnava nelle sue cavalcate. Un abbraccio.
    Stefi: sfatiamo un mito, senza nulla togliere alla grandezza di una regina che seppe condurre l’Inghilterra a potenza navale e a restaurare un certo (?) ordine, il mito del suo saper agire in ogni circostanza. Vari storici sottolineano il fatto che spesso e volentieri Elisabetta postergava le decisioni, aspettava, prendeva tempo. Certamente è vero che i primi 25 anni della sua reggenza furono anni di relativa tranquillità, ma negli ultimi, quelli che inizano intorno il 1580, la sua popolarità cominciava a declinare, e non solo fra la gente, ma anche fra i nobili. Secondo Lawrence Stone, il risultato di quella politica fu di aumentare le possibilità di una guerra civile nel futuro. Grazie sempre, un forte abbraccio.

  • Stefi

    Grazie Rino,
    ogni medaglia ha sempre il suo rovescio. :-)
    Resta comunque un personaggio affascinante fra gli altri.
    Un abbraccio forte a te.
    Stefi

  • Ubaldo Riccobono

    Sicuramente ci continuerai a deliziare con ulteriori episodi della vita della Regina Vergine e della sua interessante epoca, nella quale fiorì il grande teatro elisabettiano e non solo. Un Rino sempre in forma. Un abbraccio e felicità.

    U.
    Amici di Pirandello, Sciascia, Empedocle.

  • babilonia61

    Stefi: grazie a te. Ho voluto precisare nel caso qualche lettore pensi che la storia è tutta rosa (sic!). Ciao.
    Ubaldo: grazie per la tua presenza. Un caro saluto.

  • Tizy

    Si, una grande donna che molte hanno sognato in alcuni momenti di poterle assomigliare, come citavi:caparbia e determinata!
    Mi piace ricordare di lei anche la sua umiltà con questa frase:
    “To be a King and wear a crown, is a thing more glorious to them that see it, than it is pleasant to them that bear it”
    “Essere un re e portare una corona è una cosa più gloriosa per coloro che guardano che per coloro che la indossano”.
    Notte,
    Tiziana.

  • Pier Luigi Zanata

    Grazie Rino per questo delizioso quadro su Lizzy, sicuramente mia madre avrebbe commentato: ”Ne sapeva una piu’ del diavolo …”.
    Vale

  • babilonia61

    Tizy: certo, una donna poliedrica che, nel bene e nel male, seppe dare all’Inghilterra un periodo di pace e relativo benessere. Un abbraccio.
    Pier: grande donna, senza dubbio, una donna che aveva davvero coraggio. Buona giornata.

  • Marmott79

    Un personaggio straordinario per l’epoca, forse come statista non fu all’altezza di Churchill ma, se si considera che nel 1500 questa donna suonava, ballava, recitava, componeva nelle lingue antiche, discorreva con gli ambasciatori di Spagna e Francia nelle loro lingue e si mostrava al popolo in armatura…. beh, sicuramente non le si può negare il titolo di GRANDE REGINA.
    Sotto il suo potere le arti e le scienze prolificarono (un certo Shakespeare) e in un paese in cui la cultura ha rilievo anche l’uomo acquisisce importanza.

  • babilonia61

    Marmott: considerando che eravamo nel 1500, Elisabetta seppe, al meglio delle sue possibilità, farsi amare dal popolo, seppe favorire le scienze, seppe dar spazio a grandi letterati, come Shakespeare. Buona giornata.

  • annarita

    Gran bel post, come sempre i tuoi. Vi sono figure femminili nella storia che mi hanno sempre affascinata, e una di esse è proprio Elisabetta I. Il tuo post mi invoglia a lasciar perdere per un po’ i romanzi e a tornare alla saggisitica, tirando fuori dal mucchio dei libri in attesa la biografia della Erickson. Buona 25 aprile, salutissimi. Annarita.

  • babilonia61

    Annarita: grazie per la tua inattesa, piacevole visita. Credo valga la pena intrattenersi per un po’ con qualche buon libro di saggistica storica, ti esorto a pensarci. Buona giornata.

  • daniela nutini

    Di Elisabetta I sappiamo che non volle mai sposarsi. Non volle in pratica avere un padrone con cui condividere il potere. Ebbe comunque molti amanti, il più famoso dei quali fu Robert Dudley. La scelta di un marito avrebbe comportato molti problemi: un principe straniero? Ciò avrebbe condizionato certamente la politica estera dell’Inghilterra. Un nobile iglese? Ciò avrebbe dato un potere smisurato alla famiglia del consorte reale. Tuttavia i consiglieri della regina non smisero mai un momento di insistere in favore del matrimonio, sempre inutilmente. Figurarsi il loro stupore quando la Regina, più che cinquantenne, parve sul punto di decidersi in favore del Duca di Alencon, ultimogenito di Caterina dei Medici. Il principe aveva la metà degli anni di Elisabetta ed era subentrato come pretendebte dpo il rifiuto del fratello,Duca di Angiò notoriamente di gusti sessuali diversi. Alencon era piccolo e brutto madotato di fascino e charme. Elisabetta lo soprannnominò il suo Ranocchio e parve innamorata e pronta al matrimonio, tra lo stupore generale. Poi, ad un bel momento, annunciò che ci aveva ripensato e che il matrimonio con il principe “le avrebbe accorciato la vita” non si sa bene perchè. Alencon si abbandonò ad una crisi di nervi, lacernado il suo fazzoletto e le cronache aggiiungono che la Regina fu tanto buona da prestargli il suo. Morì di lì a poco ed Elisabetta ne portò il lutto per alcuni mesi.
    Resta comunque il fatto che l’essere donna procurò ad Elisabetta dei problemi anche nella gestione del potere. Famosa fu una sua frase a i suoi consiglieri”Signori, se fossi crestuta, anzichè fessurata, non mi avreste trattata certo così”.

Una tua opinione sarà gradita

Fill in your details below or click an icon to log in:

Gravatar
Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 49 other followers