Apr 192009
 
Hans Lippershey

Hans Lippershey

Prima di entrare nel tema, è bene dare uno sguardo all’epoca in questione, un’epoca in cui oramai il Rinascimento era ricordo del passato – seppur i semi lasciati nel campo seguiranno a produrre frutti -, un’epoca che vedrà ampliarsi il mondo geografico dopo le ulteriori scoperte di terre orientali ed occidentali mai visitate prima, un’epoca in cui oramai l’uomo assurge protagonista della storia, un uomo desideroso di essere attore principale della propria vita e decidere sul “destino” della propria comunità.

Il XVII sec. fu un secolo fruttuoso di scoperte scientifiche, tecnologiche, mediche, astronomiche, scoperte che migliorarono, in un certo qual modo, la vita e apportarono cambiamenti nel quotidiano, un continnum iniziato già nei secoli precedenti, che sembra maggiormente palesarsi in questi anni, dopo aver rotto con la tradizione medievale aristotelica.

Cosicché si passò da una visione geocentrica a una copernicana eliocentrica, visione che influenzò le altre aree scientifiche, dalla botanica alla farmacologia alla storia naturale alla geografia.

Ciò che colpisce di quel periodo è l’universalità degli eventi, nel senso che le invenzioni non avvennero in un solo Paese, ma in diversi Paesi europei, con la possibilità, anche grazie alla stampa tramite i caratteri mobili gutenberghiani, di avere scambi di conoscimenti di opinioni di relazioni: Snell era olandese, Bacon inglese, Galileo italiano, Pascal francese, Copernico polacco, tanto per citarne alcuni.

Seppur taluni insegnavano nelle università, i ritrovamenti erano fatti sul campo, con esperimenti condotti nelle case private, al di fuori delle facoltà. Le ricerche scientifiche erano, dunque, poco o nulla legate agli atenei e disponibili per essere provate, riprovate, sperimentate, dimostrate da tutti, rivoluzione scientifica che, si potrebbe affermare, aver inventato la sperimentazione.

Con un filosofo come Bacone e uno scienziato come Galilei si fa strada il metodo rimasto poi canonico della scienza moderna: la ricerca di soluzioni scientifiche e tecniche sulla base di ipotesi di lavoro fondate sul patrimonio di conoscenze scientifiche già consolidato o su nuove scoperte o invenzioni“. (1)

Eppure non fu facile sostenere tesi che andavano contro la mentalità dell’epoca, contro mentalità ancorate all’infallibilità dei classici. Ricordiamo che siamo nel periodo delle persecuzioni delle streghe, del malocchio, dell’occultismo, siamo negli anni dell’Inquisizione.

Si racconta che nella città di Leonberg, in Svevia, nel 1615, furono bruciate sei donne accusate di stregoneria, mentre in un altro paese di appena duecento famiglie ne furono uccise trentotto. Addirittura la madre del famoso Keplero venne tacciata di diavoleria. Neanche gli uomini sfuggivano: pensiamo al rogo di Giordano Bruno o alla tragedia di Galileo.

In quegli anni, la peste di Londra e di Milano decimava parte della popolazione, la Guerra dei trent’anni coinvolgeva le maggiori potenze europee, gli eserciti mercenari attraversavano i Paesi in lungo e in largo distruggendo e saccheggiando.

Tuttavia, in queste condizioni c’era tempo e spazio per le scoperte, per la cultura, per capire che la vita continuava. E in effetti, durante il trascorso del XVII sec., si formarono istituzioni a carattere scientifico, ricordiamo la Royal Society (1660) a Londra e la Académie des Sciences (1666) a Parigi, che contribuirono, in un modo o nell’altro, all’intercambio di informazioni, grazie anche alla pubblicazione di riviste specializzate.

Vediamo brevemente alcuni eventi:

- Nel 1608, l’olandese Hans Lippershey, ottico, usando una lente convessa messa di fronte a una concava, osservava che un oggetto distante si poteva vedere da vicino.

- Nel 1610, impossibilitata a partorire in “modo naturale”, una donna veniva operata da suo marito, allevatore di maiali, tramite un parto cesareo. Sopravvissero madre e neonato. Secondo Plinio, Cesare nacque con questa tecnica, da cui prende il suo nome, significando dal latino: nato da utero caeso, cioè tagliato.

- 1614, anno in cui il matematico Nepero, John Nepier, scozzese, elaborava la teoria dei logaritmi, semplificando le operazioni di moltiplicazione, divisione, elevamento a potenza ed estrazione della radice quadrata.

- Nel 1621 l’olandese Willebrord van Roijen Snell definiva le leggi che regolano la rifrazione della luce, quando passa da un mezzo a un altro.

- Francis Bacon, filosofo, scienziato e uomo di stato inglese, pubblicava, nel 1620, il Novum Organum, un trattato dove si delineava una nuova forma di vedere la scienza, basata sull’osservazione, sulla logica, sull’esperimento.

- Fu nel 1624 quando Cornelis Jacobszoon Drebbel costruiva e navigava per il Tamigi con il primo battello subacqueo. Percorse circa 10 km. tra Greenwich e Westminster.

- 1628: William Harvey descriveva la circolazione sanguigna e la funzione di pompaggio del cuore.

- Evangelista Torricelli, segretario e aiutante di Galileo Galilei, preparava e realizzava il primo barometro per la misurazione della pressione atmosferica, era il 1643.

Torricelli e Galileo Galilei

Torricelli e Galileo Galilei

- Nel 1647, Blaise Pascal, matematico e filosofo francese, stabiliva che, in un fluido, la forza di pressione esercitata da un oggetto in un punto veniva trasmessa con uguale intensità in tutte le direzioni.

- 1662 ca., Robert Boyle, scienziato irlandese, scopriva la relazione tra pressione e volume di un gas ideale a temperatura costante. La famosa legge di Boyle.

- 1682-1705: Edmond Halley, astronomo britannico, osservava che le comete si muovevano in orbite ellittiche, studiando quella che oggi porta il suo nome.

- Isaac Newton, nel 1687, pubblicava la teoria della gravitazione universale, dove spiegava il moto dei corpi dotati di massa.

- 1698: miglioramento di una delle prime macchine a vapore da parte di Thomas Savery che aveva impiego pratico.

Queste solo alcune delle tante innovazioni che l’uomo del XVII secolo produsse, quell’uomo che si avvicinava all’Illuminismo, che nel 1683 sconfiggeva definitivamente i turchi alle porte di Vienna, quell’uomo che iniziava a coltivare la patata come alimento necessario per la sua dieta, quell’uomo che desiderava lentamente, forse inconsciamente, slegarsi da un passato monarchico.

*****

-1. Giuseppe Galasso, Prima lezione di storia moderna, Laterza, 2012, ebook, pos. 151.

  23 Responses to “Il ‘600, un secolo di scoperte”

  1. Mi permetto di segnalare Giovanni Domenico Cassini, astronomo illustre di Perinaldo, paese molto molto vicino al mio borgo.
    Il link http://www.astroperinaldo.it/perinaldo/astronomi_illustri.php
    Ciao rino e buon inizio di settimana, roberta.

  2. Roberta: hai fatto benissimo a segnalare il Cassini, personaggio chiamato da Colbert alla corte di Luigi XIV. Vale la pena approfondire, anche tramite il link che hai dato. Grazie. Una felice giornata.

  3. @Rino
    Certamente il XVII° secolo si rivelò un momento esaltante per l’uomo (aristrocatico e borghese), che, attraverso la scienza applicata, iniziò a dominare il mondo. Il via lo diede Cartesio, matematico e filosofo, che affermò il primato della soggettività umana (res cogitans) rispetto al mondo (res extensa).
    Affari (mercantili) e scienza (la tecnica) iniziarono a procedre a braccetto, rendendo evidente l’arroganza del potere e il delirio d’onnipotenza del figlio di Adamo nei confronti di una natura, considerata semplice “oggetto” di sfruttamento.
    I problemi planetari di oggi trovano la loro origine in quella dissennata visione del mondo.

  4. Aldo: certo, con l’incontro fra scienza e denaro si sviluppò un nuovo modo di fare commercio, di capitalizzare. C’è un interessante libro del grande storico Braudel che sicuramente avrai letto, ma lascio l’indicazione per coloro che desiderano approfondire l’argomento economico: F. Braudel, Espansione europea e capitalismo, ed. il Mulino. Grazie del tuo intervento. Buona serata.

  5. …quegli uomini che hanno saputo trasmettere la sete del sapere…

    Grazie Rino, notte
    Tiziana.

  6. Ci sono delle epoche che sembrano meno oscure di altre, determinando così condizioni più favorevoli.
    Ma solo la curiosità umana, di certuni esseri più curiosi degli altri, ha portato a scoperte che hanno avuto la loro importanza e la cui applicazione è ancora presente nell’attualità..dal taglio cesareo fino alla coltivazione della patata..

    Per te una solare giornata ed un abbraccio.

    Stefi

  7. Tizy: mi sembra, vi siano epoche più propense alle scoperte di altre, epoche più guerriere di altre e così via, come se la storia seguisse un percorso quasi prestabilito. Chissà! Buona giornata.
    Stefi: è vero, senza la curiosità, senza la voglia di sapere, si va ben poco avanti, e i grandi personaggi ce lo hanno dimostrato, magari provando e riprovando tutta la vita, sino a quando non raggiungono il loro obiettivo. Un abbracio.

  8. Caro Rino,
    la mia tesi era (bicchiere mezzo vuoto): la sete di sapere è una cosa bellissima (ricerca scientifica). Un pò meno quando viene utilizzata per “sfruttare il mondo”, dilapidandone le risorse. La tecnica, figlia del XVII° sec., ha realizzato cose egregie, ma anche “armi” di distruzione di massa.
    Il capitalismo ha certamente contribuito al sempre maggior benessere dei popoli, ma ha anche favorito degenerazioni come quella che stiamo vivendo in questi giorni.
    A me sembra che tu sia più portato a tingere di “rosa” i fatti della storia (Il tuo bicchiere è mezzo pieno), guardando con interesse preminente agli elementi positivi. Ovviamente quest’ultimi sono sempre presenti nel quadro storiografico, ma non mancano le “nefandezze”, che trovano la loro origine nel lato oscuro dell’animo umano.
    La Storia è soprattutto storia delle emozioni umane: per la scoperta, per il bello, per l’avidità, per il male …

  9. Aldo: grazie, interessante il tuo commento che mi spinge a rivelarmi. Mi sembra ovvio che la storia è fatta anche, forse soprattutto, di fatti, avvenimenti, circostanze poco piacevoli, nessuno lo può negare. Guerre, sangue, feriti, morti, sfruttamento, schiavi, epidemie, carestie, e via dicendo, hanno caratterizzato il percorso storico umano. Però una cosa, in questi miei articoli, desidero sottolineare, che, a mio avviso, la storia va anche vista dal lato positivo, da quel lato che alcuni sembrano nascondere, anche perché è più facile vedere il negativo che il positivo. E allora il mio bicchiere mezzo pieno, come ben dici, viene da come sono stato educato, da cosa e come ho letto e leggo, da come vivo, da come desidero essere nel presente. Ciò nulla toglie alla tragicità di certi eventi, ma chissà se guardando il passato – ma anche l’oggi – diversamente non si possa preparare un futuro meno drammatico. Alla fine siamo ciò che pensiamo, e le emozioni, quelle emozioni di cui tu parli nell’ultimo rigo del tuo commento, influiscono sul presente. Una felice giornata.

  10. Buongiorno Rino,
    in ogni paese, all’angolo di ogni strada troviamo storie del passato che raccontano di streghe, sortilegi, anime vendute a satana e tant’altro
    malgrado tutto questo credere la scienza e la scoperta han regalato molto ai giorni nostri
    ancora oggi grazie a ciò che è stato scoperto tanti anni fa
    la scienza fa dei passi avanti
    tesori che portano l’uomo a far tesoro di questo sapere
    buon pomeriggio

  11. la sostituzione di un modello culturale religioso da parte di un modello culturale scientifico in fieri è tema forte della modernità
    nel ‘600 ci sono quegli eventi che tu racconti qui con tratti pittorici, a pennellate
    oggi il tema è : che principi etici applicare davanti alle tecniche che procedono a velocità sempre maggiore?

  12. Rino, quante informazioni in questo post, davvero instancabile.. del resto la storia e’ in continua evoluzione.
    Un abbraccio
    Dona

  13. L’inquisizione, già. Quanto ne scrisse Sciascia, a proposito di Fra Diego La Matina, di Racalmuto, in “Morte dell’Inquisitore”. La grotta di Fra Diego, presso Racalmuto, dove si nascose prima di essere preso, è meta di un continuo pellegrinaggio di studiosi e turisti.
    “Pacienza, pane, e tempo
    Queste parole, graffite sul muro di una cella di Palazzo Chiaramonte, sede del Sant’Uffizio dal 1605 al 1782, Giuseppe Pitrè riesce a decifrare nel 1906…” Questo è l’incipit del racconto di Sciascia e non aggiungo altro, perchè il libro è senz’altro da leggere e da gustare e i luoghi senz’altro da visitare…
    Ubaldo, lodando Rino per la ricerca

    U.
    Amici di Pirandello, Sciascia, Empedocle

  14. Irish: è vero, guardandoci intorno si possono ben vedere i segni del passato, i segni della storia, di quella storia di cui il mondo moderno ne è impregnata. E le invenzioni del ‘600 hanno dato la base a quelle di oggi, segnando un continuum storico che è parte indissolubile del nostro cammino come esseri umani. Una buona serata.
    Paolo: tocchi un tema che è davvero interessante e che varrebbe la pena approfondire. L’etica, dopotutto, dovrebbe essere alla base di un buon vivere civile, eppure mi domando: quale etica, quali principi sono quelli giusti o che almeno non intaccano le proprie libertà? A presto. Ciao.
    p.s.: grazie del link di Clelia Mazzini, davvero interessante.
    Dona: grazie, un abbraccio e a presto sentirci.
    Ubaldo: Sciascia, nostro grande autore che dovremmo leggere e rileggere. Sai che non conoscevo questo particolare di cui parli. Grazie, te ne sono davvero grato. Un abbraccio.

  15. Caro Rino,
    E’ verissimo: .. alla fine siamo ciò che pensiamo …
    Ribadisco: la Storia è storia del modo di essere (mentale) degli uomini.
    Le buone idee (positive), tu dici, favoriscono un mondo migliore .. Sono d’accordo.
    Ma quando prevale l’imbarbarimento (ignoranza, violenza, volgarità, ecc.), come uscirne ?
    E’ un problema di educazione e di principi etici, che solo con l’esempio (positivo) dei “padroni del vapore” potrebbe essere superato.
    Nel caso in cui, però, l’imbarbarimento provenga dalle stesse classi dirigenti, allora non ci resterebbe che “mettersi le mani nei capelli”.

  16. Aldo: penso che bisogna iniziare da noi, essere esempio, dare esempio, ma non solo verbale, bensì pratico. Criticare costruttivamente è giusto, ma lamentarsi e non far nulla… Grazie. Una buona serata.

  17. il 1600 mi ha sempre affascinato, ricco di talenti e di nuova “ricerca”, fin dai tempi del liceo, e grazie a te oggi mi sono riletto un pò di storia, ……Isaac Newton, nel 1687, pubblicava la teoria della gravitazione universale, dove spiegava il moto dei corpi dotati di massa, cioè un nuovo modo di vedere il mondo! a presto, Luis

  18. Luis: grazie, in effetti il XVII secolo è stato davvero affascinante dal punto di vista delle ricerche scientifiche, e per coloro che si occupano di scienze e via dicendo è un periodo che vale la pena approfondire. Buona serata.

  19. Grande secolo il seicento, anche in Italia.
    Per chi non lo ha letto consiglio questo libro:
    ”Domenico Sella, L’Italia del Seicento, Laterza, Roma-Bari 2000 (ediz. orig. Longman, London-New York 1997).
    Tra le scoperte scientifiche aggiungerei
    l’ invenzione del calcolatore meccanico da parte di Blaise Pascal (1642), l’ invenzione del barometro da parte di Evangelista Torricelli (1647) e, anche se puo’ sembrare minima, la sotituzione del liuto con la chitarra, uno strumento che ha rivoluzionato il modo di fare musica.
    Capisco che in un post e’ difficile trattare l’ argomento in modo esaustivo e sicuramente anche io ho dimenticato qualcosa, per esempio l’ abbattimento delle teorie aristotelico-tolemaiche, l’ affermazione della filosofia razionalista e la nascita della geometria cartesiana.
    Giustamente nel chiudere il tuo articolo hai scritto che il seicento ha guidato l’ uomo verso il secolo dei lumi. E proprio nel seicento sono vissuti Francesco Bacone, Pierre Bayle, Pierre Gassendi, John Locke, Jean Meslier e Baruch Spinoza, i quali possono essere considerati i precursori dell’ Illuminismo.
    Vale

  20. Pier: hai ragione, ci sarebbero tantisimi altri personaggi da aggiungere, così come una moltitudine di invenzioni. In ogni caso, sembra che nel XVII secolo la razionalità umana si sia svegliata e poco a poco abbia dato frutti. Buona serata.
    P.s.: hai fatto bene a ricordare quel buon libro del Sella.

  21. Evangelista Torricelli fu nativo di Faenza, stupenda cittadina intrisa di cultura scientifica e non solo, distante pochi chilometri dalla scuola in cui insegno.

    Dal 16 al 25 ottobre 2008 si è tenuta la settimana torricelliana a Faenza per ricordare il suo insigne concittadino:

    http://www.torricellianefaenza.it/

    Tu che sei un amante dell’arte, guarda il video.

    I personaggi da ricordare sono veramente tanti. Difficile includerli tutti in un post.

    Mi piace ricordare: Vivaldi, Malpighi, Moliere, Robert Hooke, Bach, Caravaggio, Leibniz, …e la coltissima Cristina di Svezia, portata sulle scene dalla grande Greta Garbo.

    Un abbraccio
    annarita

  22. Annarita: grazie del link. Visitai Faenza qualche anno fa, per un convegno fra storici militanti e storici del cinema e, devo dire, mi impressionò che tornai dopo un paio di mesi. Vado subito a gustare il video. Un abbraccio.

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