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Mar 202009
 

La storia non è solo il ricordo di una battaglia, il racconto di una pace, la cronaca di un viaggio, non è solo analizzare questo o quel personaggio, la storia è anche fatta di piccole preziosità che abbelliscono il suo percorso. Così come la diffusione in Europa del caffè e del cappuccino, leggenda legata al frate Marco d’Aviano (1631-1699).                

           

Ma andiamo con ordine e identifichiamo i fatti.

– Luogo: Austria, Vienna, capitale degli Asburgo.

– Periodo: seconda metà del XVII secolo, per l’esattezza 1683.

- Personaggi: Georg Michaelowitz, padre Marco d’Aviano, generale Starhemberg, Carlo di Lorena.                                        

     

Carlo V di LorenaSiamo nella Vienna assediata dai turchi, settembre 1683. Poche le speranze di vittoria se non si esorta Carlo di Lorena e le sue truppe a intervenire quanto prima. Cosicché il generale Starhemberg, comandante della piazzaforte austriaca, invia un giovanotto di origine polacca, un tale Georg Michaelowitz, per sollecitare Carlo ad attaccare i turchi immediatamente. Diceva il messaggio: “Non perdete tempo, clementissimo Signore, non perdete tempo! Vienna laborat in extremis.”

Cosicché Carlo di Lorena, il 12 settembre 1683, alla testa di circa settantamila uomini, si abbatte sullo schieramento nemico, che, dopo alterne vicende, cede e si ritira disordinatamente. Vienna é salva!

Fino a questo punto la storia ci racconta i soliti fatti e misfatti, ma il dato curioso – forse leggenda – è quello che segue e che ci viene raccontato da Vittorio Messori, noto scrittore.

Per ricompensare il giovane del suo buon lavoro, gli si dà in premio dei sacchi contenenti strani chicchi abbrustoliti, che si pensava fossero cibo per animali. Ma il nostro amico sa bene che questi semi sono caffè e che i turchi li adoperavano per preparare una ricca bevanda. Georg, forte di questo sapere, apre la prima bottega che vende caffè. Padre Marco d'Aviano

Continua a dirci Messori che un giorno entra in quella bottega padre Marco d’Aviano, famoso per aver convinto gli stati europei ad allearsi e a soccorrere l’Austria. Questi assaggia la nuova e curiosa bevanda e trovandola di forte e aspro sapore dice a Georg di aggiungere del latte. Il gusto ora gli è gradevole! Notando che il colore era quello del saio del cappuccino Marco, il giovanotto chiama questo nuovo intruglio cappuccino.

Beh, direte voi, bella storia!

Ma non finisce qua!

Un pasticciere di Vienna, per festeggiare la vittoria sui turchi, aveva inventato un dolce a forma di mezzaluna, che chiamò croissant ovvero luna crescente o mezza luna.

Buona colazione!


Comments

  9 Responses to “Vienna: il caffè, il cappuccino e il croissant”

  1. Un urrà (al bar) per Rino che sa sempre come catturare la nostra attenzione!

    …occhio che casca la tazzina!

  2. Fantastico, scoprire la storia e il perchè di un nome dato a un oggetto è sempre così affascinante…..
    Grazie Rino, per quello che ci racconti;)
    Buona serata, Roberta.

  3. Damiani: ‘sto benedetto caffè, sempre presente nella nostra vita quotidiana :-) Un caro saluto.
    Roberta: ti confesso che anch’io sono attratto dalla storia degli oggetti, da quei particolari che spesso sfuggono perché ritenuti superflui. Eppure dietro una semplice cosa inanimata c’è un passato davvero avvincente. Un abbraccio.

  4. Conoscevo questa storia, mi occupo di cucina, in tutti i suoi aspetti, non solo culinari, ma storici, sociologici e antropologici, ma non avevo mai letto la versione di Messori.
    Grazie.
    Buona domenica
    Vale

  5. Pier Luigi: grazie. Una buona giornata.

  6. …Ora svelo cosa combino al mattino: bevo il cappuccino con un croissant e appena finito, ( mi tengo d’occhio) mi potano il caffè! A questo punto posso iniziare la mia giornata!
    ;)
    Baci,
    Tiziana…golosona, al mattino.

  7. Tizy: il mio unico caffè diario è intorno le nove, raramente ne prendo un altro. Baci.

  8. Molto molto carino questo post. Quella dei chicchi abbrustoliti che sembravano cibo per animali e’ strepitosa.
    Un caro saluto.

  9. Artemisia: piccole curiosità che fanno piacevole la storia. Buona serata.

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