Ben si sa che in codesto blog si tratta, in linea di massima, di Storia moderna. Ma che cos’è la Storia moderna, quando inizia, quando finisce, di che cosa si occupa?
Non è facile rispondere. Diamo pertanto dei cenni generali che possano chiarire alcuni punti. Partiamo da una considerazione essenziale e necessaria: la storia non si può dividere, né segmentare, né separare, la storia è un continuum, è un susseguirsi di avvenimenti l’uno legato all’altro, in cui l’uomo è il protagonista principale.
Orbene, il termine Storia moderna ci viene dall’estero e viene adoperato da noi in modo diverso da quanto viene fatto, per esempio, in Germania. Al di là dei nostri confini, la storia moderna inizia con la fine del XV secolo sino a comprendere il XX secolo. Da loro, ma anche nei paesi anglosassoni, si parla addirittura di una prima età moderna, includendo la Rivoluzione francese, e una tarda età moderna, abbracciando la Prima guerra mondiale.
Differente è il nostro approccio con i fatti: la storia moderna parte dagli ultimi anni del ‘400 sino a raggiungere il Congresso di Vienna, dopodiché abbiamo il cosiddetto Risorgimento, passando infine alla Storia contemporanea. A parte queste forzate divisioni che servono solo a scopo di studio, ciò che realmente importa capire è che la storia è momento trascorso, che trascorre, la storia è tempo, e il tempo, per dirla con Koselleck, ”acquista un carattere dinamico, poiché diventa una forza della storia”.
Voltaire aveva le idee ben chiare quando scriveva nel XVIII secolo:
“Vorrei che si incominciasse un serio studio della storia nel tempo in cui essa diviene veramente interessante per noi: mi sembra che questo avvenga alla fine del XV secolo. La stampa, che fu allora inventata, contribuisce a renderla meno incerta. L’Europa cambia faccia; i Turchi, nella loro espansione, cacciano le belle lettere da Costantinopoli; essi fioriscono in Italia, si stabiliscono in Francia, ingentiliscono la Germania, e il settentrione. Una nuova religione sottrae metà dell’Europa dall’obbedienza del papa. Un nuovo sistema politico si stabilisce. Si fa, con l’aiuto della bussola, la circumnavigazione dell’Africa; si commercia più facilmente con la Cina che da Parigi a Madrid. Si scopre l’America; si sottomette un nuovo mondo e il nostro è cambiato quasi completamente; l’Europa cristiana diviene una specie di repubblica immensa, nella quale la bilancia del potere è meglio stabilita di quanto non lo fosse nella Grecia antica. Una corrispondenza perpetua ne lega tutte le parti, malgrado le guerre suscitate dall’ambizione dei re o quelle di religione, ancora più distruttive. Le arti, che fanno la gloria degli Stati, raggiunsero punti che la Grecia e non Roma non conobbero mai. Ecco la storia che tutti devono conoscere. Nella quale non si trovano né predizioni chimeriche, né oracoli menzogneri, né falsi miracoli: in essa tutto è vero, sino ai piccoli dettagli di cui possono preoccuparsi solo i piccoli spiriti. Tutto ci riguarda, tutto è fatto per noi…” (1)
L’Uomo, dunque, ne è attore principale, l’uomo che acquista coscienza di sé, della forza del suo pensiero, della sua espressione, l’uomo che scopre di poter attraversare i mari per raggiungere nuove terre, che può creare capolavori, che può inventare oggetti utili al suo benessere, che le sue idee possono, tramite la stampa dei caratteri mobili, raggiungere migliaia di altri uomini, anche in terre lontane, e poterli informare. Quell’uomo, insomma, che si scopre individuo.
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1. Voltaire, Remarques sur l’histoire, in Oeuvres historiques, a cura di R. Pomeau, Paris, Gallimard, 1978.

Segmentare la storia e’ chiaramente una convenzione pero’ non priva di conseguenze. Metti per esempio le cattedre o i corsi universitari. Per gli stessi cinque secoli in Germania ne possiamo avere solo uno mentre in Italia bene tre. Capito furbi?
Un caro saluto,
Artemisia
PS ma perche’ CODESTO blog?
Artemisia: mi hai fatto soridere :-) In ogni modo sono solo convenzioni che servono a studiare, ad approfondire certi secoli storici.
Questo, codesto e quello per me pari son, dicevamo alle elementari. Diamo spazio ad altri sinonimi… Buona serata.
Scusa, Rino, lungi da me fare lezioni di Italiano, ma a noi Fiorentini, che come sai abbiamo la puzza sotto il naso quanto su questo argomento ;-), “codesto” suona come qualcosa vicina all’interlocutore.
Cioe’ per te CODESTO blog e’ il mio che per me e’ QUESTO,
Mente per me CODESTO blog e’ il tuo.
A me suona cosi’. Perdonami! Solo una curiosita’.
Buona serata anche a te!
Artemisia: certo, codesto si riferisce a cosa vicina al destinatario del messaggio (a chi ascolta). Codesto blog è di tutti :-)
Post molto interessante, Rino! Da proporre anche a scuola per gli approfondimenti.
Rispetto alla simpatica discussione su questo, codesto e quello…
Questo – Cosa vicina a chi parla
Codesto – Cosa vicina a chi ascolta
Quello – Cosa lontana da chi parla e da chi ascolta
Queste distinzioni d’uso sono scomparse nel neostandard ed è scomparso anche codesto che sopravvive come toscanismo arcaico, nel linguaggio letterario e nel parlato in Toscana appunto!…Che io sappia;)
Salutoni
annarita
Come al solito un post molto interessante, il modo in cui ci proponi la storia mi piace, come mi piace l’idea dell’uomo che si scopre individuo….
OT: ho apportato le dovute modifiche, grazie;))
Roberta, riconoscente.
Annarita: grazie per questa-codesta-quella tua precisione :-) Una felice serata.
Roberta: troppo gentile, cerco solo di dare quel poco che ho nella maniera più semplice possibile. Un caro saluto.
@babilonia61
Una piccola riflessione:
… sarebbe interessante indagare sul concetto di “tempo” rispetto alla Storia. Se quest’ultima viene rappresentata come uno scorrere, un moto continuo, una successione di eventi (con un prima ed un dopo), allora essa non potrà mai essere colta (come totalità), e, quindi, sarà inconoscibile.
Per conoscerla concretamente abbiamo bisogno di un “puntatore” (calendario universale) che si posizioni su un accadimento storico specificoo. Quest’ultimo conterrà, oltre ad una serie di fatti particolari, una sua qualità (ad esempio una visione razionale del mondo), che una volta individuata dal nostro spirito critico, verrà consegnata, fuori del tempo storico, all’eternità e all’universalità concettuale (ad esempio l’illuminismo).
In conclusione, sembrerebbe che studiare la Storia sia un continuo entrare ed uscire dl tempo …
Aldo: benvenuto e grazie per passare. Stimolante il tuo intervento. Certo, per conoscere bene la storia abbiamo bisogno di periodizzarla, di stabilire certi limiti di studio, di, come dici, usare un puntatore. Significa che lo storico che si occupa di un determinato periodo analizza avvenimenti a esso legati, tenendo pur sempre una preparazione completa per comprendere l’intero ciclo, l’intero corso. Il continuum si riferisce al tempo che passa, che trascorre, a quel tempo fatto di attimi, a quegli attimi impregnati di storia. Diceva Marc Bloch che il flusso degli anni scorre senza interruzione e che abbiamo bisogno delle cesure per praticare un certo tipo di analisi… ma la storia segue. E le cesure, continua Bloch, saranno sempre arbitrarie, coincideranno con i principali punti di curvatura dell’eterno mutamento. Questi punti saranno allora, per esempio nell’età moderna, la scoperta dell’America, l’invenzione dei caratteri mobili gutenberghiani, punti di partenza di quell’epoca che qua trattiamo. Ma non possiamo capire Gutenberg se non studiamo Magonza, se non approfondiamo l’iter dei manoscritti, se non entriamo nei monasteri, se non guardiamo con attenzione il XV secolo. E il XV secolo è figlio del XIV, è figlio della Grande Peste, è figlio di certe università… insomma… un continuum
Un buon pomeriggio e grazie ancora per proporre un interessante argomento.
Post molto interessante, ma in questo blog non e’ una novita’ trovare argomenti di grande spessore.
Ritengo che al di la’ delle segmentazioni utili per la studio, la storia moderna e’ da intendersi come elemento di rottura rispetto all’epoca medievale, caratterizzato anche dal processo di formazione degli Stati nazionali in Europa. Inoltre e’ quel periodo sono svolti importanti avvenimenti politici che hanno portato alla società contemporanea.
Mi riferisco all’ invenzione della stampa con caratteri mobili, alla caduta di Costantinopoli in mano ai Turchi, alla fine dell’Impero bizantinoe alla fine della Guerra dei cent’anni tra Inghilterra e Francia, alla caduta del Regno di Granada (ultimo baluardo musumano in Spagna) e della conseguente unificazione delle corone spagnole, nonché alla scoperta delle Americhe da parte di Cristoforo Colombo e all’ inizio della diffusione della Riforma protestante. Avvenimenti che avvengono tra il 1448 e il 1517.
Grazie Rino
Vale
Il terzo capoverso si deve leggere cosi’
Inoltre e’ quel periodo nel quale si sono …
Pier Luigi: è vero, però per certi storici il medioevo continua sino quasi alla rivoluzione francese, per altri l’età moderna include anche la prima guerra mondiale, tutto ciò per dire che il segmentare, il periodizzare, a mio avviso, serve a ben poco, serve magari a una certa specializzazione, ma alla fine per comprendere l’intero corso degli eventi bisogna avere un’infarinatura totale, completa. Non v’è ombra di dubbio, e concordo con te, che gli anni di Gutenberg, la scoperta dell’America, la caduta di Costantinopoli del 1453, l’emigrazione di importanti letterati e dotti bizantini verso la nostra Italia, e via dicendo, siano punti di un rilievo determinante che rompe col passato, col medioevo, che porta a una nuova e diversa visione dell’esistenza. Insomma, come tutto nella vita, sarà relativo anche il tempo nella storia? Un caro saluto.
Segmentare i periodi storici è sempre impresa delicata, anche per chi la storia (o la storia dell’arte) la deve studiare.
Gran bel post
un abbraccio.
Damiani: grazie. Una felice giornata.
Io condivido il pensiero di Pier Luigi Zanata e le conclusioni di Babilonia. Fermo restando l’importanza della visione d’insieme, del continuum – condizione essenziale per comprendere anche le evoluzioni socio-culturali – la segmentazione ha una funzione di approfondimento.
Infatti, i corsi di laurea suddividono – e credo, motivatamente – i periodi per consentire la massima profondità della conoscenza.
Avremo così l’età moderna che inizia convenzionalmente con le scoperte menzionate e coincide, non a caso, con il massimo splendore e maturità del rinascimento artistico, segno che i tempi erano mutati profondamente.
La rivoluzione francese segna lo spartiacque fra il sistema assolutistico vigente fino ad allora, e la nuova consapevolezza borghese. Qui, convenzionalmente i corsi universitari fanno concludere un’era: la “moderna”.
E si giunge alla “Contemporanea” – come già hai scritto – che si protrae sino alla fine della seconda guerra mondiale, che è il periodo che ho studiato ed approfondito, appunto.
SignoraAnonima: le suddivisioni servono, come dici, per meglio studiare un determinato periodo storico, approfondirlo, magari relazionarlo con un precedente e un susseguente, in ogni modo sono sempre convenzioni stabilite dall’uomo. Sarebbe interessante, però, avere una visione d’insieme della storia, della storia dell’umanità, non solo occidentale, ma anche orientale, cinese, giapponese, e via dicendo, ricordiamo che, per esempio, tante invenzioni vengono da lontane terre. Grazie per il tuo intervento. Una buona serata.
Tu sei vero maestro di storia, Rino. Le tue riflessioni e le tue specificazioni sono sempre pertinenti e intelligenti. Quando ti leggo, mi sembra di ripassare e di apprendere nuove cognizioni. E devo aggiungere che mi sono molto utili per la mia scrittura. Per questo ti dico grazie. Ad maiora e felicità.
U.
Amici di Pirandello, Sciascia, Empedocle.
Ubaldo: grazie a te, grazie per leggermi. D’altro canto, anche il tuo blog è fonte di illuminazione letteraria. Un abbraccio.
@RINO
“L’Uomo .. che acquista coscienza di sé, della forza del suo pensiero, della sua espressione, l’uomo che scopre di poter attraversare i mari per raggiungere nuove terre, che può creare capolavori, che può inventare oggetti utili al suo benessere, che le sue idee possono, tramite la stampa dei caratteri mobili, raggiungere migliaia di altri uomini, anche in terre lontane, e poterli informare. Quell’uomo, insomma, che si scopre individuo”, e che, sottolineo io, fa “la Storia”, in realtà, è lo stesso uomo che entra in guerra con i suoi simili o che, con l’Olocausto, cerca di estinguere il “diverso” …
La domanda sorge spontanea:
l’ UOMO (homo sapiens sapiens) di cui si occupano le scienze storiche chi o cosa è ?
mi sembrerebbe un tema su cui discutere, in quanto pre-requisito necessario per la comprensione dei “fatti” storici.
Che ne dici?
Aldo
Aldo: grazie per ritornare. Giusta la tua domanda, a cui posso solo rispondere: l’uomo fatto di carne, di ossa e di sentimenti, quell’uomo, come ben dici, che desidera distruggere il diverso, che oltre a fare la pace, fa anche la guerra, quell’essere umano che, dalla sua nascita a oggi, ha popolato questa Terra. E la Storia serve a ricordare il suo passato, analizzarlo, studiarlo, ma non criticarlo, semplicemente per comprenderlo, comprenderlo nelle sue differenze e diversità. Una buona serata.
@Rino
Tu dici: .. l’uomo fatto di carne, di ossa e di sentimenti .., ma anche, dico io, di tradimenti rispetto ad una ragione, che dovrebbe esprimere “ragionevolezza” e riflessione; in realtà l’uomo è dominato da una “volontà di potenza” che esprime solo il biologico che è in lui, dietro alla maschera della cultura o del trascendente… papa Giulio II, nato Giuliano della Rovere, noto come “il Papa guerriero” amò le arti e la guerra e, parafrasando Pietro Aretino, non “disse mal” del Cristo, “scusandosi col dir non lo conosco” …
A presto.
Aldo: certo, capisco benissimo il tuo punto di vista, ma lo storico, quello vero, non può analizzare i fatti e i personaggi criticando o disapprovando questo o quell’evento, tal o talaltro comportamento, deve studiare il passato con un certo distacco e riportarlo così come è avvenuto. E ce lo insegnano Bloch, Ladurie, Le Goff, e tantissimi altri. Buona giornata.
Il mio umile e semplice saluto… per il momento :-)
Dona
Dona: è bello rileggerti dopo tanto tempo. Un caro saluto anche a te.
Suggerisco un ulteriore forma di indicizzazione talvolta la uso. Inaltre parole l’anno nel quale sono accaduti eventi che hanno provocato un “Salto quantico” all’umanità di allora, e quindi alla nostra di oggi. Da li analizzare i feedback, (retroazioni). Mi piace il metodo e gli esempi raccontati nel libro “Complessità”, di Wordrop. All’Univ. di SantaFè c’è l’istituto fondato a suo tempo dalle teste d’uovo di Palo Alto che studia i fenomeni complessi e i relativi feedback. Suggerimento: andate a visitare la zona. Esperienza magica, posto magnifico.