Ben si sa che più un oggetto o un soggetto è vietato, più lo si desidera, e non solo nel nostro mondo contemporaneo, ma anche nei secoli che stiamo prendendo in considerazione, il Rinascimento.
L’erotismo, l’esaltazione dell’amore fisico è stato sempre malvisto sia da parte della Chiesa che dai puritani e talvolta perseguitato. Eppure in quei decenni ebbe un indubbio sviluppo, un certo fiorire, insieme a una evidente materialità che contraddistinse l’epoca.
Fu un periodo in cui vi era una forte domanda di dipinti sensuali, di donne nude che risaltavano per la loro integra bellezza, spesso in pose seducenti, provocanti. E dalla lettura di alcune lettere (1538), risulta, per esempio, che il duca di Urbino Guidobaldo, figlio del più noto Federico, invitava un suo agente a Venezia a negoziare col Tiziano una tela di una donna nuda. Stesso soggetto si accingeva a richiedere, sempre al Tiziano, il cardinale Farnese nel 1542.
Le sue Veneri, ci riferiamo al Tiziano, sembrano addirittura l’idealizzazione del corpo femminile, quasi una pornografia destinata all’élite. Ma non solo lui esaltava la bellezza femminile, anche Veronese (Venere e Adone, 1584), Giorgione (Concerto campestre, 1510 ca.), Raffaello (La Fornarina, 1520), Correggio (Mercurio, Venere e Cupido, 1522), e via dicendo, hanno nella loro produzione una certa quantità di quadri in cui la donna svestita è soggetto principale dell’insieme. Chiariamo immediatamente che non tutto era destinato a fini passionali, tuttavia alcuni di essi sembrano indicare che l’arte erotica del tempo avesse avuto una sicura attrazione.
Dunque, i motivi erotici erano probabilmente più frequenti di quanto lascino supporre i pochi resti del genere che sono sopravvissuti alle ondate successive di pudore. 1
Sorge una domanda: dove si collocavano codeste tele, spesso grandi e ingombranti? Alcune non erano eccessivamente voluminose, per cui potevano rivestire benissimo le pareti di una camera da letto, altre invece restavano senza cornice, arrotolate per essere aperte nel momento desiderato. Altre ancora venivano messe in piccoli ambienti in cui non entrava quasi nessuno, né confessore, né parenti, né amici.
Esaminiamo due quadri che rappresentano il fascino femminile, che celebrano una elegante sensualità che attrae la nostra attenzione, due quadri del periodo rinascimentale italiano.
Rino, ehm…
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Venere di Urbino, Tiziano, 1538.
Leggiadramente distesa su un letto che sembra disfatto, questa Venere con le gambe incrociate, i biondi capelli sparsi sulle spalle, le rose in una mano, mentre l’altra nasconde l’oggetto del desiderio, sembra invitare all’erotismo, erotismo necessario, sembra dire il quadro, in una unione matrimoniale. Lo sguardo è sensuale, passionale, ma nello stesso tempo leggiadro e aggraziato. Il tutto mentre due damigelle accanto una finestra cercano abiti in un cassone nuziale. Per completare e indicare che la scena è familiare, il Tiziano aggiunge un cagnolino che riposa sul bianco lenzuolo accanto la donna, forse a denotare una sostanziale fedeltà.
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Venere, Marte e l’Amore, Piero di Cosimo, 1490 ca.
In un ambiente paradisiaco il nostro pittore introduce spirito, fantasia e allegoria in un quadro che richiama la sensualità. Marte è disteso con gli occhi chiusi, mentre Cupido si adagia abbandonato sul corpo di Venere con una mano che indica il dio. Simbolo sessuale, un coniglio dalle lunghe orecchie sfiora lievemente la mano sinistra di Cupido. La donna, con un leggero velo trasparente che copre alcune parti del corpo, osserva compiaciuta tutta la scena. Due colombe si guardano amorosamente, angeli sullo sfondo giocano con i diversi pezzi dell’armatura di Marte. L’insieme è grazioso e superbamente raffinato.
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- Maggiori informazioni su Tiziano e altri pittori su: G. Armato, La storia nell’arte, Miniedizioni Il Papyrus, Pistoia, 2009.
1. Philippe Ariès, Georges Duby, La vita privata dal Rinascimento all’Illuminismo, Ed. Laterza, Bari, 2001.











Ciao, Rino. Sono proprio di corsa…scadenze per la rivista!:(
Ritornerò con calma a leggere questo intrigante articolo insieme all’altro su Mantova.
Buona serata
annarita
Sai che me lo sono chiesto tante volte anch’io?
Grazie per avermi dato delle risposte, buona serata Rino, Roberta.
Annarita: grazie. Buon lavoro. Un abbraccio.
Roberta: grazie a te. Una felice serata.
Il nudo e’ stato sempre al centro dell’ arte, sia della pittura sia della scultura.
Lascio a due grandi il commento:
E’ molto difficile trovare lavori che riescano a materializzare la fantastica comunione del Nudo con l’Arte. Dei classici maestri della storia, sono pochi quelli che sono riusciti a superare questa prova.
La vera essenza dell’arte è la bellezza unita alla sensualità del nudo, spesso confusa con la volgarità. La nudità è sempre inquietante, istigatrice e sorprendente.
Per questo l’artista, sia nella pittura, come nella scultura, nella danza o nella fotografia, incontra nel corpo nudo un profondo legame con la purezza dell’essere.
E’ la sensualità che stimola la creatività in tutti i sensi. E’ la sensualità che evoca l’amore, la passione e la creazione dell’uomo. Per questo la nudità ci colpisce tanto e così profondamente.
Per coloro i qualli apprezzano il nudo artistico, OCAIW offre la più completa e selezionata galleria, presentando con essa i principali maestri ed artisti che meglio hanno interpretato il nudo nella storia dell’arte.
(Ariano Cavalcanti de Paula)
“L’arte non è mai casta, si dovrebbe tenerla lontana da tutti i candidi ignoranti. Non dovrebbero mai lasciare che gente impreparata vi si avvicini. Sì, l’arte è pericolosa. Se è casta non è arte.”
(Pablo Picasso)
Vale
L’interesse per il nudo sta come senso del limite, vive in quella soglia che nei secoli ha sorretto convenzione e scandalo, aggressività e violenza, eros e pornografia.
Tra bello e osceno si gioca l’ambiguo fascino del nudo femminile.
Seguo anch’io le orme di Pier, riportando il pensiero di altri due grandi:
Linda Nead nel suo “The Female nude; art obscenity and Sexuality” sostiene che il nudo rappresenta “il contenimento della natura attraverso l’arte. Dal Rinascimento al modernismo il nudo femminile dimostra che l’arte ha le sue origini e viene sostenuta dall’energia erotica maschile”.
E Paul Valery rintraccia singolari attenzioni verso la “Venere d’Urbino” di Tiziano:
“Ben si avverte che per Tiziano, quando mette una Venere dalle carni purissime, mollemente raccolta sulla porpora nella pienezza della sua perfezione di dea e di cosa dipinta, dipingere fu accarezzare, unire due voluttà in un atto sublime, dove il possesso di se stessi e dei propri mezzi, e il possesso della bella con tutti i sensi, si fondono”.
L’idealità femminile che si fa spazio dall’antichità all’arte pittorica italiana porta il nudo a connaturarsi con il paesaggio idillico (vedi Giorgione) o gli interni lussuosi (vedi Tiziano). Committenze di famiglie e di corti, di dinastie e corti principesche, portano la rappresentazione femminile in Occidente al noto repertorio mitologico di richiamo erotico.
Grazie, Rino. L’Arte è un’altra delle mie passioni.
Bacioni, annarita
Pier Luigi: grazie per riportare due egregie opinioni. A volte, forse più spesso di quanto pensiamo, si confonde il nudo, e non importa se maschile o femminile, con la volgarità, e sono pochi gli artisti che hanno cercato di rappresentarlo come forma, come espressione della bellezza femminile. Certo, il nudo può essere bello, ma anche sensuale, provocante, tutto dipende da come viene da noi percepito e da come, in primis, gli artisti desiderano mostrarlo. Un felice pomeriggio.
Annarita: le citazioni sono davvero interessanti, ma più interessante ancora è la tua opinione, è l’opinione di noi comuni mortali, di come ci avviciniamo a quel tipo di arte, a quell’espressione artistica. E l’arte, ho sempre pensato, dovrebbe essere materia di studio approfondito nelle scuole, nel senso che sarebbe doveroso avvicinare maggiormente gli alunni alle mostre, ai pittori, alle tele, inculcare il senso del bello, dell’eleganza, anche per ricordare nel giovane il concetto di armonia. Grazie. Un abbraccio.
chissà perchè ma ho sempre considerato il nudo, non importa il genere, nei quadri o nelle sculture come qualcosa di naturale, senza avervi mai ritrovato connotazioni erotiche. Mentre sicuramente il nudo in fotografia si presta maggiormente ad avere una connotazione anche sensuale o erotica. Eppure un quadro è il precursore della fotografia.
Ciò non toglie che in passato, come oggi, fossero vivi certi aspetti materiali, ma in effetti la mia ingenuità, ancor viva nonostante la veneranda età, non li aveva mai presi in considerazione.
Comunque non si finisce mai di apprendere.
Una felice settimana.
Stefi
ps. dimenticavo: ma il Goya, circa due secoli dopo, si sarà ispirato un pò alla Venere di Urbino di Tiziano per la sua Maja desnuda? La posa, ancorchè invertita, è molto simile, anche se la postura delle braccia è diversa. Comunque me l’ha immediatamente ricordata.
Stefi
Stefi: a mio avviso, tutto dipende dal nostro carattere, dal nostro modo di vedere la donna o l’uomo, da come siamo stati educati. La bellezza femminile messa al nudo, spesso e volentieri, risalta per la sua eleganza, per la sua armonia, altre volte per il suo erotismo, per la sua sensualità. E il pittore, in tutto ciò, gioca un ruolo importante.
La maja vestida e La maja desnuda: due tele davvero belle, dove la posizione dei corpi attira la nostra attenzione per la loro sensualità. Ti lascio un link per approfondire l’argomento. Un abbraccio.
Oggi, con la lettura del tuo interessante bog, sono riuscita ad accennare al “senso estetico” con ragazzi. A far comprendere l’importanza dell’andare oltre l’immagine di “leggere” l’ eleganza della pittura, emozione che essa è in grado di creare in ognuno di noi.
Partendo dall’esempio dei tuoi quadri, ho fatto vedere la Pietà di Michelangelo in Roma http://michaelguth.com/myblog/pictures/pieta_michelangelo.jpg
e poi quella di un Michelangelo adulto (pietà rondanini) http://www.cercaturismo.it/public/absolutenm/articlefiles/1031-CastelloSforzesco_Michelangelo-Piet%C3%A0Rondanini.jpg
Grazie, per l’aiuto che mi dai, sei per me una fonte di incredibile di risorse!
Un abbraccio, Tiziana.
Tizy: grazie a te. Invitare i giovani al bello, all’eleganza, all’armonia della pittura, della scultura, ma non solo di queste, dovrebbe essere uno dei punti educativi da non sottovalutare; e i giovani un giorno ne trarranno beneficio, anche nel loro quotidiano vivere. Buona serata.
Carissimo, tutto ciò mi fa pensare a tutti quei libri erotici che, dal XVII secolo in poi, faranno furore nel mercato clandestino e che incrementeranno il mercato… ma di questo parleremo più diffusamente in seguito
Un saluto, ti aspetto su messenger
Alessio: certo, quel nostro dialogo su Gutenberg, i caratteri mobili, i libri, e via dicendo… Buona serata.
analisi molto interessante e non banale. Grazie!
Grazie per il link Rino, l’ho memorizzato!
A presto
Stefi
pruriginoso oggi il post del nostro Rino!
Un nudo che piace, ma che fa arte, perchè è bellezza. E tutto quello che è bellezza non offende, anzi invita ad apprezzare.
U.
Amici di Pirandello, Sciascia, Empedocle
dei gusti rappresentati in questi quadri mi piace la totale assenza di corpi anoressici
mi sgomenta pensare che molti di questi quadri di nudo rimanessero arrotolati e ammirati solamente da chi li commissionava. Per noi oggi sono dei capolavori d’arte, ma capisco bene che secoli fa fossero l’equivalente di playboy.
Sempre interessanti le tue passeggiate nel passato.
Un caro abbraccio
Chirie: è vero, erano altri tempi, ma le passioni dell’uomo sono rimaste le stesse, così come i sentimenti. Buona serata.
[...] 25 Aprile, 2009 di babilonia61 Seguiamo il piacevole percorso iniziato qualche mese fa, quando scrivevamo sulla bellezza femminile nel Rinascimento. [...]
L’omaggio più diretto alla Venere di Urbino è l’Olympia di Manet, il il gesto di coprirsi è lo stesso, ma nel secondo caso più che pudore sembra il suo contrario: sfacciatagine.