Editto di espulsione degli ebrei, Spagna 1492

Spagna:

Ferdinando e Isabella, Spagna- 1474: inizia il regno di Ferdinando e Isabella.

- 1478: una bolla di papa Sisto IV istituisce l’Inquisizione in Castiglia.

- 1482: primi tribunali a Siviglia, Cordova, Saragozza e Valencia.

- 1483: Tomás de Torquemada è nominato primo Inquisitore Generale di Castiglia e di Aragona.

- 1492: vittoria cristiana su Granada; editto di espulsione degli ebrei; Colombo scopre l’America.

Alcune date che ci ricordano la Spagna del XV secolo, riconquistata da Ferdinando II il Cattolico (1452-1516) e Isabella I la Cattolica (1451-1504), quella Spagna che allontanerà con la forza da 150.000 a 200.000 (?) ebrei.      

 

Spagna, 31 marzo 1492, Editto di espulsione degli ebrei:                                

“Sapete bene, o dovreste saperlo, che, poiché fummo informati che in questi nostri domini c’erano alcuni cattivi cristiani che si dedicavano al giudaismo e si allontanavano dalla nostra santa fede cattolica, a causa soprattutto delle relazioni fra ebrei e cristiani, nelle cortes riunitesi a Toledo nel 1480 ordinammo che in tutte le città e i villaggi dei nostri regni e signorie gli ebrei dovevano vivere separatamente dagli altri, nella speranza che la loro segregazione avrebbe risolto il problema. Avevamo anche provveduto e ordinato che nei nostri suddetti regni e signorie fosse istituita un’Inquisizione:  come sapete, il tribunale nacque più di dodici anni fa e opera ancora. L’Inquisizione ha scoperto molti colpevoli, come è noto, e dagli stessi inquisitori, oltre che da numerosi fedeli, religiosi e secolari, siamo informati che sussiste un grave pericolo per i cristiani a causa dell’attività, della conversazione e della comunicazione che [i cristiani] mantengono con gli ebrei. [Gli ebrei infatti] dimostrano di essere sempre all’opera per sovvertire e sottrarre i cristiani alla nostra santa fede cattolica, per attirarli con ogni mezzo e pervertirli al loro credo, istruendoli nelle cerimonie e nell’osservanza della loro legge […].

Per questo motivo, e per mettere fine a una così grande vergogna e ingiuria alla fede e alla religione cristiana, poiché ogni giorno diventa sempre più evidente che i suddetti ebrei perseverano nel loro pessimo e malvagio progetto dovunque vivano e conversino [con i cristiani], [noi dobbiamo] cacciare i suddetti ebrei dai nostri regni così che non ci sia più occasione di offesa alla nostra fede.

Pertanto ordiniamo che quanto da noi stabilito sia fatto conoscere, e cioè che tutti gli ebrei e le ebree che vivono e risiedono nei nostri suddetti regni e signorie, a prescindere dallo loro età […], entro la fine di luglio lascino i nostri regni e signorie insieme con i loro figli […], e non osino mai più farvi ritorno.” (1)                                                                                                                                          

*****

1. in Luis Suárez Fernández, Documentos acerca de la expulsión de los judíos, Valladolid, Csis, 1964, pp. 392-393 (trad. dallo spagnolo)

- Edictos de expulsion de los judíos »»»qua.

- Documentos sobre la expulsión »»»qua.

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(Articolo rivisito e aggiornato il 2 Febbraio 2012)


17 Risposte to “Editto di espulsione degli ebrei, Spagna 1492”

  • gturs

    Ciao Rino, non sapevo che già nel 1492, si era arrivati a tanto….a volte si dice che la storia si ripete….
    e non si sbaglia!
    Roberta, che ha riflettuto.

  • babilonia61

    Roberta: il 1492 è solo una delle tante tappe che la storia ha dedicato agli ebrei. Prima di allora, già nel XIV secolo – ma anche prima -, vi era stata una certa dura persecuzione contro loro. Non sarà la prima, né l’unica. Buona serata.

  • annarita

    Probabilmente la motivazione del decreto verteva sul pericolo di ricaduta dei conversi causato dalla vicinanza degli Ebrei non convertiti, che li allontanavano dal Cristianesimo e li facevano tornare ai vecchi riti.

    Pensi ci fossero altre ragioni oltre quella religiosa?

    Certo è che, con l’espulsione degli Ebrei, l’Inquisizione aveva campo libero, dato che la sua autorità si estendeva per definizione solo sui Cristiani, e che ogni Ebreo presente sul territorio era stato battezzato. Se questi avessero continuato a praticare i propri riti, sarebbero stati condannati come peccatori ricaduti nell’errore.

    Che cosa ne dici, Rino?

    Abraccione
    annarita

  • babilonia61

    Annarita: Isabella era una buona cattolica e come tale difendeva la sua religione, ma al di là di questo ricordiamo che tanti ebrei ricoprivano importanti cariche politiche e sociali, e, in un certo senso, facevano invidia a qualcuno. Credo si sia voluto colpire anche la loro forza economica, giacché, ricordiamo, loro commerciavano con mezzo mondo. Un abbraccio. Buona settimana.

  • Pier Luigi Zanata

    Un importante capitolo della storia degli Ebrei in Europa si apre con la conquista musulmana della Spagna. Fino a quel momento, la loro influenza in Europa era stata relativamente scarsa.
    Gli Ebrei misero radici e prosperarono, come detto, soprattutto nella Spagna Musulmana dove le loro attivita’ non vennero in alcun modo ostacolate. Alla corte di Cordova essi ascesero alle piu’ alte cariche dello Stato, favoriti dalla loro conoscenza delle lingue e dalla loro abilita’ di medici. Lo sviluppo delle attivita’ culturali ed intellettuali fu una naturale conseguenza delle liberta’ di cui gli Ebrei allora godevano; la Spagna divenne la sede di una cultura ebraica pressoche’ ineguagliata nella Diaspora. La riconquista cristiana della Spagna porto’ ovvi pericoli per gli Ebrei che vi risiedevano; strettamente assimiliati ai musulmani per la lingua e i modi di vita, essi furono, al pari di quelli, considerati infedeli e duramente perseguitati.
    Non dobbiamo dimenticare che al tempo di Ferdinando II e sua moglie Isabella di Castiglia era in atto l’ Inquisizione, istituita proprio in Castiglia contro i conversos sospettati di ebraizzare.
    Il tribunale invitava i buoni cattolici a denunciare gli individui sospetti. Uno speciale editto elencava trentasette punti, in base a cui era possibile riconoscere gli eretici: per esempio, la celebrazione di feste ebraiche; usanze alimentari diverse; consumo di carne durante la Quaresima; omissione della formula “Gloria al padre, al Figlio ed allo Spirito Santo” alla fine di un salmo.
    Come possiamo facilmente immaginare, un’ epidemia di delazioni imperverso’ per tutta la Spagna: “Juana Pèrez ha sorriso nel nominare la Santa Vergine? Eretica e condannata…”. Tutto nel nome della Chiesa e di Tommaso Torquemada, Grande Inquisitore di Spagna.
    Non si deve dimenticare che come uomo di Stato, Ferfinando perseguiva una politica di espansione, tra cui la colonizzazione del nuovo mondo, e lo faceva tranquillamente, in quanto la CONFISCA DEI BENI DI CHI ERA CONDANNATO DALL’ INQUISIZIONE GLI ASSICURAVA INDUBBIAMENTE UNA MAGGIORE AFFLUENZA DI DENARO LIQUIDO, necessario per le guerre e per gli altri progetti espansionistici.
    Poi l’ Inquisizione si occupo’ degli Ebrei autorizzati a restare tale, i cosiddetti Ebrei pubblici che, solo per il fatto di esistere, ostacolavano la sua azione.
    Alla fine del 1490, sei Ebrei e cinque conversos di La Guardia, vicino Toledo, furono accusati di avere tentato di avvelenare la cristianita’, mediante pratiche di magia nera.
    Gli atti di questo processo, che si possono leggere in “Storia dell’ antisemitismo” di Leon Poliakov, forniscono curiosi particolari sul metodo adottato per estorcere clamorose confessioni. La sentenza di condanna al rogo di tutti gli imputati fu pronunciata il 15 novembre 1491.
    Il 2 gennaio 1492 i Re Cattolici entravano a Granada. La Reconquista era terminata. Il 31 marzo dello stesso anno, i sovrani firmavano l’ editto di espulsione degli Ebrei di Spagna.
    Fu concesso agli Ebrei un termine di quattro mesi entro cui liquidare i propri affari e vendere i beni immobili, MA FU LORO VIETATO DI ESPORTARE DENARO E METALLI PREZIOSI.
    Un’ ultima considerazione gli Ebrei di Spagna avevano concesso ingenti prestiti di denaro ai Re Cattolici per completare la Reconquista e finanziare il progetto di Cristoforo Colombo. Ferdinando e Isabella firmando l’ editto di espulsione avevano anche CANCELLATO I DEBITI e si erano IMPADRONITI DEL DENARO E DEI METALLI PREZIOSI che gli Ebrei espulsi non potevano portare con loro.
    Per chi vuole conoscere altri aspetti, oltre al volume di Leon Poliakov, consiglio di leggere la Bolla di Papa Paolo IV “Cum nimis absurdum”.
    La maledizione cristiana nei confronti degli Ebrei e’ gia’ presente ai tempi di San Paolo, il quale nella “Lettera ai Romani”, 2,9, scriveva “Tribolazione e angoscia per ogni uomo che opera il male, per il Giudeo prima e poi per il Greco.”
    Non voglio aprofittare oltre dello spazio di Rino e mi fermo qui sperando di avere fornito risposte ai quesiti sollevati in diversi commenti.

  • babilonia61

    Pier Luigi: eccellente resoconto, te ne sono grato.
    C’è una cosa che mi preme sottolineare: sebbene la loro influenza nella vita intellettuale e politica giocò un ruolo di primo piano, anche anni dopo il loro allontanamento, si suole dire che il declino economico spagnolo del secolo a venire fu conseguenza della espulsione degli ebrei, in effetti, sebbene ricoprissero un importante posto nell’economia iberica del XV secolo, relativamente poco fu il disequilibrio causato.
    Diverso fu nel 1609 con la cacciata dei mori, quando, per esempio, nella Comunità Valenciana ci si ritrovò senza operai per continuare a lavorare la terra, o in Granada senza ciabattini o fabbri.
    In ogni modo, una buona quantita di ebrei che mori si convertì al cristianesimo, alcuni solo di facciata, altri, forse, perché convinti.
    Grazie. Una buona serata.

  • Pier Luigi Zanata

    In parte hai ragione. L’ economia spagnola non ne risenti’ tanto per diversi motivi, ne cito tre:
    1) i Re Cattolici incamerarono nelle casse reali i tesori degli Ebrei che abbandonarono la Spagna
    2) Gli Ebrei che si convertirono al cristianesimo, per facciata o perche’ convinti, continuarono negli affari che avevano prima dell’ editto.
    3)Non si deve poi dimenticare che la maggiore affluenza di denaro liquido proveniente dagli Ebrei scacciati consenti’ la realizzazione dei progetti espansionisti, la colonizzazione del nuovo mondo con l’ arrivo di nuovi tesori.
    Non si deve dimenticare che gli Ebrei spagnoli erano grandi commercianti, intellettuali e medici di alto valore, al contrario dei mori.
    Vale

  • babilonia61

    Pier Luigi: sono commenti come i tuoi che stimolano approfondimenti e chiarimenti, e di ciò ti ringrazio.
    Sissignore, gli ebrei erano grandi commercianti, e, alla vigilia dell’espulsione, sopportavano un forte onere fiscale, lo Stato se ne beneficiava. Cambiando tema, sembra che, secondo ultimi studi, l’editto di espulsione servì a incrementare il numero dei battezzati a forza, giacché a questi era concesso restare nei regni come sudditi. Gli altri, invece, se ne andarono, chi in Portogallo – la maggior parte -, chi in Francia, chi altrove. E proprio in Portogallo furono apprezzati per le loro abilità, specialmente nella cartografia e nella navigazione. Anni dopo, alcuni ritornarono in Spagna, secondo Helen Rawlings, addirittura essere fra l’80 e il 90% – 1493-1499. E costoro ripresero le vecchie attività economiche.
    Ci sarebbe tanto da dire; mi fermo e, ringraziandoti ancora, ti mando un forte abbraccio.

  • Pier Luigi Zanata

    Giusta osservazione.
    Un battesimo in extremis, infatti, era l’ unico modo per restare sul suolo spagnolo e, nelle settimane che precedettero l’ esodo, il clero spagnolo si butto’ nell’ impresa con entusiasmo.
    Risulta comunque che centocinquantamila Ebrei accettarono l’ esilio, andando, come hai scritto in Portogallo, e solo cinquantamila preferirono la conversione dell’ ultima ora.
    In Portogallo si svolse comunque l’ epilogo del dramma degli Ebrei che avevano lasciato la Spagna.
    Re Giovanni II aveva accolto gli esiliati purchè, su richiesta della Chiesa, questi gli versassero una tassa d’ ingresso (pecunia non olet) e a condizione che entro otto mesi lasciassero il Paese.
    Una parte degli esiliati riusci’ effettivamente ad imbarcarsi per l’ Africa, ma la quasi totalita’ non pote’ farlo.
    Scaduto il termine fissato, il re comincio’ a vendere gli Ebrei rimasti come schiavi; il suo successore, Manuele I, ordino’ di liberarli, ma poco dopo decise di sposare l’ Infanta di Spagna e i Re Cattolici posero come condizione la completa cristianizzazione del Portogallo. L’ espulsione avrebbe significato la decadenza della vita economica del piccolo Paese; il battesimo coatto era dunque l’ unica soluzione compatibile con le ambizioni politiche portoghesi.
    La Pasqua del 1497 segno’ il precipitare degli eventi. I figli furono strappati ai genitori e condotti ai fonti battesimali ed anche i genitori che non si erano presentati spontaneamente furono battezzati a forza. Alcuni ecclesiastici disapprovarono questi provvedimenti. Fu una farsa atroce motivata dai piu’ bassi e sordidi interessi materiali; infatti e’ certo che non esistono altri esempi di una cosi’ completa irrisione del Battesimo.
    In ogni caso, con un “breve” pontificio del 1536, fu introdotta in Portogallo un’ Inquisizione copiata da quella spagnola che infieri’ con uguale implacabilita’.

    “”Quando poi non avessi altro se non la credenza, che ho sempre in Dio, ferma e sincera, e in tutto cio’ che ritiene ne crede la santa Chiesa cattolica romana, e l’ essere nemico mortale, come sono, degli Ebrei, dovrebbero gli storici avere compassione di me e trattarmi ammodo nei loro scritti”".
    MIGUEL CERVANTES, Don Chisciotte, trad.it. A.Giannini, Sansoni, Firenze, 1925, parte II, cap.VIII, pag.75.

    “”Poiche’ e assurdo e sconveniente al massimo grado che gli Ebrei, che per loro colpa, sono stati condannati da Dio alla schiavitu’ eterna, possano, con la scusa di essere protetti dall’ amore cristiano e tollerati nella loro coabitazione in mezzo a noi, mostrare tale ingratitudine verso i Cristiani da oltraggiarli per la loro misericordia e da pretendere dominio invece di sottomissione; e poiche’ abbiamo appreso che, a Roma ed in altre localita’ sottoposte alla sacra romana Chiesa, la loro sfrontatezza e’ giunta a tanto che essi si azzardano non solo di vivere in mezzo ai Cristiani, ma anche nelle vicinanze delle Chiese senza alcuna distinzione di abito, e che anzi prendono in affitto delle case nelle vie e piazze principali, acquistano e posseggono immobili, assumono donne di casa, balie e altra servitu’ cristiana, e commettono altri numerosi misfatti a vergogna e disprezzo, ci siamo veduti costretti a prendere provvedimenti.”"
    CUM NIMIS ABSURDUM, Bolla di Papa Paolo IV.

    Vale

  • babilonia61

    Pier Luigi: in effetti. In Portogallo gli ebrei vissero in relativa libertà, sino a quando non fu, anche lì, istituita l’Inquisizione. Per evitare punizioni, come ben dici, essi dovettero pagare certe somme di denaro, pur tuttavia la loro situazione fu sempre precaria. Ma le cose peggiorarono con l’annessione del Portogallo alla Spagna del 1580. Circa 50 auto de fe furono tenuti a Lisbona, Évora e Coimbra fra il 1581 e il 1600, 3000 furono condannati a imposte penitenze, 212 alla morte.
    Accadde così che alcuni, si crede siano stati migliaia, ritornarono a Madrid, a Siviglia, a Malaga, insomma ritornarono in Spagna con la speranza di essere trattati meglio. E chi se ne approfittò? Senza dubbio la monarchia. Un breve papale del 1604 permetteva a 400 conversos ricevere il perdono in cambio di ben 1.860.000 ducati da versare a Filippo II. Chi rimase in Portogallo si contraddistinse nelle transazioni commerciali e nei prestiti alla Corona per le conquiste oltre oceano.
    Buona serata.

  • Tiziana

    Interessanti commenti che hanno notevolmente appofondito l’argomento.
    Grazie, Tiziana.

  • babilonia61

    Tizy: grazie a te per leggerci. Un abbraccio e una buona giornata.

  • Editto di espulsione degli ebrei, Spagna 1492 « Politica dei servizi sociali: ricerche in rete di Paolo Ferrario

    [...] espulsione degli ebrei, Spagna 1492 Archiviato in: Uncategorized — polser @ 10:01 am Editto di espulsione degli ebrei, Spagna 1492 « babilonia61 Blogged with the Flock [...]

  • polser

    fra i confinanti dello stato di israele solo l’egitto e la giordania riconoscono il diritto all’esistenza dello stato dove gli ebrei sono tornati nel loro brandello di terra. e a un tiro di aeroplano l’iran sta lavorando da anni a creare la bomba atomica da sganciare sopra.
    dopo la shoah continua la politica dello sterminio
    le tue schede storiche sono sempre efficaci dal punto di vista didattico.
    mi permetterò di rilanciarle sul mio blog di lavoro:
    http://polser.wordpress.com/2009/02/27/editto-di-espulsione-degli-ebrei-spagna-1492/

    paolo, riflettendo sulla base degli appunti di rino
    (aggiungo: quanto mi mancano le tue visite! tuttavia condivido la scelta di concentrarsi sulle cose essenziali)

  • babilonia61

    Paolo: grazie per segnalarlo nel tuo blog, te ne sono grato. Il tema-problema dello Stato d’Israele è troppo complesso, è storia di millenni che non si può riassumere in poche righe o in poche frasi e ogni conclusione, se ce ne possa essere, porterebbe inevitabilmente a lunghe discussioni. La storia è un continuum e i risultati di oggi sono le decisioni di ieri… Un caro saluto.
    P.s.: sono stato qualche giorno in Liguria, adesso, di rientro, cercherò di venire più spesso nel tuo blog.

  • Robert

    E’ evidente la partecipazione a fatti cosi lontani nel tempo di tutti coloro che hanno scritto. Senza entrare nel merito di date e numeri, spesso nel passato il popolo di israele è stato vessato dalle grandi potenze. Una cosa non riesco a proprio a capirla. Rispetto al passato 2 cose sono molto diverse. Il sistema di potere e i mezzi di informazione.

    Quello che non capisco è come un POPOLO democratico e civile, che nel suo passato conservi una storia di vessazioni, dolore e umiliazioni subite a piu riprese per definizione ingiustamente, oppure come sapientemente suggerito da qualcuno, schiacciato per meri fini economici, possa OGGI permettere ai suoi governanti operazioni militari come “piombo fuso”….senza manifestare quell’indignazione che puntuale affiora per commemorare eventi molto lontani nel tempo…senza manifestare il proprio dissenso, quanto meno con i mezzi possibili in democrazia….per far capire al mondo che il POPOLO ebraico è davvero il custode di quella memoria, di quei principi di cui si elegge paladino.

    PS
    .”….Non si deve dimenticare che gli Ebrei spagnoli erano grandi commercianti, intellettuali e medici di alto valore, al contrario dei mori…”Pier Luigi Zannata

    ….anche i prestiti di denaro e metalli preziosi con tassi prossimi all’usura erano una delle principali attività, per i “mori” non era possibile farlo perchè contrario alla legge islamica.

    …detto questo sono sicuro che medici, intellettuali e commercianti fossero equamente divisi tra le varie comunità secondo le disponibilità di accesso alla conoscenza e all’istruzione delle comunità stesse…sapere le cose è bene…conoscerne anche il perchè è meglio.

  • Nidia

    Molto interessante l’articolo e il dibattito che ne consegue! Grazie

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