Ci è ben noto che nel Rinascimento vi fu un passaggio dell’uomo dall’appartenere a un determinato gruppo, a una definita schiera, alla presa di coscienza della propria individualità, della propria forza singolare. Col migliorare la vita sociale, dunque, ogni persona cercava di dare il meglio di sé, del proprio sapere, di partecipare alla vita comune non più come assoggettato agli altri, bensì libero di manifestare le proprie potenzialità.
La moda rispecchia codesto carattere, quella moda che i pittori dell’epoca rappresentavano, ritraendo l’eleganza dei costumi e delle suppellettili, talvolta, forse, esagerando. Sappiamo che a Firenze e a Venezia, per esempio, vi erano ben precise leggi che regolamentavano il modo di vestire tanto degli uomini come delle donne, non usando abiti troppo lussuosi, cosa che non si aveva a Napoli. Proprio nella famosa città toscana ognuno si abbigliava a proprio gusto, facendo sfoggio della propria individualità, dando rilievo agli ornamenti e agli abbellimenti, nei limiti imposti dai codici.
Le donne, ricordiamo, per seguire un certo modus vivendi, dovevano avere la carnagione chiara, capelli possibilmente biondi, essere sempre eleganti. Si racconta che per schiarire il colore dei capelli si credesse che il sole facesse la sua parte, possedendo determinate virtù, cosicché le gentil signore passavano intere giornate al sole. Per non dimenticare delle tante applicazioni e unguenti che servivano a conservare la loro bellezza, prodotti specifici per il viso, le palpebre, i denti, e via dicendo. Si adoperava acqua di talco per il corpo, lavanda per le mani, così come esteso era l’uso dei profumi, profumi prerogativa non solo del bel sesso, ma anche degli uomini, e degli animali. Sì, degli animali, in quanto durante le festività cavalli e mule che si dovevano cavalcare, spesso e volentieri, venivano strofinati con preparati odorosi, insieme ad alcuni oggetti che si portavano addosso. Proprio Pietro Aretino scriveva a Cosimo I de’ Medici per ringraziarlo di “quei cento scudi nuovi e profumati, che l’altro dì mi mandaste a donare”.
E le ragazze meno abbienti seguivano, a loro modo e nelle loro possibilità economiche, i consigli della gente più facoltosa.
Nei banchetti, gli italiani primeggiavano su tutti, le nostre corti rinascimentali non erano seconde a nessuno, sia per eleganza che per galateo.
Ed eccoci al Galateo, quell’ancora oggi famoso libro scritto da Giovanni della Casa (1503-1556), che ebbe tanto successo in tutta Europa, in cui si descrivevano le buone norme per un corretto apparire e convivere. Partendo dalle regole di pulizia, nel senso igienico della parola, fino ai consigli per evitare certi modi sconvenienti di presentarsi in pubblico, da come sedersi a tavola al linguaggio da tenere durante una conversazione, dal fuggire certi vizi al tono di voce ideale. A proposito di determinate regole di comportamento scriveva:
“Non istà bene grattarsi sedendo a tavola, e vuolsi in quel tempo guardar l’uomo più che e’ può di sputare e, se pure si fa, facciasi per acconcio modo. […] Non istà medesimamente bene a fregarsi i denti con la tovagliuola e meno col dito, che sono atti difformi; né risciacquarsi la bocca e sputare il vino sta bene in palese; né in levandosi da tavola portar lo stecco a guisa d’uccello che faccia suo nido, o sopra l’orecchia come barbieri, è gentil costume. […] E chi porta legato al collo lo stuzzicadenti erra sanza fallo, ché, oltra che quello è uno strano arnese a veder trar di seno ad un gentiluomo e ci fa sovenire di questi cavadenti che noi veggiamo salir su per le panche, egli mostra anco che altri sia molto apparecchiato e provveduto per li servigi della gola; e non so io ben dire perché questi cotali non portino altresì il cucchiaio legato al collo!”
Fra il serio e il divertente, della Casa, non avendo come fine voler scrivere un trattato sulla morale, metteva in grado il lettore poter essere elegante, raffinato e signorile nello stesso tempo, il tutto senza apparire forzato.
Per concludere questa breve dissertazione, sembra che l’Italia avesse raggiunto, durante il Rinascimento, un grado di raffinatezza, di eleganza e perfezione che non si ebbe, in quegli anni, in nessun altro paese europeo, qualità che saranno orientamento nei secoli a seguire.
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Altri articoli sulla moda:
- Costumi francesi del 1700, prima della Rivoluzione
Doveroso sarebbe recuperare quell’eleganza di modi e di costumi che si rispecchiava sulla tavola come nella composizione del giardino piuttosto che negli abiti.
Doveroso.
Sarebbe.
un abbraccio
S.
Il modus vivendi è importante. Certo i tempi cambiano e si evolvono, ma il Galateo è una pietra miliare e i suoi assunti si sono radicati, opportunamente adattati.
Felicità, Rino.
U.
Amici di Pirandello, Sciascia, Empedocle.
caro rino
direi che occorre assecondare le tecnologie internettiane.
tu posti un frammanto del tuo saper e del tuo sentire. io posto un altro framamnto del mio sapere e del mio sentire.
e così si cooperara alla comune crescita della conoscenza e del sentire.
leggi cosa dice uno sociologo della storia come Norbert Elias:
“Nel Medioevo si diceva: fa questo, non fare quest’al-
tro; ma nel complesso si lasciava correre parecchio. Per secoli e secoli sono state ripetute approssimativamente le medesime prescrizioni e i medesimi divieti, elementari dal nostro punto di vista, e senza che a quanto sembra ciò concorresse a creare consuetudini ben salde. Ora le cose cambiano. La coercizione che gli uomini esercitano gli uni sugli altri diviene più forte, mentre cresce in misura notevole l’esigenza di una «buona condotta». La problematica relativa al comportamento acquista dunque importanza. Il fatto che Erasmo abbia raccolto in un trattato in prosa le regole di comportamento le quali in precedenza erano espresse per lo più in poemi didascalici e in piccole poesie, o erano sparse qua e là all’interno di opere su altri argomenti, e che per la prima volta abbia dedicato un trattato alla problematica del comportamento in società e non soltanto a tavola, — questo fatto è, insieme al successo dell’opera, un chiaro segno della crescente importanza di questo insieme di problemi35. Ciò viene del resto confermato dalla comparsa di opere affini, come il Corte giano del Castiglione o il Galateo del Della Casa, per non citare che i più conosciuti. Abbiamo già accennato ai processi sociali da cui sono scaturiti, e vi ritorneremo in seguito: le antiche formazioni sociali, anche se non si sono frantumate, si sono però indebolite in larga misura e hanno subito modificazioni. Vi è stato un rimescolamento tra individui di differente estrazione sociale, e la mobilità sociale verso l’alto e verso il basso si verifica ora ad un ritmo più rapido.”
Norbert Elias, La cività delle buone maniere (1969), Il Mulino 1982, p. 182-183
ciao
ci ritroviamo al prossimo incrocio
Ciao Rino.
Il galateo mi capitò per le mani, non so come, un giorno d’estate sotto l’ombrellone. Ridevo talmente forte che a poco a poco si radunarono i miei amici e cominciò una vera lezione.
Quando venne il punto in cui si diceva che dopo essersi soffiati il naso non si doveva guardare e commentare il contenuto come fossero perle e rubini avevamo le lacrime agli occhi.
Sicuramente per noi fu una giornata divertente… ma quanta tenerezza nei confronti dei nostri predecessori.
uuuu quante cose che “non istà bene” oggi!
Mi son letta e riletta questo pezzettino di galateo e son rimasta affascinata dal modo di esprimersi di quel tempo, succede ogni volta.
Un caro saluto
Dona
Una veloce ricerca su internet mi ha condotta allo storico Oestreich.
Avendo frequentato scuole private, mi sono spesso chiesta che cosa avessi avuto a che fare con quel “mondo” con quei “comportamenti” e soprattutto con quella “terribile” ETICHETTA.
Oggi, alcuni si diranno sicuramente nulla, i tempi sono cambiati, come menzionato sopra, il rimescolamento, ma è pur vero che ancora oggi in alcuni ambienti, non quelli del quotidiano l’etichetta esiste…o se esisteste ed il Galateo lo devi conoscere.
Tiziana.
Dunque, ecco qui la mia ricerca:
Le regole della buona educazione furono importante come strumento di Disciplinamento sociale , in particolare in Svizzera. Nel 1968 lo storico ted. Gerhard Oestreich introdusse concetto di disciplinamento sociale (o disciplinamento fondamentale) per spiegare i processi di apprendimento e di trasformazione avvenuti in Europa nell’età moderna. Con disciplinamento sociale Oestreich intendeva il “mutamento strutturale dal profilo spirituale, morale e psicologico dell’uomo politico, militare ed economico” attraverso lo Stato dell’epoca moderna.I libri di galateo continuarono a mantenere il caratteristico indirizzo (piccolo) borghese e rivendicavano validità universale. Le norme della buona creanza (piccolo) borghesi vennero estese ai ceti inferiori in misura ancora maggiore che nel XIX sec. La rivoluzione culturale degli anni ’60, richiamandosi agli ideali illuministici di naturalezza e spontaneità nei confronti della propria persona e degli altri, rese le tradizionali regole delle buone maniere più malleabile e rafforzò la tendenza all’individualizzazione del comportamento esteriore.
V. D’Urso, Le buone maniere, 1997
Storia dei diritti umani e delle libertà fondamentali
Gerhard Oestreich
Molto interessante, Rino, insieme ai commenti.
Una curiosità: il termine Galateo deriva dal nome di Galateo (Galeazzo) Florimonte, un vescovo cui era stato dedicato il libro (nel suo titolo compiuto “Il galateo ovvero de’ costumi”) dal Della Casa.
Baci
annarita
Interessante post.
La citazione andrebbe esposta dappertutto per ricordare cosa
Non istà bene
“Rino composto” innoridisco quando nei ristoranti, nei caffe’, a teatro, in televisione, in macchina, in strada, vedo i cosiddetti signori/e
grattarsi, anche nelle parti basse, nel lato B, scavare nel naso come minatori …
Ma avete mai visto le foto dei nostri politici stravaccati negli scranni di Montecitorio o del Senato, o le nostre scosciate opinioniste di porta-a-porta?
Quando vedo questi “signori/e” mi ricordo della famosa battuta di Totò “Signori si nasce; ed io nacqui!”
Mia madre mi ha insegnato che anche quando sono solo mi devo comportare come se fossi in mezzo alla gente che mi punta gli occhi addosso.
Ritengo che sia necessario un nuovo Rinascimento
Vale
Ma come facevano a mantenere la pelle chiara stando al sole tutto il giorno?
L’eccessivo uso di profumi, inoltre, mi fa sospettare lo scarso uso di acqua e sapone. Tu che dici?
Amiche e amici: ritornato or ora da un breve viaggio, leggo con la massima attenzione i vostri commenti, e vi ringrazio di cuore per partecipare attivamente.
A volte, guardando qua e là, mi sembra che una certa educazione nel comportamento, nella vita, non farebbe male a nessuno e la prima regola sono l’uso di due bellissime parole: per favore e grazie, parole quasi scomparse dal nostro vocabolario quotidano. In ogni modo, a scuola, così come a casa, bisognerebbe dare le basi ai nostri ragazzi. Un abbraccio.
Estimado Don Babilonia:
Leo con agrado su interesante escrito sobre las “buenas maneras”, ” el saber estar” o ” la buena educaciòn”.
Casi siempre me pregunto como tan importante tema viene relegado a tema de revista del corazòn o tratado como historia patria.
La urbanidad de Carregno deberia ser libro de consulta diaria en nuestros hogares y estoy seguro que con pocos puntos puestos en practica la vida en comunidad seria màs amable y llevadera.
Un saludo cordial mi buen amigo y que tenga usted un feliz dia lleno de “gracias” y “por favores” Ah!! que bello seria!
Cata, la doncella del blog al lado.
Cata: muchas gracias por sus maravillosas palabras, me dan fuerza para seguir adelante en un cotidiano casi esteril. Es verdad, la buena educaciòn esta en la base de una buena vida social y la familia, en esto, es muy importante. Un abrazos y un beso a paso doble.
interessantissimo !!! grazie :-)