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Feb 112009
 

“Verrà il tempo in cui il sole splenderà solo sugli uomini liberi

che non riconoscono padroni al di fuori della propria ragione.”

(Condorcet)                                                                                                           

L'illuminismo di Dorinda OutramChe cos’è l’illuminismo?

Domanda che la rivista berlinese Berlinische Monatsschrift pose ai suoi lettori nel 1783, e a cui risposero anche illustri pensatori dell’epoca, come l’ebreo Moses Mendelssohn, il prussiano Immanuel Kant e tanti altri.

Con tali premesse si apre l’interessante libro che lessi qualche mese fa di Dorinda Outram L’Illuminismo, edito da il Mulino, un libro che analizza con cura e attenzione determinati aspetti di un periodo che caratterizzò e cambiò il corso della storia moderna.

Il volume illustra i cambiamenti sociali, l’evoluzione delle idee, dei comportamenti, studia l’atteggiamento degli illuministi di fronte al problema della schiavitù, parla del ruolo della donna, della scienza, della religione. L’autrice approfondisce temi che solitamente vengono tralasciati, come quello dell’impatto che ebbe sul popolo, sul basso ceto, in che modo influì sulle idee del mercato rurale. Sarà pur vero che, dice Outram,                                                                                                                                          

i contadini vivevano quasi in un mondo differente, incapace di comprendere l’illuminismo, e sepolto invece in incomprensibili superstizioni popolari, tradizioni irrazionali e credenze religiose. Infrangere la resistenza dei contadini all’illuminismo era uno dei maggiori obiettivi dei riformatori sociali dell’epoca.”                                                                                               

L’analisi più avvincente, quella che ha fatto riflettere e continua a macinare ipotesi spesso fantasiose, è se l’illuminismo fu causa primaria della Rivoluzione francese o questa era già nell’aria prima dell’arrivo delle nuove idee, o addirittura rappresentò un rifiuto al troppo razionalizzare la vita. In ogni caso, pensiamo a certi personaggi storici che, in un modo o nell’altro, avevano illuminato il proprio regno con riforme, pensiamo a Federico il Grande di Prussia, a Giuseppe II d’Austria, a Caterina la Grande di Russia, e via dicendo. La forza della ragione, oltre che in Francia, in Europa in generale, si radicò anche in America, muovendo e smuovendo acque quiete da decenni e decenni.

E non bisogna dimenticare che l’illuminismo trova le radici nella rivoluzione inglese del 1688.

A tal punto, se c’è un termine che bisogna considerare con attenzione è quello di rivoluzione, termine che nei dizionari dell’epoca si riferisce all’astronomia, alla rivoluzione, per esempio, della Terra attorno al Sole. Approfondendo si arriva al significato di cambiamento che ripristina uno stato di cose precedente. Solo con la ribellione delle colonie americane contro gli inglesi il termine inizia ad acquistare il significato odierno, siamo già intorno il 1775.

Conclude il libro:                                                                                                  

Il contributo specifico dell’illuminismo fu non solo un gran numero di modi nuovi e non tradizionali di definire e legittimare il potere attraverso idee quali il “diritto naturale”, la “ragione” e via dicendo, ma anche la mobilitazione di settori della società in quella “opinione pubblica” di cui Kant aveva richiesto un attento controllo al fine di prevenire una distruzione dell’ordine sociale e politico.”

*****

- Dorinda Outram, L’Illuminismo, il Mulino, 2006.


Comments

  15 Responses to “L'Illuminismo”

  1. Leggendo un manoscritto di quell’epoca, ho notato che la società contadina aveva solo come scopo la sopravvivenza quotidiana, sembrava vivere in un mondo a se, proprio come riporti tu, con il pensiero di Outram.
    Infatti mi chiedo come avrà fatto a penetrare in questo tessuto sociale.
    Roberta.

  2. Roberta: non era facile convincere un popolo per lo più contadino, un popolo legato alle tradizioni, alla terra, ad ancestrali abitudini e idee e, in effetti, l’Illuminismo entrò poco in loro ed entrò lentamente. Le idee razionali si svilupparono dapprima nelle grandi città, fra cittadini di una certa cultura, fra gente desiderosa di rompere con il passato, con l’antico regime, fra persone desiderose di usare la ragione. Letterati come Voltaire, Diderot e via dicendo fecero la loro parte, tramite propaganda, libri, giornali, fogli… Le aree più distanti dai centri urbani, spesso e volentieri, continuavano la loro atavica vita, fuori dai rumori, dovevano pensare a sfamare la loro famiglia, e non era facile in quell’epoca di cambiamenti.
    Mi piace pensare ai quadri dei fratelli Le Nain, Il carretto, o Famiglia di contadini, dove si rappresenta quello stato sociale prima dell’Illuminismo così come appariva, intorno il XVII secolo. Una buona serata.

  3. Il carattere specifico dell’ illuminismo puo’ essere espresso da un passo di Condorcet (1743-1794), uno dei maggiori esponenti dell’ illuminismo francese. Vi si afferma che non appena in Europa la ragione ebbe ad emanciparsi dai vincoli della tradizione e dell’ autorita’, si formo’
    “”una classe di uomini che non erano tanto impegnati a scoprire e ad approfondire la verita’, quanto piuttosto a diffonderla”" (I progressi dello spirito umano, 1794). Costoro – gli illuministi, appunto – preferirono “”inseguire i pregiudizi”" nei luoghi “”in cui il clero, le scuole, i governi, le antiche corporazioni li avevano raccolti e protetti”", cioe’ preferirono “”distruggere gli errori popolari piuttosto che far retrocedere i limiti delle conoscenze umane”" e “”combatterono in favore della liberta’, impiegando di volta in volta tutte le armi che l’ erudizione, la filosofia, lo spirito, il talento di scrivere possono fornire alla ragione”". (I progressi dello spirito umano).
    Quando i pregiudizi e gli errori (come avviene oggi in molti campi, per esempio nei confronti dei cosiddetti “diversi”, gay, disabili, extracomunitari, barboni, diversamente abili…) dominano la mente, l’ agire dell’ uomo e’ ostacolato. Da questo limite traggono vantaggi i privilegiati, cioe’ le forze dominanti della societa’, che riescono a mantenere i loro privilegi in virtu’ dell’ ignoranza (cioe’ della non conoscenza) del popolo. La luce della ragione conduce l’ uomo al di fuori dell’ errore e lo libera dalle condizioni di schiavitu.
    Vale

  4. Pier Luigi: il buon Condorcet, che mi sembra abbia partecipato anche alla redazione della famosa Encyclopédie, aveva le idee ben chiare, e la ragione e la logica erano le basi sulla quale fondava il suo sapere, il suo voler diffondere le idee illuministe. Ma la cosa che risalta è quella volontà che impregnava il suo modo di fare e di agire, quella volontà desiderosa a far partecipi anche gli altri, a volerli fuori da pregiudizi e ignoranza, fuori dai vecchi luoghi comuni che avevano caratterizato il vecchio regime.
    Grazie del tuo buon apporto. Una felice giornata.

  5. Rino, ieri e oggi scrutinio in corso. Passerò questa sera a commentare il post.

    Baci
    annarita

  6. merita tornare alle radici dell’illuminismo, di fronte alla ondata religiosa che attraversa le società europee, e ancor più quella italiana, a partire dalll11 settembre 2001 (data di cesura storica per la cultura occidentale).
    ricopio qui, per la tua meditazione storica, uno stralcio di un testo – a mio avviso – basico per i nostri tempi:

    È Kant che, in un testo famoso, uno dei più belli mai prodotti dai pensatori del suo tempo, pubblicato nel dicembre 1784, avrebbe dato in poche pagine, sulle quali non ci stancheremo mai di tornare, la definizione più esatta di Illuminismo, e quella più vicina allo spirito dei philosophes: «L’illuminismo è l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare a se stesso. Minorità è l’incapacità di valersi del proprio intelletto senza la guida di un altro [...] Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza! È questo il motto dell’lluminismo»

    in Zeen Sternhell, Contro l’illuminismo dal XVIII secolo alla guerra fredda, Baldini Castoldi, p. 70-71

  7. Annarita: buon lavoro, dunque. Un abbraccio.
    Paolo: certo, Kant fece una buona riflessione, valida anche per i giorni d’oggi, però, correggimi se sbaglio, a un certo punto della sua vita si domandò fino a che punto ci si poteva servire della ragione.
    In ogni modo, Kant dovrebbe essere ripreso e studiato, vale davvero la pena spendere qualche mese sui suoi testi. Grazie della citazione. Una buona serata.

  8. Riallacciandomi alle parole di Condorcet del commento #3, vorrei anche sottolineare come le stesse idee dell’illuminismo fossero apportatrici esse stesse di idee erronee e di rigidi pregiudizi. Smontando vecchie credenze, creavano anche nuovi dogmi. Basti pensare all’accoglienza che i meccanicisti fecero delle teorie newtoniane.

    Questo solo per dire come siano complesse le vicende del pensiero e della mentalità nella storia (in particolare della storia della scienza).

    L’Illuminsimo permane, comunque, una delle più importnti esperienze dell’uomo, a cui noi dobbiamo moltissimo.

    un caro saluto anche da Margherita

  9. Ci sarebbe proprio bisogno di ripartire da lì: dalla luce della ragione.
    Ciao, Rino!

  10. Come insegnante di Scienze mi interessano, in particolare, le connessioni tra Illuminismo e Scienza.

    Per prima cosa critica il Medioevo e la tradizione. Il passato viene visto come un insieme di superstizioni e false credenze. Ad esse l’Illuminismo contrappone la verifica scientifica basata sul metodo sperimentale introdotto nel Seicento da Galileo Galilei. Quindi l’Illuminismo è contro l’abuso dell’autorità sia nel campo politico che intellettuale. L’Illuminismo critica pertanto la religione tradizionale e pone invece al centro la ragione.

    Promuove uno stretto rapporto tra teoria e pratica, fra scienza e tecnica. In questo modo ritiene che scienza e tecnica possano migliorare le condizioni della popolazione. Si afferma così l’idea di progresso in un’epoca in cui molti erano rassegnati e non credevano nel miglioramento della società.

    Ci sono, naturalmente, altre ragioni per cui l’Illuminismo è stato importante.

    Ottimo articolo, come sempre. Complimenti.

    Baci
    annarita

  11. Alessio: come sempre, i due risvolti della medaglia. E lo stesso Kant, mi sembra, abbia riflettuto in tal senso. Un abbraccio a voi due.
    Annarita: certo, bisognerebbe partire dalla ragione, da quella ragione che dovrebbe farci capire che la realtà, a volte, va oltre il semplice pensiero. Buona giornata.
    Annarita: l’Illuminismo ebbe davvero grande importanza, e senza dubbio la scienza ne trasse vantaggio. Ricordo, proprio in codesto momento, le prime mongolfiere del 1782. Grazie del tuo buon apporto. Un abbraccio.

  12. Gli strumenti della casa editrice Il Mulino sono un vero “faro” nella notte.

    un caro saluto al sempre attento Rino.

  13. Mi ha colpito la tua chiusura, Rino: “nella luce del sole”. Perchè nel mio saggio, Il fuoco e la ragione, su Pirandello e Sciascia, c’è un capitolo dedicato a Sciascia che s’intitola “alla luce del sole” e sappiamo che Sciascia fu un illuminista, un grande illuminista. Rispetto a Pirandello, più claustrofobico e agorafobico, Sciascia era un pedagogista che amava illuminare, anche se affermava “anch’io di oscurità mi sono servito”. Ma dai fatti oscuri traeva la chiarezza della ragione.

    U.
    Amici di Pirandello, Sciascia, Empedocle.

  14. mi chiedi di kant. non so, davvero. sono un autodidatta della filosofia.
    sto imparando molte cose in quest’ultimo tratto di vita.
    poco fa ho imparato questo:

    Qual è la differenza tra religione e filosofia?

    Per la filosofia la trascendenza è l’uomo stesso che, pur essendo un ente finito, è capace di pensare l’infinito. La religione stabilisce una scissione tra immanenza e trascendenza, proponendo se stessa come tramite tra queste due entità altrimenti tra di loro incommensurabili

    Massimo Cacciari

    imparo per frammenti
    mi basta
    ciao e buoni giorni

  15. Damiani: è vero, il Mulino edita dei buoni libri, base per ulteriori approfondimenti. Buona serata.
    Ubaldo: ti confesso non conoscevo codesto particolare di due dei più importanti letterati del nostro tempo. Felicità.
    Paolo: interessanti definizioni, sebbene per me – esperienza personale – siano qualcosa di diverso, cioé, in parole semplici: la filosofia è il girovagare della mente, la vera religione è la morte della mente. Un caro saluto.

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