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Feb 062009
 

Ponte degli Alpini, Bassano del GrappaPremetto che usualmente in codesto blog si tratta di Storia Moderna, di quei fatti che vanno più o meno dalla seconda metà del XV ai primi del XIX secolo. Pochi giorni fa in un commento relativo al mio articolo su La rivoluzione industriale e la Gran Bretagna del XVIII secolo, una cara amica lettrice, Tiziana, accennò ai Servizi Sociali, attività che reputo una grande conquista per il bene cittadino. Cosicché la invitai a mandarmi un suo scritto, una breve storia del Servizio Sociale in Italia.

Ecco di seguito cosa ci dice.

***** 

Mentre nei paesi anglosassoni la nascita del Servizio Sociale avviene tra la fine del XIX secolo e l’inizio del Novecento, in Italia si sviluppa in modo significativo intorno al 1945, nell’immediato dopoguerra.

Il primo Convegno Nazionale di studi sull’Assistenza Sociale si tiene a Tremazzo, sul Lago di Como, il 16 ottobre 1946. Tale convegno aveva un  tono internazionale in quanto vi parteciparono esponenti del governo italiano tra cui De Gasperi – sebbene a titolo personale -, i primi direttori delle scuole di servizio sociale, e studiosi del campo, stranieri ed italiani, tra cui Cesare Mulatti. Si concluse con la necessità di un’assistenza globale in Italia e di strutture amministrative, con la consapevolezza dell’importanza di un decentramento dello Stato a livello locale e un coordinamento delle istituzioni preposte all’attività assistenziale. Il tutto coincise con la nascita della Costituzione che prevedeva l’istituzione delle Regioni in quanto organi di decentramento politico e amministrativo, art.117.

Sorgono così scuole private con un canale parallelo a quello dell’Università. Diverse saranno quelle che si organizzeranno per preparare i futuri assistenti sociali, ma non avranno ancora riconoscimento giuridico. Si dovrà attendere sino al 1956, quando l’Università di Siena, seguita da Roma nel 1966, con la Statale e il Magistero di Maria S.S. Assunta di Parma e Firenze nel 1969, e infine Pisa e Perugia negli anni ’70, per ottenere i primi riconoscimenti del titolo di Assistente Sociale, ma solo nel 1993 con il D.M. del 23.07 verrà a istituirsi il Diploma Universitario in Servizio Sociale.

Tale premessa per far comprende le difficoltà di ottenere una qualifica di un ruolo fondamentale nella società in quanto in prima linea nell’attenzione, soluzione del bisogno e ricerca della rete che metta in relazione le risorse e gli strumenti possibili perché tutto si possa risolvere in tempi più rapidi possibili.

L’essenza è quella di offrire sostegno attraverso progetti di riqualificazione del servizio, adottando strumenti che diano efficienza e capacità di risposta positiva alle richieste del cittadino.

Molti passi sono stati fatti dal 2002, da allora gli Assistenti Sociali hanno un Codice Deontologico approvato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine, codice che si ispira alla Costituzione Italiana.

L’individuo è al centro di ogni intervento, dove rispetto significa essere consapevoli delle differenze, delle caratteristiche culturali. Il Codice sottolinea quanto il professionista debba essere promotore e sostenitore della cultura solidaristica e di sussidiarietà, come debba contribuire, attraverso il suo operato, alla promozione e al sostegno di politiche sociali integrate, favorevoli all’emancipazione di una comunità finalizzati al miglioramento della qualità della vita. Ed è l’art. 3 della Costituzione che introduce il primo articolo del Codice Deontologico.

Perciò, quando si pensa a un’Assistente Sociale, è bene sapere che la sua professione si fonda sul rispetto dei diritti universali degli individui quali: libertà, unicità, uguaglianza e solidarietà.


Tiziana Trussardi.

 

***** 

Breve bibliografia:

- Annamaria Campanini, Servizio sociale e sociologia: storia di un dialogo, a cura dell’EISS, 1999.

- Elisabetta Neve,Il servizio sociale. Fondamenti e cultura di una professione, ed. Carocci.

- Frammenti della relazione finale del tirocinio al corso di Laurea in Servizio Sociale, anno 2002-2003.

Comments

  20 Responses to “Breve storia del Servizio Sociale in Italia”

  1. Complimenti a Tiziana per la signicativa sintesi su una materia importantissima qual è quella attinente al Servizio Sociale, che è sempre un indice fondamentale dello sviluppo di una società civile e democratica.

    Un cumulativo grazie ad entrambi.

    Con riconoscenza
    annarita

  2. Chiara e sintetica, più sono operativi i Servizi Sociali più la nostra società sarà sviluppata e civile, come dice anche annarita.

    Purtroppo in Italia ci dobbiamo scontrare con le diverse realtà del territorio, zone super seguite e altre lasciate nell’indifferenza…..ma questa non è sicuramente una colpa da attribuire alla figura dell’Assistente Sociale….

    Ringrazio per le utili informazioni.
    Roberta.

  3. ottimo quadro di questa professione che ha molti più meriti di quanto gli è effettivamente riconosciuto.
    quando i servizi sociali sono “sociali”?
    quando sviluppano socialità, ossia alimentano il legame fra la persona ed il suo ambiente sociale.
    e in questo funzione il lavoro delle e degli assistenti sociali è necessario ed insostituibile
    grazie a tiziana e a te, infaticabile ricercatore di pezzi di storia

  4. Annarita: certamente, i Servizi Sociali sono un punto a favore del cittadino, di un inestimabile valore, un servizio davvero unico per migliorare e aiutare la società. Un caro saluto.
    Roberta: ben dici, le diversità della nostra Italia, le varie mentalità, le nostre caratteristiche non permettono uno sviluppo parallelo del Servizio. In alcune zone è ben visto e accettato, in altre un po’ meno. In ogni modo, è una grande conquista. Buon fine settimana.
    Paolo: chi meglio di te può parlare del Servizio Sociale, tu che hai scritto, oltre ad altre cose, un libro in proposito. Un abbraccio.

  5. Ringrazio Rino per l’opportunità di aver dato “voce” ad un ruolo che ancor oggi fra inteso nonostante sia molto vicino agli individui. Il cliente/ utente si rivolge per risolvere il bisogno, e poco importa quali possano essere le attivazioni dell’AS che mette in campo: risorse e strumenti. L’importate è risolvere. Il problema è che negli anni si è creata una grave forma di assistenzialismo che è difficile da modificare: quando iniziai avevo i nonni ( tirocinante) sono passata ai figli, nipoti e pronipoti dello stesso gruppo familiare . Nessuno di loro si è riscattato come se una volanà di sussidiarietà debba esistere per forza…
    Il tema come vedete è molto complesso e denso di elementi che vengono ad aggiungersi.
    Così, ad un certo punto anche il mio percorso di studi ha richiesto di modificarsi in quanto le materie giuridiche che sono in continua dinamicità, ho pensato di approfondire con il percorcoso in servizio sociale per comprendere meglio il sistema rete, la progettazione e verbalizzazione dei documenti in sede di colloquio nel il mio lavoro.
    Conoscere, conoscere l’altro sostenere ed entrare in relazione è un compito difficile, ma da veramente tanta soddisfazione.
    L’anno scorso, mi sono iscritta presso una scuola di psicologia per un corso triennale e così mi ritrovo al secondo anno di conseling in dinamiche di relazioni. Vedremo come finirà…
    Tiziana, veramente infaticabile…

  6. Tizy: grazie a te per compartire il tuo sapere, le tue esperienze, le tue preoccupazioni. Spero solo che la gente, che noi, che tutti ci si renda conto dell’importanza dei Servizi Sociali, della loro utilità, della loro necessità nella vita moderna. Una felice serata.

  7. E’ un’ottima occasione per me avere un compendio cosi concreto della Storia dei Servizi Sociali.
    Questa e’ la potenza del web e in particolare dei blog.
    Avere in mano lo strumento per diffondere, senza conoscenze tecniche, i propri argomenti
    Grazie a voi ragazzi
    Sabatino

  8. Beh, non sarà “storia moderna” ma è un bel pezzo di storia sconosciuta (o nota a pochi). Una grande invenzione del XX secolo che, seppur violento, è stato un secolo comunque pieno di umanità.

  9. E’ doveroso da parte mia ringraziare il Servizio degli Assistenti Sociali.

    Negli anni 60 quando la mia famiglia si trasferì a Torino…avemmo un grosso aiuto da una giovane che ricordo ancora adesso. Mi seguì economicamente e con discrezione durante l’ultimo anno delle Magistrali : mi permise la gita di fine anno a Firenze,fu una gioia per me.

    Durante gli anni di insegnamento invitavo i genitori in difficoltà ai Centri Sociali con i quali collaboravo.

    Ringrazio tutti!

  10. Sabatino: benvenuto e grazie per commentare. Se il blog è usato adeguatamente, può essere d’aiuto a tante persone, sia per scambi culturali, che come base d’opinione, tanto come piattaforma di evoluzione civile. Buona giornata.
    Marmott: grazie a te. Qualunque mezzo civile aiuti lo sviluppo di un popolo, a mio avviso, è da premiare. Grazie, dunque, al Servizio Sociale.
    Stella: grazie della tua testimonianza, è un modo di compartire la tua storia, e, nello stesso tempo, capire le funzioni di codesta attività. Una buona domenica.

  11. Fu un esordio importante quello di Tremazzo del 1946, al quale diede un contributo significativo il padre della psicoanalisi italiana, Cesare Musatti. Assistenza sociale e psicologia però non sono la stessa cosa, spesso i ruoli vengono confusi dai profani. Sarebbe bello che Tiziana, assai efficace in questo post, potesse fare un secondo intervento a chiarire le differenze. Grazie dell’ospitalità, Rino, complimenti a Tiziana e un caro saluto.

    U.
    Amici di Pirandello, Sciascia, Empedocle.

  12. Ubaldo: interessante la tua distinzione; in questo campo mi trovi impreparato, spero Tiziana possa aggiungere qualcosa. Un abbraccio.

  13. Ciò che penso è che nel lavoro quotidiano dell’AS il desiderio di aiutare è insito nella motivazione ed accentuato nell’avvicinanza ai bisogni. Tutto si miscela in una sorta di continua frustrazione, sensi di colpa ed impotenza più che di stimoli e alla ricerca metodologica. Perciò nel percorso di studi è previsto non solo una parte giuridica, una parte metodologica e tecnica, ma anche una legata alle discipline in campo della sociologia e della psicologia. La presenza di Musatti nei testi è solo menzionata e non viene approfondita.
    Penso che comunque aver dato degli esami di psicologia sia stato importante per comprendere meglio le dinamiche nella relazione con l’altro.
    E’ ben chiaro a tutti, che il ruolo dell’As non è ne quello dello psicologo, del sociologo, del giurista, ma di colui/colei che deve dare risposte sociali ai bisogni. Il lavoro dell’AS si fonda dunque, sull’individuazione di strategie di intervento.
    Tiziana.

  14. Tizy: interessante le tue considerazioni. A mio avviso la parte psicologica credo abbia una certa rilevanza nel rapporto sociale, penso sia importante conoscere la persona con cui si sta lavorando. Grazie. Una felice serata.

  15. Quella dell’assistente sociale deve essere una professione affascinante oltre che delicatissima e importante.
    Grazie all’infaticabile Tiziana.

  16. Artemisia: lo credo anch’io, l’assistente sociale, penso, debba essere come un amico a cui affidarsi-confidarsi. Un caro saluto.

  17. Brava Tiziana e Bravo Rino per averre ospitato un cosi’ interessante post.
    La foto del ponte di Bassano mi ha ricordato la mia passione per i fischietti di terracotta, dai veneti chiamati cucchi, nella casa che sta a sinistra vive uno storico dell’ arte, di cui non ricordo il nome, ma artigiano straordinario nel realizzare i cucchi, presenti in diversi musei, tra cui quelli di Asiago e Moncalieri. Da lui ne ho comprato di bellissimi.
    Scusa l’ intromissione del mio ricordo.
    Vale

  18. Pier Luigi: non scusarti, tutto è connesso e collegato in codesta vita, anche un ricordo di un artigiano e di un fischietto con il Ponte degli Alpini, con l’Assistenza sociale: l’opera dell’Essere Umano. Buona giornata.

  19. Ringrazio Tiziana per il puntuale ed efficace chiarimento sul ruolo dell’AS, soddisfacendo in pieno il mio quesito e il mio interesse di conoscenza. Buona domenica.

    U.
    Amici di Pirandello, Sciascia, Empedocle.

  20. Permettendomi di utilizzare lo spazio di Rino, rispondo ad Ubaldo:
    bene, sono contenta di aver chiarito le tue domande, in modo esauriente.
    Tiziana.

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