La marcia su Versailles, ottobre 1789

Camera da letto della regina, VersaillesLe donne hanno spesso dato alla storia un contributo rilevante, necessario, hanno versato il loro sangue per la libertà, per l’indipendenza, per l’uguaglianza.

Il 5-6 ottobre 1789 una folla calcolata in oltre seimila persone, in prevalenza appunto donne, guidate dall’usciere Maillard, che conosciamo per essere stato uno dei vincitori della Bastiglia, s’incammina verso Versailles, appena fuori Parigi, in quella Francia rivoluzionaria che il 26 agosto dello stesso anno aveva approvato la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino.

Chiedono pane, chiedono viveri, chiedono migliori condizioni di vita, chiedono al re Luigi XVI di accordare la norma che riduce il potere legislativo sovrano a un puro e semplice veto sulle decisioni della stessa Assemblea nazionale.

La Fayette con la sua Guardia Nazionale – truppe volontarie a difesa dell’Assemblea – è indeciso sul da farsi, temporeggia. Nessuno si aspettava una tale rimostranza. Il re è a caccia. La folla raggiunge facilmente la reggia, penetra nella sala dove si svolgono le riunioni.

Nel pomeriggio il sovrano rientra e viene quasi costretto ad accettare le leggi che gli erano state sottoposte. Tutto sembra finito. Il mattino seguente una parte della folla s’introduce nelle stanza della regina, Maria Antonietta riesce a fuggire, insieme al re tornano al palazzo delle Tuileries, a Parigi, dopo cento e passa anni di assenza. Le truppe di La Fayette ora li proteggono, avevano ricevuto l’ordine dell’assemblea della Comune. Poco dopo, l’Assemblea nazionale li segue.

Il popolo e la borghesia armata, anime della rivoluzione, potranno adesso seguire le convocazioni e i dibattiti. La monarchia costituzionale per il momento è mantenuta, così come la Costituzione è sottratta alle decisioni del re. La rivoluzione può continuare.

Cinque giorni dopo, il 10 ottobre l’Assemblea cambia il titolo del sovrano da re di Francia e Navarra a quello di re dei Francesi. Un passo avanti, essenziale.



13 Risposte to “La marcia su Versailles, ottobre 1789”

  • Marmott79

    Ah, la révolution!
    La révolution est femme.
    Non c’è molto da stupirsi che le donne abbiano avuto un ruolo così importante nella rivoluzione francese che, più che politica, fu una rivoluzione di malcontento, di fame di povertà, di miseria dovuta alle spaventose spese della corte e dell’esercito francese, impegnato in una guerra, quella contro gli inglesi a sostegno delle colonie americane. che minava l’idea stessa di potere monarchico (follia). Erano le donne a dover fare i conti con le tavole vuote e i figli affamati.
    Ricordo che nelle pagine dei diari di Maria Antonietta l’episodio delle donne infiltrate nei suoi appartamenti fu visto con vero orrore.
    Povera donna.
    Che non sapeva quello che faceva.

  • annarita

    Però a leggere i fatti del 5 e del 6 ottobre, se le fonti sono veritiere sino in fondo, Maria Antonietta possedeva un magnetismo ed un carisma non indifferenti, tralasciando lo sperpero del danaro pubblico.

    E’ così, Rino?

  • Stefi

    Ho apprezzato l’incipit di questo post… e pensare che ancora ai nostri giorni le donne non solo continuano ad essere vittime di soprusi, violenze, umiliazioni.. ma dopo ciò, anche di dileggio mascherato da carineria..
    Stefi fuori tema

  • babilonia61

    Marmott: indubbiamente, erano le donne a dover fare i conti, ad apparecchiare la tavola. E ciò che risalta all’occhio è la loro forza di volontà, la loro rabbia, il loro voler essere considerati. Stavolta, ma anche nel passato, erano in prima fila. Buona giornata.
    Annarita: Maria Antonietta aveva un certo carisma, ma non so fino a che punto. Ricordiamo che non era francese, che non era ben vista da una determinata parte della corte, né dal popolo che la tacciava come una spendacciona… insomma, lati positivi e negativi. Forse appare così ai nostri occhi, che desiderano vedere lo sfarzo, il lusso di quell’epoca, magari senza pensare al contadino o alla gente delle strade… sbaglio? Grazie. Un caro saluto.
    Stefi: anche oggi, come allora, come sempre, dietro un grande uomo c’è un’influente donna, e la storia lo dimostra. Possono stare dietro il sipario… ma ci sono. Un abbraccio.

  • Tiziana

    La baronessa de Staèl nel periodo dell’Assemblea Legislativa tenta di assumere un ruolo politico. Il salotto di Madame de Staél funge da luogo di incontri e di accordi.
    E’ molto interessante la storia di questa “grande” donna, che organizza una fuga per i sovrani a luglio,ma loro rifiutano. Con la caduta di Robespierre, potrà far ritorno in Francia. Ciò che mi ha sempre colpita di lei è stata la tenacia di un ideale forte di libertà lei, parlava della paura, della sofferenza di una perdita della speranza della libertà.Le ultime parole prima di morire furono per il popolo e per la sua amata patria: qualsiasi popolo che voglia essere libero può esserlo, verso il progresso e la felicità.
    Madame de Staèl ed il suo pensiero liberale.
    Tiziana.
    p.s mi piacerebbe che tu potessi parlare di qualche donna della storia…te l’ho già chiesto, lo so …ma ci provo sempre, a presto un abbraccio T.

  • babilonia61

    Tiziana: grazie. Ho trattato diverse volte del ruolo della donna, sia in qualche post precedente, sia nei miei ultimi tre libri, specialmente in Passeggiando per la storia, in cui parlo del matrimonio popolare, della donna nel 1400, del problema dell’acqua, e via dicendo, in cui la donna ha avuto una parte davvero importante. In ogni modo, più in là amplierò il tema.
    Indubbia l’influenza che ebbe Madame de Staël durante la fine del 1700 principi del 1800. Il suo salotto era frequentato, ricordiamo, dai più grandi letterati europei del tempo. Buona serata, carissima.

  • Alessio Miglietta

    A Versaille è conservato, tra le altre cose, intatto, il teatro di MAria Antonietta. Mi ha sempre fatto specie che in quel teatro si fossero rappresentati (certe volte recitava la stessa regina) lavori di Rousseau, se si pensa quale ruolo il pensiero di Rousseau abbia avuto durante la Rivoluzione.

    Vautrin, ritornando dopo una lunga vacanza :)

    p.s. La nuova avventura de La Tourgue è stata appena intrapresa. Ti aspetto.

  • babilonia61

    Alessio: rieccoti, benvenuto. Vado subito a leggerti. Buona serata.

  • Artemisia

    Da “Re di Francia” a “Re dei Francesi”: anche le parole hanno la loro importanza.

  • babilonia61

    Artemisia: un passo importante per quei tempi, un passo per far capire al re che il suo potere stava declinando. Buona giornata.

  • marina

    il lavoro di scavo per estrarre le donne dal buio in cui GLI storici le hanno lasciate è portato avanti per ora solo dala scuola delle storiche italiane. Forse tu puoi dare inizio ad una nuova scuola? :-)
    marina

  • babilonia61

    Marina: stavo riflettendo su cosa avevo scritto sulle donne e risultano, a mia perduta memoria:
    - Beatrice Cenci e il XVI secolo.
    - Rosalba Carriera, la pittrice che tutti richiedevano.
    e qualche altro post che non ricordo. In ogni caso bisognerà rimediare e portare alla luce nomi e fatti. Grazie. Un abbraccio.

  • Ubaldo Riccobono

    Le donne hanno fatto da sempre la storia dell’umanità, partecipando nel bene e nel male all’evoluzione della società e spesso ne hanno fatto anche le spese.

    U.
    Amici di Pirandello, Sciascia, Empedocle.

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