Proviamo ad osservare le nostre mani: delicate, esili, altre forti, robuste, altre biancastre, venose, altre ancora ruvide, sciupate, di tutti i tipi, di tutte le qualità. Com’erano le mani nel Rinascimento? Come venivano rappresentate queste parti così difficili da dipingere?
Nello stesso modo in cui abbiamo analizzato le calzature fra il ’400 e il ’500, accingiamoci insieme a girovagare per gli artisti europei, magari scomodandone cinque, ed esaminiamo le loro opere, dettagliando solo le mani.

Pedro Berruguete ( 1450 ca.-1503) dicono alcune fonti essere autore di questo famoso quadro, Ritratto di Federico con il figlio Guidobaldo (1476-1477), in cui si rappresenta Federico da Montefeltro, sostenendo un manoscritto, e il discendente Guidobaldo, futuro regnate. Il duca di Urbino mostra mani robuste, da guerriero, mani che hanno impugnato armi con sicurezza, coraggio e agilità, mani che hanno dato l’ordine di attaccare roccaforti, castelli, di andare all’assalto di numerosi eserciti, ma nello stesso tempo hanno amato la cultura, le lettere, le arti. Dal colore carne ben acceso, rivelano robuste dita e un polsi ben vigorosi. Il figlio, con il simbolo del potere in una mano, viene raffigurato anch’egli con paffute dita.

Il cambiavalute e sua moglie (1514) è del pittore fiammingo Quentin Metsys (1466-1530), che ricordiamo anche per il bel ritratto a Erasmo da Rotterdam. In un ambiente pieno di particolari, le mani dei due personaggi sembrano quasi uguali, se non fosse per un delicato accenno femminile che distingue la donna. Mani con dita lunghe, affusolate, i coniugi sembrano toccare gli oggetti con soavità ed estrema attenzione come abituate all’ufficio. Quelle dell’uomo palpano il profano, i soldi, quelle della donna reggono le pagine di un libro di preghiere: sacro e profano possono coesistere? Quadro che racconta eccellentemente la quotidianità olandese.

In questo dipinto, Il mangiafagioli (1583-’84), Annibale Carracci ( 1560-1609) ci presenta un uomo dai forti polsi che trattengono le mani di un contadino attendo a degustare il suo sicuramente unico pasto. Mentre una porta alla bocca un cucchiaio di fagioli, l’altra protegge avidamente un pezzo di pane. Rotonde e robuste le dita che sono abituate a lavorare duramente, a stare all’aperto, sempre pronte a guadagnarsi il sostentamento quotidiano.

Famosa codesta tela del Caravaggio (1571 ca.-1610) I bari (1584-’95). Tripudio di mani stavolta, addirittura l’uomo in piedi porta i guanti, in cui da uno squarcio si intravedono due dita. I giovani hanno mani belle, delicate, soavi, mani abituate a giocare a carte, mani sveglie e svelte. Quella del personaggio alla nostra sinistra sembrano addirittura leggermente effeminate. Dalla carnagione viva, vera, perfetta, il Caravaggio riesce a cogliere le piccole sfumature, i dettagli, le armonie. Il realismo caravaggesco condizionerà la pittura europea del XVII secolo.
Fratello di Masaccio, Giovanni di ser Giovanni, meglio conosciuto come Lo Scheggia (1406-1486), in questa tempera su tavola, Gioco del civettino (1450 ca.), ci presenta tre ragazzi, in camicia e scarpe suolate, mentre giocano alla civetta: il ragazzo del centro deve colpire i due ai suoi lati, mentre li trattiene con un piede, senza essere a sua volta toccato. Attorno, altri giovani guardano o passeggiano, mentre due bambini s’intrattengono con un cane. Mani di giovani, rosee, lesti, agili, snelle, dalle lunghe dita, mani che ancora non hanno visto il passare del tempo.
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(Rivisto e aggiornato il 15 Ottobre 2011)













23 gennaio 2009 at 10:21 pm
Che affascinante rassegna, caro Rino. Le mani sono elementi altamente rappresentativi di ambienti ed epoche, come dimostrano i bellissimi dipinti che hai scelto.
Grazie, grazie, grazie per questo angolo di web così colto e raffinato.
Buon w.e.
Un abbraccio
annarita:)
24 gennaio 2009 at 2:32 am
Annarita: grazie a te. L’arte è uno scrigno d’oro a cui gli storici dovrebbero maggiormente accostarsi e da cui si possono trarre informazioni preziosissime. In questo caso, le mani, la rappresentazione delle mani, riflettono l’evoluzione pittorica di un elemento non facile da realizzare, e nello stesso tempo inducono a studiare i particolari che corredano il quadro, elementi come il paesaggio, gli oggetti, l’abbigliamento, i cibi, e via dicendo. Insomma, fotografia storica di una epoca. Un abbraccio e buon fine settimana.
24 gennaio 2009 at 8:06 pm
Mi sembra che tu ne abbia già parlato, ma non si potrebbe sapere quale era l’alimentazione normale delle classi sociali nel tardo rinascimento italiano?
24 gennaio 2009 at 9:15 pm
Renzo: grazie. Non avevo mai parlato delle mani, è la prima volta. Se dai un’occhiata al mio libro Passeggiando per la storia , troverai che sotto il capitolo dedicato al 1400 parlo e tratto di argomenti quali Vivere nel 1400, L’acqua potabile nelle città e nelle campagne dal XV al XIX secolo, affronto il tema del Matrimonio popolare fra il XV e XVI secolo, poi passo alla Donna nel 1400, e via dicendo, tanti argomenti di quotidianità. Se poi si cerca nella pagina dedicata ai video, ve ne sono diversi che chiariscono il rapporto nel Rinascimento fra uomo e cibo, del banchetto, dell’olio, del sale…
In ogni modo, la tua segnalazione mi spingerà quanto prima a trattare dettagliatamente dell’alimentazione, quanto meno nella prima fase della storia moderna. Un abbraccio e un sempre grazie.
24 gennaio 2009 at 9:47 pm
Ovviamente, Rino, mi attendo anche le ricette…
24 gennaio 2009 at 9:58 pm
Renzo: così sarà, quanto prima, ricette incluse
Una felice serata.
25 gennaio 2009 at 5:48 pm
Questo è un post da vero miniaturista. L’analisi che ne fai è precisa e leggera allo stesso tempo.
Io, per motivi campanilistici, sono affezionata alle mani di Federico da Montefeltro che ho visto tante volte un po’ ovunque, da queste parti. Anche Urbino assomiglia alle sue mani: forte e bianca, un po’ paffuta, sicuramente colta.
25 gennaio 2009 at 7:26 pm
Magnifico post,
leggendo le tue parole, si rinova la passione per l’arte,
per il bello, che nutre la nostra anima,
un caro saluto e
grazie alla tua graditissima visita!
25 gennaio 2009 at 7:38 pm
Marmott: grazie, ri-benvenuta. Il mio scrivere riflette la mia semplicità, il mio facile e semplice modo di comunicare, per tale motivo cerco sempre, e mi sforzo, essere leggero, lascio agli altri complicare la vita!
Profonde le mani del Montefeltro, possenti, precise, determinate, ma nello stesso tempo pronte ad accogliere e a sfogliare le pagine di un delicato libro. Si sa il suo amore per le arti e per i manoscritti in generale, della sua fornita biblioteca, del suo inestimabile studiolo. Un caro saluto.
Klara: grazie per la tua gradita visita. Sempre dolci le tue poesie. Un abbraccio.
25 gennaio 2009 at 8:00 pm
Molto bella l’idea di osservare le mani, Rino. Ed infatti ne è venuto fuori un post molto interessante. Sai cosa? In questi giorni sto ascoltando la vita di Van Gogh e forse ci potresti aggiungere l’inquietante quadro dei Mangiatori di patate con le loro mani deformate.
Un caro saluto,
25 gennaio 2009 at 8:12 pm
Artemisia: grazie. Ci credi che proprio in questo istante sto scrivendo un post su van Gogh? Telepatia? Tratta di prima e dopo il recidersi il lobo dell’orecchio, l’evoluzione artistica e spirituale. A presto. Buona serata.
6 febbraio 2009 at 2:07 pm
caro rino
oggi rientro nelle tue stanze.
ecco il tuo valore: soffermarti sulle “parti” (delle storia, di un dipinto, di una foglia …) per ricaverne un punto di vista sul “tutto”
aiuti l’occhio ad osservare.
e così ho visto che nel quadro “Il cambiavalute e sua moglie”, lei è tutt’altro che poco interessata allle monete. come tutte le donne nella relazione di coppia: custodi della vita domestica.
sai come le chiamavano dalle mie parti le donne casalinghe di un tempo: “regiùra”, ossi a”reggitora”
ciao e grazie
amalteo.splinder.com
6 febbraio 2009 at 6:52 pm
Paolo: grazie. In effetti, generalmente vado dal particolare all’universale, giacché l’universale racchiude in sé il particolare: l’universale è fatto di particolari – potrebbe essere anche viceversa! E non di meno nel quadro che tu indichi, un quadro che si può ulteriormente analizzare, in base all’epoca in cui fu dipinto, il XVI secolo, secolo del Rinascimento italiano, secolo di scambi commerciali, quel secolo che Braudel chimava il lungo XVI secolo, anni di una spinta borghese, anni colti. Quadro, dunque, in cui si notano infiniti dettagli quotidiani: uno specchio, delle mensole ripiene di oggetti… Un buon fine settimana.
5 luglio 2009 at 6:29 pm
Ogni tanto mi rapisci proprio!
duccio
Microcosmi umani…
5 luglio 2009 at 7:01 pm
Duccio:
a buon rendere. Un felice pomeriggio domenicale.
11 gennaio 2010 at 1:35 pm
Salve mi chiamo Alessandro e sono uno scultore.
A febbraio dovrò tenere una tesi di specializzazione in scultura dove il tema trattato sarà sulle “mani nella storia dell’arte e come elemento di ispirazione per artisti “.
Cercando e ricercando su internet o trovato ben poco su questo tema e tra i pochi articoli ho trovato il vostro (Le mani nei dipinti rinascimentali) un bellissimo articolo tanto che mi ha spinto a domandarvi se ci sono libri, testi,che trattano le mani nell’arte .
Mi trovo in grande difficolta e questo perchè ho deciso di trattare un tema a me molto caro ma privo di approfondimenti.
Sperando che possiate darmi un illuminazione a riguardo vi faccio i miei comlpimenti per il bloge vi ringrazio per l’attenzione.
Alessandro Boezio
11 gennaio 2010 at 3:45 pm
Alessandro: benvenuto. Che io sappia, ma posso anche sbagliarmi, non esiste un libro che parli solo delle mani, un libro specifico. Bisogna scavare qua e là, leggere un po’ di tutto, sbirciare anche in rete per trovare dettagli o quanto meno riuscirsi a farsi un’idea generale. Tutto poi sta alla tua personale visione ed esperienza, ai tuoi studi. Buon pomeriggio.
11 gennaio 2010 at 4:47 pm
Si scrivono tanti libri sull’arte che si ripetono continuamente nelle tematiche eppure oltre alle mani ci sono tanti temi interessanti su cui scrivere libri d’arte.
In quasi tutti i dipinti in cui vi è rappresentato l’uomo le parti più visibili del corpo umano sono la testa e le mani,fonte di studio anatomico di molti artisti del passato e contemporanei questo perchè la propria mano è il modello più affidabile che ci sia nella posa e nella disponibilità.
E’ stato un piacere
Alessandro
11 gennaio 2010 at 6:32 pm
Alessandro: grazie ancora, in ogni modo se trovo qualcosa ti farò sapere tramite mail. Il piacere è tutto mio. Buona serata.
28 aprile 2010 at 10:47 am
Salve, sono Sara, un insegnante di scuola materna. Sto affrontando un corso di psicomotricità alla fine del quale devo fare una tesina e l’argomento che ho scelto è quello appunto delle “mani”.
E’ da poco che ho internet e in materia sono molto ignorante cosi come lo sono a livello artistico. Quindi chiedevo qualche consiglio su dei siti che posso cercare o libri che posso leggere riguardo a questo argomento.
Volevo fare i complimenti perchè leggendo l’analisi di questi dipinti ha fatto sorgere una voglia di conoscenza dell’arte che prima non avevo.
Grazie mille
28 aprile 2010 at 11:02 am
Sara: benvenuta, grazie. Se cerchi nella pagina dei miei link, potrai trovare qualche sito dedicato all’arte che farà il tuo caso. Purtroppo, che io sappia, non vi sono libri che trattano solo l’argomento delle mani nella pittura, bisognerà indagare qua e là, magari analizzando tramite la propria esperienza e visione tele di pittori che ci colpiscono maggiormente e che hanno dipinto sapientemente e con abbondanza di particolari le mani. Buona giornata.
28 aprile 2010 at 2:33 pm
Come le ho detto la mia ignoranza su internet è tanta e mi vergogno anche un po’…ma come faccio ad andare nella pagina dei suoi link? Intende quella su facebook?
Le chiedo scusa per la perita di tempo e grazie
28 aprile 2010 at 6:13 pm
Sara: nella colonna destra, dove dice Siti interessanti, qualcosa troverai.
28 aprile 2010 at 10:03 pm
La ringrazio infinitamente per la sua disponibilità. Arrivederci
1 agosto 2010 at 1:07 pm
buongiorno,ho trovato questo post molto interessante ed utile.sto preparando un esame di anatomia artistica e come tema ho scelto proprio le mani,o meglie voglio parlare di artisti che hanno usato la mano come loro soggetto in opere d’arte,quadri sculture anche fotografie,o che hanno trattato l’argomento “mani” in particolare,nelle diverse epoche.posso anche parlare di come vengono rappresentate le mani dai diversi artisti.su internet c’è un po poco e trovandola molto informata su questo argomento vorrei chiederle qualche consiglio su cosa e dove cercare,la ringrazio molto per tutte le informazioni che già ha fornito.
sarebbe utile anche avere l’e-mail di “alessandro” che ha lasciato qualche post qui in precedenza, avendo svolto una tesi proprio riguardo la mano.
grazie ancora la saluto e a presto.
silvia