Epoca: XVIII secolo
Anno: 1789
Nazione: Francia
Verba volant, scripta manent.
In un’epoca di trasformazione sociale, culturale, politica, in cui il popolo è stanco dell’Ancien Régime, in Francia si ripristinano i cahiers de doléances, in seguito alla consultazione generale voluta da Luigi XVI per la convocazione degli Stati Generali fra aprile e maggio del 1789 1.
Alcuni dati dicono essere stati, questi quaderni, circa quarantamila, altri ben sessantamila, in ogni modo i cahiers de doléances erano, nella Francia prerivoluzionaria, veri e propri documenti in cui venivano annotate a livello locale le lamentele, le rivendicazioni, le necessità dei singoli stati, documenti che sarebbero serviti come punto di partenza per l’attività politica dei deputati.
I cahiers del terzo stato richiedevano libertà di parola, di stampa, di riunione, libertà di commercio, richiedevano uguaglianza civile tra i tre stati, abolizione della servitù della gleba, e così via. Usualmente redatte dai parroci delle varie località, codeste testimonianze palesano altresì la voglia di terra e una certa apprensione per l’aumento dei prezzi e delle tasse da parte delle gente comune.
Viceversa i cahiers dei nobili e del clero avevano per oggetto il mantenimento dello status quo, desiderando un ripristino dei privilegi che erano diminuiti col passare del tempo, condannavano altresì certi abusi dei ministri, irregolarità, disapprovavano gli eccessi fiscali, e, cosa importante, desideravano la convocazione periodica degli Stati Generali.
Punti comuni erano il desiderio di un’uguaglianza fiscale tra i tre ordini, nonché una Costituzione su modello inglese, mentre per quanto riguarda l’economia si auspicavano misure protezionistiche che proteggessero dalla concorrenza straniera, soprattutto nel campo tessile.
La lettura di queste carte, quasi come fossero sondaggi, permettono avere un quadro generale della Francia di fine XVIII secolo, di quella Francia che, investita da idee illuministiche, si affacciava alla Rivoluzione del luglio del 1789.
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1. Erano nati nel XV secolo per denunciare all’autorità regia le ingiustizie a cui erano sottoposti i cittadini.












19 gennaio 2009 at 10:57 am
Un bellissimo post, Rino, che testimonia il giuoco delle parti all’epoca dei Lumi e costituisce un sintetico affresco delle cause della Rivoluzione Francese. Come sempre ci illumini, ancor più con l’Illuminismo. Grazie, felicità, buon inizio settimana.
U.
Amici di Pirandello, Sciascia, Empedocle.
19 gennaio 2009 at 11:16 am
Questa scelta di oggi mi appassiona! Molto interessante la lettura dei bisogni e desideri diversi dei ceti di allora.
Se ne scrivessimo noi, come sarebbero formulati?
marina
19 gennaio 2009 at 12:44 pm
Ubaldo: grazie a te Ubaldo. In effetti i Cahiers sono documenti importanti per capire il carattere, i sentimenti, le abitudini, per capire, insomma, l’uomo di fine 1700, quell’uomo che si avvicinava alla rivoluzione. Buona settimana.
Marina: li stiamo scrivendo, ora, in questo istante, nei passati mesi: sono, anche ma non solo, i blog che rivelano certe tendenze della nostra epoca, certe insoddisfazioni, certe delusioni… Un abbraccio.
20 gennaio 2009 at 12:29 pm
Post molto interessante Rino. Mi risulta che l’uso di “questi quaderni delle lamentele” risalga addirittura al XIV secolo anche se i quaderni più famosi restano quelli del 1789.
E’ esatta questa mia informazione?
Un caro saluto
annarita
20 gennaio 2009 at 12:52 pm
Annarita: certo, già nel XIV-XV secolo in codesti quaderni si denunciavano le ingiustizie subite dai cittadini. Nel XVIII secolo, poi, venne ripresa l’abitudine, stavolta anche i nobili si lamentavano. Buona giornata.
21 gennaio 2009 at 12:32 am
pensa che prima che rispondessi qui sopra in un commento, pure io volevo dirti : “un po’ come certi blog dei nostri tempi, vero?”
la mia maestra di esistenza silvia montefoschi dice spesso: “… e poi questa coazione a ripetere …. “
21 gennaio 2009 at 7:38 am
Paolo: proprio come dici. Una volta le rimostranze venivano fatte a parole, poi sulla carta, adesso in rete… in futuro? Buona giornata.
21 gennaio 2009 at 6:59 pm
alcuni sostengono che nel futuro ci saranno ancora le clave, come nel film odissea nello spazio.
ma perchè astrologare sul futuro , quando il presente ha già le sue pene?
20 luglio 2011 at 10:30 am
Ottimo documento del vissuto dal quale partire per studiare in classe la rivoluzione francese che ha molto appassionato i miei giovanissimi studenti.
20 luglio 2011 at 11:17 am
Grazie a te Simona. Potrebbero essere, per i ragazzi, documenti interessanti da sviluppare, magari proporne qualcuno tradotto per leggere cosa effettivamente scrivessero a quei tempi. Buona giornata.
3 ottobre 2011 at 7:39 pm
Un interessante lavoro svolto dalla Prof. Cristina Galizia con la sua classe III A che vale la pena leggere: »»» qua
12 novembre 2011 at 11:44 am
Lodevole lavoro svolto da un’alunna della prof.ssa Cristina Galizia, di cui al commento sopra: »»»qua.