Noi, la Storia e Ubaldo Riccobono: l’intervista

Il fuoco e la ragione, di Ubaldo RiccobonoParlare con Ubaldo Riccobono è parlare con una persona che ha fatto della cultura il proprio cammino, la propria via, il proprio fine. Ubaldo è un profondo conoscitore di personaggi storici quali Pirandello, Sciascia, Empedocle, e via dicendo. Dal suo interessante blog si evince una erudizione poliedrica sempre pronta a mettere in risalto fatti ed eventi che hanno caratterizzato un glorioso passato, quel passato che vuole la nostra isola, la Sicilia, essere crocevia di importanti civilizzazioni.

Ho pensato, dunque, intervistarlo, anche alla luce della sua ultradecennale esperienza nel campo letterario, essendo, oltre a giornalista, anche scrittore di avvincenti romanzi e preziosi saggi.

 

 

Che cos’è per te la Storia, che rapporto hai con essa?

La Storia esiste se è ricerca, approfondimento delle nostre radici, studio del mondo, critica dell’umanità e della sua evoluzione. Altrimenti, concordo con Pirandello che la definiva “giuoco delle parti”, che sbeffeggia sempre l’uomo e soprattutto i più scoperti di fronte al potere. E condivido il pensiero di Sciascia che dice ne Il consiglio d’Egitto che la Storia non esiste: lo storico è in grado di sentire le viscere vuote e la voce della fame? Non credo quindi alla Storia come magistra vitae o come lux veritatis, siccome diceva Cicerone.

  

Che significa avere coscienza storica e a che serve?

Istoria in greco significa indagine, ricerca e quindi ogni uomo non può distaccarsi da questo significato, bisogna cioè che viva consapevole del contesto del vivere civile, che in una parola ormai è il contesto di tutto il mondo. Lo spirito critico serve a porsi come soggetto e protagonista e non ad essere parte meramente passiva. Sentirsi, insomma, liberi cittadini del mondo.

 

Credi che la Storia abbia dei corsi e ricorsi?

Se pensiamo a Sciascia che parlò di una continua “caduta” della società civile occidentale, direi che ci troviamo in atto in un corso storico irreversibile. Se invece guardiamo a certe liturgie del potere, del presente e del passato, è facile affermare che certi episodi o periodi storici appaiono, mutatis mutandis, ricorrenti.

  

Qualcuno parla di revisionismo storico, di rivedere la Storia – anche – alla luce di nuove idee, spesso politiche e di parte, che ne pensi?

Il giudizio dei fatti storici non può considerarsi mai definitivo. D’altra parte gli strumenti utilizzati dagli storici, non ultima l’evoluzione del loro pensiero sulla scorta della esegesi del pensiero degli altri, diventano sempre più sofisticati. Inoltre, assai spesso vengono alla luce documenti e reperti in grado di ribaltare giudizi che sembravano assiomatici. Quanto ai giudizi di parte, ne diffiderei. Lo storico non può essere settario, deve esaminare documenti alla mano, provare, senza inquinamenti, con obiettività.

 

Credi che bisogna snazionalizzare la Storia, nel senso che essa, pur concependosi in nazioni, paesi, va oltre?

Oggi come oggi, non può aversi più una visione parcellare della Storia. La storia di un paese è la storia dell’umanità come si manifesta in quel dato contesto, mentre la storia dell’umanità è la storia di tutti i paesi. Non esistono, né possono esistere a mio modo di vedere, demarcazioni o limitazioni.

 

C’è differenza fra ricerca storica condotta in Italia e in altri paesi europei, in generale?

L’approccio è sicuramente diverso. In Italia noto molta frammentazione e, a volte, disattenzione. La ricerca storica, in Italia, mi sembra molto chiusa nelle Accademie dei saperi, non aperta ai fermenti che provengono dalla società civile. Altro vizio d’origine è che a scuola si fa pochissima ricerca e non si allenano i discenti all’amore della Storia, diversa da quella mnemonica e mandarinale.

 

Come si potrebbe attirare l’attenzione dei giovani verso la Storia?

Dedicandosi alla ricerca, più che alla didattica di maniera, stimolando lo studio in biblioteca, assegnando dei compiti di ricerca a gruppi di studio, sotto la guida dei docenti.

 

Un libro che consiglieresti, oggi, così, senza pensarci due volte?

Più che un libro, consiglierei un’enciclopedia, la Cambridge ad esempio. Vi è la storia dell’umanità. Certo è un po’ lunga da leggere, ma può essere consultata e filtrata attraverso altre letture, magari su argomenti specialistici o periodi storici.

 

 

 

 

Le altre interviste:

 

- Noi, la Storia e Marina Pierani.

- Noi, la Storia e Alessio Miglietta.

- Noi, la Storia e Paolo Ferrario

- Noi, la Storia e Davide Pozzi.

- Noi, la Storia e Michele Crismani (Luciano Comida).


10 Risposte to “Noi, la Storia e Ubaldo Riccobono: l’intervista”

  • annarita

    Interessante intervista. Congratulazioni. Non conoscevo il blog di Riccobono. Grazie alla tua segnalazione, lo visiterò con calma.

    Ciao
    annarita:)

  • Artemisia

    Ciao Rino, ti segnalo l’interessante puntata della trasmissione di Corradio Augias del 2 gennaio “L’uso politico della storia” con la professoressa Marina Caffiero:
    http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Lestorie%5E17%5E169414,00.html
    Penso che ti piacera’.

    Se ci sei domenica per Galileo, fammi uno squillo.
    Ciao,
    Artemisia

  • babilonia61

    Annarita: grazie, vale la pena dare un’occhiata al blog di Ubaldo, è davvero interessante. Una buona serata.
    Artemisia: stasera vado ad ascoltare, grazie per la segnalazione sempre ben accettata. Salvo complicazioni ultima ora, domenica ci sarò. Un abbraccio.

  • polser

    grazie a riccobono e a te.

  • marina

    E’ stata una bella sorpresa e un regalo incontrare qui Ubaldo Riccobono. Io passo ogni tanto sul suo blog e resto sempre muta a leggere.
    L’intervista non poteva che essere interessante come è.
    grazie, marina

  • babilonia61

    Polser: grazie. Felice serata.
    Dona: un abbraccio serale.
    Marina: è vero, il blog di Ubaldo è un luogo davvero ricco di spunti e cultura. Buon fine settimana.

  • Ubaldo Riccobono

    Ringrazio pubblicamente Rino per la sua amicizia e stima. Mi sono sentito onorato per aver avuto la possibilità di rispondere alle sue domande, partecipando al dibattito storico che conduce con intelligenza, lungimiranza e vivacità. Offre spunti e argomenti sempre stimolanti. Confesso che non poche volte i suoi post sono risultati illuminanti, come preziosi suggerimenti, per la mia attività di scrittore. Mi scuso con lui per il ritardo, dovuto a problemi di connessione, ad impegni ravvicinati, che non mi hanno consentito di dedicarmi al suo blog come avrebbe meritato. Ringrazio Annarita, Artemisia, Dona, Polser, Marina, persone di spessore e cultura e auguro a tutti un 2009 culturalmente proficuo e sereno per le loro famiglie.

    U.
    Amici di Pirandello, Sciascia, Empedocle.

  • babilonia61

    Ubaldo: il piacere è tutto mio avere te, oltre che stimato amico, anche profondo cultore di letteratura e storia, in codeste pagine; ne sono lusingato. Approfitto ancora una volta per ringraziarti. A presto. Una buona settimana.

  • Invito alla rilettura « babilonia61

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