Jan Hus, gli hussiti e la Boemia

Jan Hus si avvia al rogo Zwingli, Savonarola, Lutero, Calvino furono alcuni dei personaggi che, nel trascorrere dei secoli, scossero le fondamenta della Chiesa cattolica e che, in un modo o nell’altro, la misero di fronte a un fatto certo: c’era bisogno di rinnovarsi, di cambiare, di purificarsi.

Prima di loro altri avevano agito in tal senso, fra questi ricordiamo Jan Hus (1370 ca.-1415), riformatore religioso ceco che, riprendendo le idee teologiche dell’inglese John Wyclif (1320 ca.-1384), aveva maturato una dichiarata intolleranza verso i vizi del clero, spesso corrotto e arricchitosi alle spalle dei poveri, e nello stesso tempo, condannando la vendita delle indulgenze, aveva invitato l’imperatore a espropriare i beni di quei prelati corrotti. Hus, che in ceco significa oca e così rappresentato in certe stampe d’epoca, desiderava altresì la persecuzione dei peccati pubblici e difendeva la nazione ceca contro gli oppressori tedeschi. Teologo, sacerdote e professore universitario, lottava per un ritorno della chiesa alle origini, all’umiltà, alla povertà, alla spiritualità, insomma alla vera essenza della religione, predicando in lingua ceca affinché fosse capito anche dalla classe bassa.

Nel 1415 si recherà al Concilio di Costanza, Concilio convocato per risolvere il Grande Scisma, dove sarà condannato al rogo per eresia. I suoi seguaci si organizzarono in un movimento vero e proprio, un movimento che si opponeva alla Chiesa e al re tedesco, desiderando l’autonomia. Scoppiarono in tal modo una serie di guerre, fra il 1419 e il 1436, che assunsero tratti nazionalistici e che varieranno in modo significativo la struttura sociale della Boemia: il potere, prima in  mano agli immigranti tedeschi, passerà nelle mani dei locali.

Gli hussiti saranno una delle ultime forme di eresie tipicamente medievali, cioè di quei gruppi che in nome della riforma della Chiesa, o addirittura della sua sostituzione, lottarono contro di essa e contemporaneamente contro il potere politico che la sosteneva 1.                                                                

*****

-1. E. Riparelli, Eresie cristiane, Giunti ed., Firenze 2006, pag. 87.


12 Risposte to “Jan Hus, gli hussiti e la Boemia”

  • Alessio Miglietta

    Carisimo, buon anno!

    Il XV e il XVI secolo hanno fatto da sfondo alle più interessanti rielaborazioni (o eresie, a seconda dei punti di vista) della religione cristiana.

    Io ho sempre trovato decisamente affascinanti, per uno storico, le idee di Lelio Sozzini (http://it.wikipedia.org/wiki/Socinianesimo). Sarebbe interessante approfondire con un post…

    Il bellissimo libro di Cantimori sulle eresie del 500 aiuta molto a farsi un’idea precisa del portato culturale e ideologico che queste eresie hanno convogliato in Europa e, in casi isolati e meno conosciuti, anche in Italia.

    Un saluto

  • Alessio Miglietta

    E questo può essere utile sugli hussiti:

    http://www.eresie.it/it/id327.htm

    Questo è l’ultimo commento, prometto :)

  • babilonia61

    Alessio: bentornato e grazie per gli interessanti link. Indubbiamente le nuove idee religiose hanno cambiato e fermato il potere della Chiesa cattolica, e nello stesso tempo sono servite ad alcuni principi, regnanti, come appoggio per assicurare i propri confini politici, territoriali. L’argomento è davvero interessante, magari in un futuro approfondire certi dettagli, come quello che tu evidenzi. Un saluto serale a voi tre.

  • annarita

    Ciao, Rino. Ti ringrazio per le belle parole che hai scritto da me:)

    Anche se sono un fisico che insegna matematica e scienze, ho sempre subito il fascino della storia come disciplina unificatrice di quello che è il percorso dell’uomo durante l’arco temporale della sua evoluzione culturale.

    Per tornare al post, che trovo molto interessante, direi che il povero Hus non poteva che fare quella fine, all’epoca, perché aveva assunto delle posizioni molto critiche nei confronti del potere ecclesiastico e l’infallibilità del Pontefice!!!

    Questo genere di cose non ha mai fermato, però, l’agire umano. In seguito, infatti, le sue opinioni influenzarono, tra gli altri, Martin Lutero, il padre spirituale della Riforma protestante.

    A presto
    annarita

  • babilonia61

    Annarita: grazie a te per partecipare, dopotutto è con lo scambio democratico delle idee che l’uomo può migliorare.
    Jan Huss visse in un’epoca che stava segnando il passaggio, lento ma sicuro, dal periodo medievale a quello moderno, in cui la stampa farà da elemento principe nella diffusione delle idee luteranesi. In ogni modo, gli hussiti diedero una svolta alla storia della Boemia e la defenestrazione del 1419 sarà nel ricordo di quella successiva del 1618 che sancirà il via alla terribile Guerra dei trent’anni. Una buona giornata.

  • giorgio

    Delle eresie trovo particolarmente ingiusto il fatto che anche se si allontanavano dalla Chiesa cattolica dovevano essere considerate per forza come la rappresentazione di qualcosa da combattere e da condannare. Purtroppo la libertà di espressione delle proprie idee intesa come esperienza di arricchimento è ancora lontana dall’affermarsi. E’ vero che i movimenti eretici andavano contro la Chiesa e la Chiesa si difendeva da essi, ma il pluralismo per fortuna ha avuto modo di radicarsi nel corso della storia, perchè senza pluralismo non c’è confronto e quindi miglioramento.

  • babilonia61

    Giorgio: benvenuto e grazie per partecipare. Se da un lato le eresie erano rivolte a ridimensionare il ruolo religioso della Chiesa, dall’altro, e lo vedremo col passare degli anni, cercavano di minare la sua forza territoriale.
    Certo, è dalla pluralità delle idee che l’uomo può sviluppare le proprie capacità ed avere una certa evoluzione, in ogni modo è interessante immedesimarsi nelle caratteristiche di un dato secolo e cercare di carpirne le caratteristiche. Buona serata.

  • amalteo

    passo per la lezione di storia
    felicità della sapienza!
    ciao e grazie

  • babilonia61

    Amalteo: buona giornata.

  • santaruina

    Una figura poco conosciuta, ma che indubbiamente contribuì alla maturazione di quel processo di riformatori che ben descrivi.
    C’era grande agitazione negli animi in quei tempi.

    Un caro saluto a te, caro Rino. :-)

  • babilonia61

    Carlo: figura che vale la pena approfondire, iniziando magari da John Wyclif e passando per la storia svizzera. Un abbraccio.

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