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Jan 032009
 

Presa della Bastiglia, 1789Aquitania è una regione della Francia sudoccidentale, con capoluogo Bordeaux, regione storica per eccellenza, confinante con i Paesi Baschi iberici. Ebbene, nei venticinque anni che vanno dal 1690 al 1715, in quelle terre scoppiarono almeno cinquecento sommosse causate dal malcontento popolare. Erano reazioni a una situazione insopportabile per l’intera Francia, situazione che vedeva il popolo e i contadini in particolare vivere in strette condizioni economiche, tartassati dalle tasse e da un fiscalismo che serviva a garantire il lusso dei nobili, nobili che vivevano all’ombra della bella reggia di Versailles.

E se andiamo un po’ a vedere certi dati, nel 1774, alla fine del regno di Luigi XV, le spese dello stato erano così divise:                                                           

-   6% in pensioni,

- 10% nella corte,

- 30% in interessi da pagare ai creditori,

- 33%  per l’esercito,

- 21% altre voci.                                                                                                    

Per meglio capire la situazione economica bisogna però analizzare le entrate e osservare da dove esse venivano:                                                       

- 28% imposte dirette,

- 12,5% aliquota della taille,

- 28% aliquota delle gabelles,

- 28% aliquota delle aldes, [1]

- 67% imposte indirette,

-   5% deficit.                                                                                                        

In questo habitat covavano, dunque, le rivolte, violente, per lo più isolate, brutali, poco concordate, rivolte spontanee senza una vera e propria direzione politica, non appoggiate da nessuna forza capace di seguire un filo conduttore o capace di unirle in un’unica voce.

Con la Rivoluzione francese del 1789 le cose cambieranno, stavolta anche la borghesia stavolta desiderava avere parte più attiva nel processo politico dello stato, una borghesia che si faceva vieppiù intraprendente, una borghesia che accettava le idee illuministiche. Erano anni in cui gli ideali di libertà, fraternità e uguaglianza risuonavano come parole nella bocca di tutti, in cui si ambiva un nuovo modo di fare politica, si tendeva sovvertire un ordine secolare, si voleva un cambio all’interno dell’Ancien Régime.

Nel 1789 il Primo Stato, il clero, contava con circa 130.000 unità, il Secondo, la nobiltà, con 400.000, mentre il Terzo, cioè i borghesi, gli artigiani e i contadini, erano più di 25 milioni, una poderosa forza pronta a far valere le proprie ragioni.

La rivoluzione francese sarà uno dei maggiori eventi della storia moderna, particolareggerà non solo una nazione, bensì tutta l’Europa. I suoi ideali saranno presi come esempio in Spagna, Italia, nei vari stati tedeschi, e così via, sarà insomma una forza che ribalterà, nel bene e nel male, la situazione socio-politico europea.

*****

*****

[1]La taille era solo una delle numerose tasse. Esisteva anche il taillon (una tassa a fini militari), una tassa nazionale per il sale (la gabella), tariffe nazionali (le aides) su diverse tipologie di prodotti (vino, birra, olio e altre merci), tariffe locali su altri prodotti speciali (le douanes), imposte sui prodotti che entravano nelle città (la octroi) o venivano venduti nei mercati, e varie tasse locali. Infine la Chiesa beneficiava della Decima. (da Wikipedia.it)


Comments

  21 Responses to “Introduzione alla Rivoluzione francese del 1789”

  1. La ritengo una delle zone più belle d’Europa e del mondo… Bordeaux, Montauban… sbav! :D

  2. Bentrovato e, prima di tutto, felice e sereno 2009.
    E’ sempre piacevole constatare che anche i numeri raccontano e spiegano e mi sorprende scoprire che, se pur con un minimo gravame, già erano corrisposte delle pensioni! Invece colpisce come sempre le spese militari siano quelle che più incidono…
    Sulla fonte delle entrate, in effetti, sembra che nulla sia variato fino ai giorni nostri…
    un caro saluto da una Torino ghiacciata.
    Stefi

  3. Prostata: benvenuto. In effetti è una bella regione, dove la gente, laboriosa e forte, ha alle spalle una storia davvero interessante. Buon 2009.
    Stefi: contento di rivederti. Le cifre parlano chiaro, palesano le spese per una corte che voleva apparire, divertirsi, che voleva essere il centro dell’attenzione. Il tutto mentre il resto della Francia piangeva miseria e domandava pane e meno tasse.
    Un felice anno nuovo pieno di salute e desideri appagati.

  4. Ecco perchè mi citavi la rivoluzione francese!
    Molto interessante questo post. (Non è che gli altri lo siano meno del resto, ma il mio animo rivoluzionario è sempre pronto lì ad entusiasmarsi).

  5. Artemisia: :-) La rivoluzione francese è un punto di svolta nella storia moderna, una fase che segna il passaggio all’oggi, ai valori di libertà… Buona domenica a venire.

  6. Moltissime furono le cause che portarono alla Rivoluzione Francese; cause politiche, sociali, economiche, e culturali. Una disamina sarebbe troppo complessa da condurre nei commenti.

    Si può sicuramente affermare che la rivoluzione francese e quella americana ispirarono le rivoluzioni a connotazione borghese, liberali e democratiche, che seguirono nel XIX secolo.

    Buon week end, Rino:)

    annarita

  7. Annarita: certo. C’è una nota che si evince: quando il popolo desidera, i corsi della storia si possono cambiare, si possono mutare, si possono finanche capovolgere… e l’unione fa la forza, senza nessun dubbio. Buona domenica anche a te.

  8. Da fresco laureato in filosofia, quest’anno mi ritrovo per la prima volta ad insegnare in un liceo paritario ed a breve dovrò spiegare ai miei alunni la rivoluzione francese…
    Sto lavorando su molto materiale e dopo aver letto il tuo post, posso dire di aver trovato altri spunti interessanti.
    Ti ringrazio e, se hai tempo, mi farebbe piacere ricevere altre fonti sull’argomento in modo da rendere quanto più stimolante possibile la lezione agli alunni.
    Buon anno
    piero

    P.S.
    se ti va, prova a dare uno sguardo al mio di blog…è appena partito e sono in cerca di pareri e consigli…

  9. Piero: benvenuto e grazie per commentare. Nelle prossime settimane sono previsti altri due post dedicati alla Rivoluzione francese, magari possono essere presi come spunto per approfondire certi aspetti.
    Corro a leggere il tuo blog. Una buona domenica.

  10. Insomma, Rino, più o meno come da noi ora, noi italioti che lavoriamo per mantenere i nobili del XX e del XXI secolo, cioè i politici, lontani dalla realtà dei loro sudditi.

  11. Molto interessante il quadro sulle imposte e il bilancio dello Stato.

    Mi permetto di chiederti un chiarimento: là dove scrivi “particolareggerà” volevi intendere “caratterizzerà”?
    io l’ho intesa così.

    ciao e grazie, marina

  12. Renzo: che dirti! Nella storia è difficile, anzi impossibile, fare paragoni, sono due realtà diverse, due periodi distinti, in ogni modo l’operato della classe dirigente di allora come quello di oggi fa riflettere. Una buona domenica.
    Marina: mi sono preso una licenza poetica (?), sì, desideravo dire caratterizzerà. Buon pomeriggio.

  13. Ciao rino, passo per un saluto. Buona Epifania intesa come rinnovamento.

    Un salutone
    annarita

  14. Annarita: grazie. Che il 2009 sia un rinnovamento in tutti i sensi. Buona giornata.

  15. Il malcontento del popolo è sempre un fatto che spiega molte cose, secondo me è sempre una condizione che ci pone di fronte a dei cambiamenti. L’imposizione dall’alto ieri come oggi provoca sempre rabbia e voglia di ribellione. Quello che più mi affascina della Rivoluzione francese è proprio questo suo carattere “popolare”, in nome di ideali che sono validi ancora oggi e spesso rischiano anche nella nostra epoca di essere calpestati.

  16. Giorgio: certamente, carattere popolare, come di carattere popolare erano stati i tentativi insurrezionali dei passati secoli, con l’unica differenza che stavolta il ceto borghese spingeva, voleva emergere, desiderava avere il suo posto. Gli ideali di ugaglianza e fratellanza stavolta saranno messi sul piedistallo della libertà e il sangue versato, col passare dei secoli, avrà la sua giusta ragione di esistere. Grazie del bel commento. Una felice serata.

  17. Caro Rino, la tua disamina sui presupposti della Rivoluzione Francese è lineare ed incisiva, oltre che obiettiva. Tu offri uno stimolo immenso a prendere in mano i libri e ad approfondire e a ricercare. La tua è una vera scuola, dalla quale non si può prescindere. Grazie sempre per quello che ci doni. Un carissimo saluto tardoserale.

    U.
    Amici di Pirandello, Sciascia, Empedocle.

  18. Ubaldo: grazie, cerco solo di dare quel poco che ho, preoccupandomi d’essere chiaro e invitare a ricercare, a curiosare, a conoscere. D’altro canto anche tu, nel tuo interessante blog, non fai di meno. Un abbraccio.

  19. Ancora una volta i dati ci aiutano a comprendere e perchè no a incuriosirci maggiormente!

    un abbraccio

  20. Damiani: sono dati che invitano a riflettere e a considerare che il tributo massimo gravava sulle spalle del popolo, certo, non è una nuova scoperta, ma è un dato che porterà alla Rivoluzione. Buona giornata.

  21. [...] la top ten Marie Antoinette (2006 regia di Sofia Coppola). Trascurato l’aspetto politico della Rivoluzione Francese, Sofia Coppola si concentra esclusivamente su costumi e dolci. Elemento contestato la vita sessuale [...]

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