Inghilterra, Londra
Fine estate, 3 settembre 1658
Muore all’età di 59 anni Oliver Cromwell (1599-1658), Lord Protettore d’Inghilterra, dopo nove anni di dittatura. Qualcuno piangerà, qualche altro gioirà, come nella città olandese di Amsterdam, dove il popolo correva felice per le strade e i canali perché, diceva, il Diavolo è morto.
Cromwell era salito al potere nel 1649 grazie alla rivoluzione puritana e repubblicana, ma ben presto aveva lasciato da parte i suoi ideali democratici, instaurando una specie di dittatura personale. Contrario alle idee di Gerrard Winstanley, aveva combattuto contro questi perché sostenitore dell’uguaglianza. Gerrard era fautore della comunione dei beni, giacché affermava che ”Al principio la ragione del grande creatore fece della Terra un tesoro comune agli animali e agli uomini”, per cui esortava Cromwell ad abolire la compravendita, ridimensionare il potere degli avvocati e dei ricchi, obbligare a lavorare sino a quarant’anni, concedere il diritto di voto a tutti gli adulti e la libertà di divorziare per giusta causa. Il dittatore, proprietario terriero, accettò solo la proposta sul divorzio, ignorando il resto.
Le guerre infiammarono il regno, da quella contro i ribelli irlandesi (1649-1652), a quella contro i realisti scozzesi (1650-1652), a quella contro gli spagnoli alleandosi con Mazzarino (1655)… Il deficit dello stato si accrebbe a tal punto che nel 1654 era di circa 450.000 sterline e l’unico modo per riequilibrarlo era aumentare le tasse sull’agricoltura e l’artigianato, vendere terreni pubblici ai ricchi e via dicendo. Per non dimenticare che la Compagnia delle Indie Orientali aveva “prestato” al suo governo 60.000 sterline per sfuggire a verifiche sui propri traffici. Cromwell ampliò la flotta militare e commerciale, rafforzò l’esercito, e nello stesso tempo avviò una riforma dei costumi nel più profondo senso puritano, chiudendo, addirittura, teatri e locali di diversione.
Due anni dopo dalla morte del dittatore, richiamato dall’esilio francese, il re Carlo II Stuart, nel 1660, prendeva le redini di una Inghilterra desiderosa di ritornare al passato. Il Parlamento riappariva per fare da cuscinetto fra i poteri del sovrano e gli interessi della nazione.












27 dicembre 2008 at 11:14 am
Ciao Rino, quand’è che vieni a fare una lezione a Roma?
duccio
Scherzo daiii, Buone Feste ancora e ti auguro un 2009 strepitoso. Ah, sarà l’anno tuo, l’anno della cultura!
27 dicembre 2008 at 12:56 pm
Come sempre, sai condurre il lettore nella storia in modo sublime!
Rinnovo gli Auguri, non so se hai letto la risposta sul mio blog.
Inviarti una email è un’impresa…;) prima o poi riuscirò!
Un bacio,
Tiziana
27 dicembre 2008 at 2:39 pm
Duccio: carissimo, mai mettere limiti alla provvidenza, chissà forse un giorno sarò da quelle parti, magari a prendere un caffè insieme a te. Un 2009 pieno di salute.
Tizy: certo che l’ho letto, entro sempre nel tuo spazio, è sincero, vero, umano. Un anno nuovo all’insegna della salute, serenità e dell’introspezione.
27 dicembre 2008 at 7:02 pm
perfetta lectio.
le tue pillole sono frecce nella conoscenza storica.
ancora un politico invasato di spirito religioso
27 dicembre 2008 at 7:47 pm
Amalteo: a quei tempi, più o meno tutti erano invasati di spirito religioso, dopotutto la religione aveva un peso, determinava fatti e misfatti. Buona serata.
28 dicembre 2008 at 1:53 pm
Leggendo i tuoi preziosi post ogni tanto vien da chiedermi,visto che nella maggior parte di loro si legge come un ripetersi di avvenimenti che hanno attinenza con fatti che succedono anche al giorno d’oggi seppur attraverso altre vesti, e forse questo il tuo imput di sceglierli e proporli a noi?
Un caro saluto
Dona
28 dicembre 2008 at 3:29 pm
Dona:
rifletto, cerco di spingere, nel mio umile, alla riflessione… Felice serata.
28 dicembre 2008 at 8:59 pm
interessante come ogni tuo articolo storico.
Sai bene cosa penso in proposito.
e non c’è dubbio, conduci alla riflessione oltre che alpiacere di leggere.
grazie.
buon anno nuovo
cri
28 dicembre 2008 at 9:04 pm
Mi permetto di aggiungere che poi, a quanto mi risulta unico caso nella storia, Carlo II fece giustiziare Cromwell, riesumadone il corpo. La sentenza fu eseguita mediante squartamento e decapitazione. La testa fu infissa su una picca e fu posta davanti all’abbazia di Westminster, dove rimase per circa 25 anni.
Con l’occasione auguro a tutti e al nostro anfitrione Rino un sereno anno 2009.
28 dicembre 2008 at 9:18 pm
Cristina: grazie, sei sempre gentile. Ti auguro un 2009 pieno di salute, felicità e desideri appagati.
Renzo: Cromwell soffriva di malaria, oltre che di calcoli, disturbi che lo seguiranno durante gli ultimi anni della sua vita. Certo, una brutta fine! Buon anno nuovo, ricco ricco di salute e letture.
28 dicembre 2008 at 10:10 pm
Chiara sintesi di un periodo importante per la storia d’Inghilterra.
Ma perchè l’umanità non può vivere senza la violenza?
Mah!
Anche da parte mia che il 2009 sia di pace e serenità!
Giovanna
29 dicembre 2008 at 7:46 am
Giovanna: benvenuta. Purtroppo l’uomo non riesce ad apprendere né dagli errori degli altri né dai propri, e la storia ce lo dimostra in ogni istante, in ogni evento, in ogni dettaglio. A che serve, dunque, studiare, leggere, sapere di storia? Ti auguro un anno nuovo pieno di salute, serenità e introspezione. A presto. Buona giornata.
29 dicembre 2008 at 8:08 am
Ciao Rino e buone feste di cuore, a te e alla tua famiglia (vera e virtuale).
Studiando la storia d’Inghilterra negli anni, non ho potuto che provare un immenso rispetto e una grande ammirazione nei confronti di questa terra e dei suoi cittadini. Per la loro capacità di autoregolamentarsi e di lasciarsi sempre guidare dalla ragione. Non è un caso, infatti, che in Inghilterra un regicidio portò alla moderazione parlamentare mentre, nella più sanguigna Francia, portò al Terrore e alla dittatura (e poi impero).
Però che periodo triste fu quello di Cromwell… la chiusura dei teatri, lo scioglimento delle compagnie, l’arte di Stato, l’oblio di Shakespeare e l’emergere di Dryden… dal mio punto di vista ben poche attrattive se non fosse per il nascere di quella pungente satira politica che continua a essere loro peculiarità.
29 dicembre 2008 at 5:01 pm
Marmott: la storia inglese è particolare, ha oggetti e soggetti di studio davvero interessanti, ma ciò che mi stupisce di loro, a parte il loro essere isolani, ma nello stesso tempo cosmopoliti, è la forza di carattere che li contraddistingue, è il loro orgoglio, il loro essere nazionalisti. Poche volte l’Inghilterra è stata invasa e quelle poche volte a duro discapito dell’invasore. Cromwell preparò la nazione, in un modo o nell’altro, a un futuro sviluppo sociale, economico… politico.
Un felice anno 2009 pieno di salute e serenità a te e ai tuoi cari.
31 dicembre 2008 at 9:33 am
Rino mi riporti ancora una volta ai tempi del liceo quando la docente di storia ci assegnò una ricerca proprio su Oliver Cromwell!
Avessi conosciuto Babilonia61 a quei tempi!
Ti auguro buon anno e continua a deliziarci e incuriosirci come sempre!
31 dicembre 2008 at 11:11 am
Damiani: a volte i ricordi servono come spunto per approfondire ciò che si riteneva dimenticato. Un felice 2009.