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Dec 232008
 

Luciano Comida, Michele CrismaniConobbi Michele Crismani tre anni fa a Trieste. Era una sera piovosa di fine autunno, con un vento che sferzava furioso. Un suo amico, Luciano Comida, venne a prendermi alla stazione del tram e mi portò a cenare a casa sua. Gentilissimo, visto che ci conoscevamo solo tramite la rete, tramite i nostri blog. E mi colpì immediatamente la forza e il carattere di questo tredicenne che alla sua tenera età aveva già avuto varie e molteplici esperienze di vita.

Qualche giorno fa, mentre seguivo un elenco di persone da intervistare, giunsi al suo nome. Cosicché mi sembrò interessante sapere ciò che un giovane studente italiano pensasse della Storia.

 

Che cos’è per te la Storia, che rapporto hai con essa, Michele?

Intanto, signor Rino Armato, grazie per darmi la possibilità di dire la mia. Che a noi ragazzi non ci calcola mai nessuno. Però devo avvisarla subito che io, Michele Crismani tredicenne, non sono un premio Nobel di storia. Né di altre materie. Io a scuola sopravvivo come un gattino in una gabbia di lupi digiuni da una settimana: a stentissimo. Ma cerco di rispondere alla sua domanda: il mio rapporto con la storia dipende dalla maiuscola. Voglio dire che, se la “Storia” è quella roba fatta di date e nomi e simili, il mio rapporto è semplice: “evitare il più possibile” perché mi annoio a morte. Se invece si raccontano “storie” interessanti,, eccomi qua pronto in prima fila. Per esempio, ho letto uno dei romanzi di Valerio Massimo Manfredi che si intitola “Alexandros”. Ma mi sa che, come testo di storia, questo non è tanto regolare. Però ho anche letto qualche capitolo di un libro suo, signor Armato, che mio papà si è comprato. Si intitola “Appunti della storia” ed è abbastanza divertente quando lei fa finta di intervistare personaggi famosi (beh… saranno anche tanto famosi, ma io non li avevo mai sentiti nominare). Tipo Federico da Montefeltro o Elisabetta I d’Inghilterra.

 

Che significa avere coscienza storica e a che serve?

Una volta è venuto in classe mia per fare un incontro un certo Luciano Comida, proprio quello che fa il furbo e nei libri che pubblica ci mette dentro le mie storie e in copertina il mio nome. Però aveva detto una cosa che mi ha colpito: “Un adolescente si sveglia una mattina in una stanza che non conosce. Si alza e va in bagno, anche questo mai visto prima. Guarda nello specchio e la faccia che vede gli è completamente sconosciuta. E non ricorda nemmeno il proprio nome. Poi entra in un’altra stanza, ci sono un uomo e una donna che fanno colazione. E chi è ‘sta gente? Mai visti. Eppure gli rivolgono la parola come se il ragazzo fosse il loro figlio. E gli chiedono delle cose a cui non sa come rispondere. Ecco, un popolo senza coscienza storica è come questo adolescente”. Mi scusa, signor Armato, se ho usato le parole di un altro? Così ho fatto bella figura.

 

Credi che la Storia abbia dei corsi e ricorsi?

Tipo che tornano sempre le stesse cose? Un po’ sì e un po’ no. Sì perché tutte le volte che mi tocca studiare Storia leggo sempre e solo di gente che si fa guerre e che si ammazza e che conquista e che subisce e che si ribella e che governa e che muore e così avanti. Ma anche no perché le persone a cui capitano queste cose sono sempre diverse. Tipo io. Prima di me sono già andati a scuola milionate e milionate e milionate di poveri studenti. Ma adesso che tocca a me, per me è la prima volta. E mi sa che faccio gli stessi errori che gli altri avevano già fatto. Sono questi i corsi e i ricorsi?

 

Qualcuno parla di revisionismo storico, di rivedere la Storia – anche – alla luce di nuove idee, spesso politiche e di parte, che ne pensi?

Un po’ è giusto. Perché una volta si pensavano delle cose allucinanti, tipo che i neri devono essere schiavi o che le donne non possono votare o che a scuola è giusto bastonare chi risponde sbagliato… che io sarei tutto un livido. E allora è giusto che gli storici di adesso scrivono nuovi libri di storia, perché le idee sono diverse.

 

Credi che bisogna snazionalizzare la Storia, nel senso che essa, pur concependosi in nazioni, paesi, va oltre?

Non ho tanto capito la domanda. Però, da quel poco che ho intuito, penso di sì. Che è proprio una cosa da stupidi odiarsi e ammazzarsi perché io sono italiano e quell’altro è cinese e quel terzo è tedesco. Ma devo essere sincero e dirla tutta completa: quando ci sono i Mondiali di calcio, sono contento che l’Italia vince e la Germania o la Francia perdono in finale con noi.  

 

C’è differenza fra ricerca storica condotta in Italia e in altri paesi europei, in generale?

Forse perché gli storici scrivono in lingue diverse? O forse perché è come una partita di calcio tra Inter e Manchester. Se segna l’Inter, io urlo di gioia e il tifoso inglese fa il contrario: si arrabbia come una bestia. Eppure abbiamo visto la stessa cosa, lo stesso uguale gol. Ma per me è una rete fatta e per lui una rete subita.

 

Come si potrebbe attirare l’attenzione dei giovani verso la Storia?

Scrivendo libri interessanti, che si leggono per scoprire cosa succede e come va a finire. E facendo anche bei film di Storia. Invece io mi inca… mi scusi… mi incavolo quando nel libro di testo non mi raccontano i fatti perché io dovrei saperli già. Sembra che certi storici pensano che io so già le cose. Ma se le sapessi non dovrei studiarle!

 

Un libro che consiglieresti, oggi, così, senza pensarci due volte?

Sarà perché l’ha scritto lei e voglio essere gentile, però il suo libro non è niente male. Anche perché è corto.

 

Michele Crismani


Comments

  21 Responses to “Noi, la Storia e Michele Crismani (Luciano Comida): l’intervista”

  1. Grazie da Luciano. E pure Michele (in ansia per vedere i vostri commenti)

  2. ma è bellissima! complimenti a tutti e due, intervistato e intervistatore!
    ti lascio i miei auguri, consistenti ed estesi a chiunque tu voglia
    marina

  3. Luciano: ti prego ringraziare Michele ancora una volta, è stato davvero gentile a rispondere in maniera spontanea e vera. Buona giornata.
    Marina: grazie, lo devo prima a Michele e poi a Luciano, buon amico. Auguri eterni.

  4. Molto ma molto piacevole!

    Un saluto

  5. molto interessante e contemporaneamente molto divertente.
    ma tu come mai fai queste scorribande nel nord-est?
    ciao a tutti

  6. Caro Rino, volevo farti gli auguri per un buon Natale e delle serene feste :-)

    Con immutata stima, e sempre felice di aver potuto apprezzare i tuoi scritti e la tua inimitabile gentilezza.

    Blessed be

  7. Un modo nuovo di scrivere di storia e sulla storia, questa tua intervista arguta e piena di verve. Sempre puntuale la tua inventiva, così la storia non è il mattone scolastico d’antica memoria. Un grande abbraccio e felice Natale con tutti i tuoi cari. Felicità.

    U.
    Amici di Pirandello, Sciascia, Empedocle.

  8. Alessio: Michele Crismani è un ragazzo davvero spontaneo e disponibile, così come il suo amico Luciano :-) A presto.
    Paolo: girovago per conoscere, oltre che città, anche buone persone-blogger che possano aumentare il mio sapere. Un caro saluto serale.
    Carlo: è sempre un piacere leggerti e averti nel mio umile blog. Anche per te un grande, immenso, Natale pieno di salute, introspezione e serenità. Un abbraccio.
    Ubaldo: grazie, troppo gentile. A te e ai tuoi cari auguro feste piene di salute, serenità, pace e introspezione. Felice nottata.

  9. Ciao!
    Sono passata a lasciarti i miei sinceri auguri di un Natale speciale insieme con i tui cari!

  10. Se si volesse eleggere “il blogger più gentile”, mi sa che Rino sarebbe un candidato fortissimo.

  11. Stupendo! Bravi tutti e due, ops, tutti e tre!
    Ha ragione Luciano: Rino e’ un vero gentiluomo nel senso letterale del termine.
    Un caro saluto,
    Artemisia

    PS Rino, ma quei pallini bianchi che vedo passare sullo schermo e’ un tuo effetto speciale oppure sono io che ho problemi di vista? Mi devo preoccupare?

  12. Klara: grazie, ricambio di cuore, che siano feste serene, di pace, di salute, con una vita piena di desideri appagati. Un abbraccio.
    Luciano: troppo gentile! Una felice serata.
    Artemisia: grazie anche a te, mi lusingate. La neve che scende, più bianca non si può :-) , si deve al forte freddo che imperversa da queste parti ;-) Ti auguro un sereno Natale.

  13. BUON NATALE!!!
    Lory

  14. Lory: grazie, anche a voi due.

  15. Ho aspettato fino all’ultimo a farti gli auguri, ma volevo avere la coreografia adatta: a Torino cadono fiocchi delle dimensioni di Giuliano Ferrara e la città sembra un presepe vivente.
    Buon Natale a te, e a tutti gli amici del tuo splendido blog.

    con stima e amicizia, Riccardo

  16. Riccardo: grazie. Ricambio con sincerità e amicizia, nella speranza di prendere un giorno o l’altro un caffè insieme nella bella Torino, che tanto amo. Una felice giornata festiva.

  17. Il Natale è più bello se si ha dentro la consapevolezza del senso della Storia…sei impareggiabile caro Rino…Buone Feste con tutto il cuore…Carmela

  18. Allora non sono l’unico! Quando ho visto i fiocchetti bianchi sullo schermo del pc, mi sono detto: “miiiiiinchia, devo chiamare Sancin”
    (Che, essendo sloveno, si pronuncia “sanzìn” ed è il mio oculista)
    Auguri a tutte e a tutti

  19. Carmela: grazie di cuore per venirmi a trovare. Ricambio sinceramente.
    Luciano: ogni tanto bisogna pur cambiare qualcosa, e visto che da queste parti c’è un freddo di neve, be’… :-) Serena giornata.

  20. Nellissima questa intervista… ci tenevo proprio a lasciarti un commento, anche se in ritardo! Un abbraccio
    Felice inizio 2009, un bacio Tiziana.

  21. Tizy: felice 2009 anche a te, che sia sereno e pieno di salute. A presto. Un abbraccio.

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