Zwingli e il protestantesimo in Svizzera

Huldreich ZwingliPiù o meno contemporaneo di Martin Lutero, in Svizzera, il teologo Huldreich Zwingli (1484-1531) fu uno dei più importanti personaggi del protestantesimo. Con una solida cultura umanista, criticava, alla maniera di Lutero, il culto dei santi e delle reliquie, l’avidità del clero, la superstizione popolare, il sacramento dell’Eucaristia, il celibato dei sacerdoti, insomma tutta una serie di elementi che diceva confondere il popolo. Il vero cattolico era colui che poteva conoscere la verità direttamente per mezzo della lettura e della riflessione sul testo biblico.

Scriveva: ”… ho chiesto a Dio di concedermi la sua luce e, sebbene leggessi la Scrittura in tutta semplicità, essa ha cominciato a diventare molto più chiara di quando leggevo molti commentali e interpretazioni. Chiarezza e certezza ovvero veracità della Parola di Dio.”

Zwingli, convinto che nessuna dottrina doveva essere contraria alla ragione, era cresciuto con i testi di Tommaso d’Acquino e influenzato in modo particolare dall’umanesimo di Erasmo da Rotterdam che diventerà suo prezioso amico.
Fortemente attivo, Huldreich concentrerà le sue forze nell’organizzazione di una comunità civile, sottoposta a Cristo, uguale a quella religiosa. Nel 1523, nella città di Zurigo, si misero in atto una serie di riforme accettate dal governo della repubblica cittadina, riforme come l’istruzione primaria gratuita, l’assistenza pubblica per tutti, l’allestimento un tribunale matrimoniale che esercitò un controllo, spesso severo, anche sulla moralità pubblica. Nello stesso tempo, giacché contrario all’adorazione delle icone, fece cancellare affreschi e dipinti religiosi, oltre ad abolire processioni e musiche da chiese, al contrario di Lutero che accettava la musica, a tal punto che lui stesso compose una serie di inni sacri basati sul Libro dei Salmi.
La forte, capillare, rapida diffusione delle idee riformiste, sia quelle luterane che quelle zwingliane, si devono all’invenzione della stampa da parte di Gutenberg, di quella stampa che rivoluzionerà il modo di fare cultura a partire del XVI secolo e che permetterà al popolo avvicinarsi alle nuove idee. E fu nel 1519 che Zwingli ebbe a disposizione una sua tipografia, grazie alla quale le sue innovazioni poterono addirittura oltrepassare i confini della città di Zurigo ed essere alla portata di tutti.
Morirà sul campo di battaglia ad appena 47. Calvino seguirà le sue orme.


7 Risposte to “Zwingli e il protestantesimo in Svizzera”

  • Ubaldo Riccobono

    Concordo con Zwingli, per conoscere bisogna informarsi sui testi, la conoscenza di seconda mano potrebbe risultare fallace. Gran bel pezzo, dotato di molto acume e sostanza e della giusta sintesi. Un abbraccio, con la promessa di tornare a rileggere i post passati.

    U.
    Amici di Pirandello, Sciascia, Empedocle.

  • polser

    qui per un ripasso di storia
    e per un saluto
    amalteo
    (anche se blogspot mi riconosce per un altro)

  • babilonia61

    Ubaldo: grazie. Certo, le conoscenze e le esperienze di prima mano sono le migliori e i libri, spesso, aiutano nell’intento. Buona domenica a venire.
    Paolo: grazie per esserci, a volte basta solo un cenno, una parola, un sussurro, e si sa che c’è qualcuno su cui puoi contare. Felice fine settimana.

  • Marmott79

    Questo Zwingli davvero non lo conoscevo ma devo confessare di avere parecchie lacune sulla storia della Germania e ti ringrazio per le pillole di conoscenza che elargisci.
    Quanto hai scritto mi fa comunque pensare a un raffronto con Lutero e col suo metodo meno estremista. Il pensiero iconoclasta non ha mai avuto molto successo in Europa: restiamo comunque un popolo di pagani cui piace circondarsi di figure da adorare. Questo la Chiesa lo ha compreso e ne ha fatto la sua forza.

  • babilonia61

    Marmott: Lutero sembra essere stato meno estremista rispetto ad altri, cercava di non modificare troppo lo status quo politico. L’iconoclastia ha sempre attirato l’attenzione delle masse e la Chiesa lo sapeva e lo sa. Un’immagine rapisce l’attenzione e la sostiene nei ricordi come un qualcosa di vivo, attuale, vero. Una buona domenica a venire.

  • marina

    morto su un campo di battaglia? non lo sapevo. Figura interessante, e contraddittoria
    grazie per la spolverata ai miei incerti ricordi
    marina
    PS nevica dalle parti tue? ;-)

  • babilonia61

    Marina: figura di rilievo del XVI secolo, personaggio che influirà nelle decisioni politiche e religiose di quei giorni.
    Nevica anche nei blog, oramai :-) Felice giornata.

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