La rivolta dei contadini tedeschi del 1524-26, Münzer e Lutero

H. L. Schauffelin, Uccisione di un cavaliere durante la rivolta contadina tedesca del 1525.jpgFame, povertà, penuria, difficoltà, carestia erano le condizioni dei contadini tedeschi alla fine del XV inizio XVI secolo, secolo che vedrà, fra i tanti accadimenti, la riforma di Martin Lutero, il sacco di Roma del 1527, le guerre fra Carlo V e Francesco I, Elisabetta I in Inghilterra, la conquista dell’America, ma vedrà anche lo sviluppo e il diffondersi dell’arte italiana, del Rinascimento.

Condividendo le proteste luterane di quegli anni, una violenta insurrezione antifeudale, che covava da diverso tempo, insanguinò, dunque, la maggior parte delle terre di lingua tedesca fra gli anni 1524-1526. Comunità di contadini, organizzati in bande armate, spesso slegate e distanti fra loro, si ribellarono allo status quo, al prepotere della società feudale, contro l’oppressione religiosa, giuridica ed economica.

La sommossa, iniziata nella primavera del 1524 a Stühlingen, si diffuse in poco tempo in quasi tutta la Germania, con eccezione della Baviera. Nei famosi Dodici articoli, i contadini della Svevia insistevano che le terre, la selvaggina, i boschi dovevano appartenere a tutti, desiderando inoltre l’abolizione della servitù della gleba e delle tasse feudali, e poter scegliere i propri rappresentanti. A loro si unirono anche alcune città e parte della piccola borghesia.

Thomas MünzerIn Sassonia e Turingia, la rivolta fu particolarmente dura, distinguendosi per connotazioni religiose con la setta degli anabattisti guidati dal predicatore Thomas Münzer (1490 ca.-1525), che sosteneva che solo con la lotta si poteva realizzare la volontà divina. Inizialmente vicino alle idee luterane, Thomas se ne era allontanato attestandosi su posizioni ben più radicali. Nel maggio del 1525, l’esercito dei principi sconfisse i ribelli a Frankenhausen, proprio nella Turingia di Münzer, uccidendo più di 6.000 di loro e facendo circa 500 prigionieri, fra cui lo stesso predicatore, torturato a morte, morirà il 27 maggio dello stesso anno. Aveva appena 35 anni.

Le speranze e i sogni di una società più egalitaria erano svaniti tragicamente. Lutero condannerà la loro condotta nel suo scritto Contro le bande brigantesche e assassine dei contadini, del 1525, accusando addirittura Münzer di incitarli contro un ordine costituito e perciò contro la volontà divina. E fu tanto dura la reazione di Lutero che lo additò come il diavolo in carne e ossa nel suo furore più selvaggio, incitando i prìncipi a colpire, scannare, massacrare i ribelli, per fermare la loro aggressività omicida. Se da una parte la sommossa fu soffocata, dall’altra il predicatore di Wittenberg aveva perso l’appoggio della massa contadina per portare avanti la sua riforma.



16 Risposte to “La rivolta dei contadini tedeschi del 1524-26, Münzer e Lutero”

  • El Eternauta

    Ciao Rino,

    mi hai fatto ricordare che nella vecchia Germania Orientale, Muentzer era considerato una sorta di Eroe Socialista ma, ironia della sorte, la sua effige era stampata su di una banconota orientale, così come quella di Lutero: la banconota raffigurante Lutero valeva di più!
    Dovrei avere entrambe le banconote, da qualche parte, nei miei cassetti. Se dovessi trovarle faccio una scansione e te le invio!
    Grazie per il viaggio che mi hai fatto fare.

  • amalteo

    sono qui per i ripasso di storia.
    gli anni di transizione sono sempre carichi di contrasti, contraddizioni, tendenze e contro-tendenze.
    in ogni caso è la religione a fare da collante ideologico. struttura e sovrastruttura, dirà poi marx
    grazie, rino, per i tuoi contributi culturali

  • babilonia61

    Sergio: non sapevo della raffigurazione di Lutero e Münzer nelle banconote della Germania orientale; oggi ho imparato qualcosa: grazie! Un saluto.
    Amalteo: i periodi di transizione, a mio avviso, sono sempre pericolosi, possono portare a strade completamente diverse da quelle prestabilite, addirittura all’aberrazione degli ideali per il quale si è combattuti. E la storia ce lo dimostra continuamente. Dopotutto sono in gioco i sentimenti dell’uomo, dall’egosimo all’ira, dal dispetto… ai sentimenti religiosi. Una buona giornata.

  • Carmela

    Che bello rileggere anche te caro Rino, provo una grande nostalgia per la Stampa ma non capisco niente di cosa hanno combinato e non riesco a pubblicare…sarei felice se tu venissi a trovarmi nell’altro blog…intanto ti linko tra i preferiti!!!!!!!!!….ciao ciao…Carmela

  • damiani83

    E poi dicono che protestare è inutile…

    impariamo ancora una volta dalla storia.

  • babilonia61

    Carmela: ben trovata. Visiterò il tuo nuovo blog. Un abbraccio.
    Damiani: protestare, protestare con coscienza spesso è necessario. Felice serata.

  • El Eternauta

    Scusa Rino, ma quello che ho scritto ieri nel mio post era inesatto. Ricordo di aver più volte visto in effige Thomas Muenzer quando andavo a Berlino Est; ricordo che una delle strade principali di Bautzen (località dell’ex DDR molto vicina alla frontiera polacca), era dedicata al filosofo e teologo della rivolta contadina; ma l’effige di Muenzer non si trovava su nessuna delle banconote della Ex-DDR, come avevo erroneamente scritto: Lutero invece era raffigurato su quella da 5 marchi.
    Mi scuso per l’inesattezza con te e con chi ha letto questo tuo ottimo post. Buona Domenica!

  • babilonia61

    Sergio: grazie per la tua precisazione. Una buona domenica.

  • Marmott79

    E’ strano come la storia sia ricorsiva, come per la Rivoluzione Francese e quella Russa gli ispiratori vengano poi accantonati una volta che il principio animatore si trasforma in azione popolare.
    Sono fatti storici che fanno riflettere proprio per la loro ricorsività, come se a intervalli ci si dimenticasse della Storia e si tendesse a ripeterla.

  • babilonia61

    Marmott: le tue parole mi fanno pensare al pensiero di Marc Bloch che diceva, più o meno, che studiare la storia significa anche studiare la psicologia dell’uomo, giacché è l’uomo che fa la storia e, forse, la storia catterizza l’uomo. La storia…

  • Artemisia

    Che tristezza quando le utopie falliscono!
    Ciao Rino!

  • babilonia61

    Artemisia: è vero, in questo caso, magari, hanno cambiato corso. Buona settimana.

  • Marmott79

    Sagge parole: agiamo e ci facciamo influenzare dalle nostre stesse azioni.

  • cesare

    Martin Lutero, nato il 10 novembre 1483. Si fece monaco nel 1505 ed entrò nel convento della città di Erfurt, in sassonia. Nel 1507 fu ordinato sacerdote e studiò teologia e diventò professore all’università di Wittemberg..Scrisse 95 tesi in cui condannava il sistema delle indulgenze.

  • bruno

    non si finisce mai di imparare!

  • simone

    grazie a te domani all’interrogazione farò un figurone…. grazieeee… =)

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