“… colui che invoca il demonio rendendogli un culto di latria, confessandolo o essendone convinto a livello giudiziario, non sarà considerato né indovino né mago, ma eretico…”
Così scriveva il frate domenicano catalano Nicolau Eymerich (1316-1399), nel suo Manuale dell’inquisitore del 1376. Tale fu la situazione nell’Europa che va, più meno, dal ’400 al ’600, quando si assiste alla ben famosa caccia delle streghe.
In certi territori, il nome dato dagli inquisitori ai cosiddetti stregoni fu lo stesso di quello di alcune sette ereticali. Per esempio, nelle Alpi occidentali abbiamo i “valdesi”, per indicare il partecipante al sabba, cioè a riunioni periodiche di streghe e stregoni, chiamandosi vauderie le attività stregonesche connesse. L’eretico veniva accomunato alla peste, al veleno, alla lebbra, era considerato malato mentale, emblema della superbia, spesso chiamato con il nome di un animale, “volpe che devasta la vigna“, “lupo che aggredisce il gregge del Signore“, e via dicendo. E nelle riunioni notturne si dedicava, dicevano, al cannibalismo, alle orge incestuose, all’adorazione di satana.
Gli stregoni si videro accusati non solo di rinnegare la fede cristiana, ma anche di adorare il demonio con il quale stipulavano un patto satanico, oltre a essere ritenuti responsabili di complottare con le loro arti magiche contro la comunità. La strega diventerà il simbolo della ribellione a Dio, alla società umana, al mondo intero, per tanto dovrà essere castigata come un eretico, davanti al tribunale inquisitorio, indi messa al rogo, dopo aver sopportato inumane torture fisiche e psicologiche. In Spagna, l’Inquisizione fu particolarmente accanita, giustiziando migliaia di donne tacciate di diavoleria, si riteneva, infatti, che si riunivano durante la notte con il diavolo per celebrare riti e rituali.
Come per l’Inquisizione religiosa, la lotta contro la stregoneria era anche, ma non solo, un modo di arricchimento da parte della chiesa, in quanto i beni confiscati andavano in sua proprietà. Non mancavano casi di vendetta personale, né di interessi politici.
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P.s.: L’immagine di sopra è la famosa tela del pittore Goya, Il grande Capro (1797-1798), dove si rappresenta un sabba.
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(Rivisto e aggiornato il 17 Giugno 2011)













6 dicembre 2008 at 7:53 am
me lo ricordo,sai, Rino, l’odore della legna bruciata, la resina che fumava, le urla della gente…ahahah…
e tu bravissimo come sempre
ciao
cri
6 dicembre 2008 at 10:33 am
Dici bene: “un modo di arricchimento da parte della chiesa, in quanto i beni confiscati andavano in sua proprietà”.
Spesso l’accusa di eresia è stata utilizzata per scopi tutt’altro che religiosi, ricordo che fu mossa a Giovanna d’Arco soprattutto per delegittimare l’incoronazione a re di Carlo VII: se si fosse dimostrato che la sua sostenitrice era ispirata dal demonio anziché da Dio, il Delfino non avrebbe più avuto lo scudo dell’elezione per ripararsi. Fortunatamente, almeno con lei, non fu utilizzata la tortura.
Ciao Rino.
6 dicembre 2008 at 1:40 pm
il potere non sopporta che qualcuno possa scalzarlo dalla posizione occupata,
nella persecuzione delle streghe c’era anche la paura del Femminile, dell’indubbio potere delle donne che consiste nella loro capacità di generare.
una cosa che per millenni ha fatto paura al genere maschile.
oggi sulla terra sono i musulmani ad avere la stessa paura. da cui li burka, il farle camminare dietro agli uomini, la poligamia.
più che ricorsi storici, nalla storia ci sono fratture culturali nella evoluzione della coscienza
grazie per la ospitalità, rino
amalteo apprendista
6 dicembre 2008 at 10:32 pm
Cristina: ricordi di una vita passata. Chissà quanti di noi lo erano, dico eretici, io lo sono ancora oggi
! Un abbraccio.
Marmott: sissignora, spesso e volentieri era un modo per arricchire qualcuno! Grazie. Una felice domenica.
Amalteo: certo, bisogna pur considerare i tempi in cui vivevano, in cui si svolgevano certe azioni storiche. A volte, ciò che per noi è difficile da capire, per loro, per quegli anni era cosa normale. Oggi? Il fatto di essere nel 2008, a mio avviso, non significa nulla, le mentalità spesso restano legate a caratteristiche e tradizioni tipiche di una regione… Ciò non significa che, personalmente, le accetti, semplicemente le analizzo, magari con un piccolo distacco… piccolo. Grazie. Un caro saluto.
7 dicembre 2008 at 12:14 pm
Illuminismo, ragione e inquisizione: argomenti a misura di Leonardo Sciascia, che ne fu esemplare maestro. Grazie, Rino.
Un’ottima domenica.
U.
Amici di Pirandello, Sciascia, Empedocle.
7 dicembre 2008 at 12:36 pm
Ubaldo: maestro, davvero. Felice giornata
9 dicembre 2008 at 11:17 pm
qui in Piemonte le streghe venivano chiamate “masche”. Sono cresciuta sentendone parlare, ma mia madre le assimilava, giustamente, più a delle donne con una forte conoscenza della natura delle cose, a partire dalle erbe e dai loro effetti, che la gente ignorante temeva proprio perchè considerate “diverse” …
Ricordo poi l’incantevole Borgo di Triora (IM) ed il suo interessante Museo dedicato alla stregoneria. Qui infatti alla fine del 1500 si svolse un processo ai danni di venti donne, ma le cause che lo determinarono ovviamente furono ben altre.
A Torino l’Inquisizione fu documentata nei “Decreta Seu Statuta” emanati da Amedeo VIII (1430) ma già vi si era insediata in precedenza nel complesso di San Domenico.
(Perforazione della lingua a chi bestemmiava e 50 scudi di ammenda a chi offendeva S. Giovanni patrono della città…)
Infine l’ultima esecuzione comminata dal tribunale dell’inquisizione, a Torino, fu eseguita il 30 gennaio del 1710 in Piazza delle Erbe. Costui, un detenuto, fu accusato dal compagno di cella (delatore per convenienza…) di aver operato un maleficio contro il Re Vittorio Amedeo II, allo scopo di usufruire dell’indulto che sarebbe stato concesso alla morte di questi.
L’Inquisizione nacque per reprimere i moti contro la “religione ufficiale” ma, nel corso del tempo ed in luoghi diversi in realtà coprì e giustificò ben altri tipi d’interesse. Tanto sangue innocente sparso per che cosa??
Poi per fortuna arrivò l’Illuminismo.. ma le “streghe” e gli “stregoni” contemporanei, in forme diverse nel mondo attuale, sono ancora perseguitati…
Stefi “masca”.
10 dicembre 2008 at 10:13 am
Stefi: grazie per il tuo commento preciso e mirato, spesso è bene conoscere anche le varie realtà locali, quelle realtà che fanno la vera storia, e spesso sfuggono alle analisi. Un forte abbraccio.
10 dicembre 2008 at 4:01 pm
Ecco un’altro argomento molto sfruttato anche dall’editoria di consumo che tanti volumi e saggi sulla stregoneria ci ha proposto negli ultimi anni…
in fondo l’argomento è assai interessante!
Grazie di averne parlato Rino!
Un abbraccio!
10 dicembre 2008 at 5:45 pm
Damiani: argomento che appassiona e si studia con una certa curiosità. Grazie. Buona serata.
6 settembre 2009 at 9:30 am
Acquistai molti anni fa il Manuale dell’inquisitore ad una Fiera del Libro di Torino e il ragazzo dello stand me lo consegnò guardanndomi con una certa sorpresa che rammento mista a preoccupazione. Chissà che cosa avrà pensato di me? Salutissimi, è sempre un piacere leggerti e rileggerti
Annarita
6 settembre 2009 at 10:51 am
Annarita: non ti preoccupare, non sei l’unica ad essere guardata con una certa, chiamiamola, curiosità. Quanto, l’anno scorso, mi interessai di censura religiosa e dell’Indice dei libri proibiti, ebbi l’opportunità di consulare una biblioteca privata di un cardinale toscano e l’addetto alla biblioteca mi faceva delle domande poco opportune, specialmente quando sfogliai una copia proprio dell’Indice, una delle prime, che il cardinale aveva fra i suoi volumi. Insomma… passano i tempi e spesso la mentalità resta legata a certi tabù e tradizioni. E pensare che siamo nei tempi di internet! Buona domenica.
31 agosto 2010 at 3:33 pm
Ma l’inquisizione spagnola dipendeva dal re non da Roma!
31 agosto 2010 at 7:02 pm
Dubbioso: benvenuto. Certo l’Inquisizione spagnola dipendeva principalmente dal re. Il post si riferisce all’Europa in generale. Buona serata.
p.s.: ne ho accennato anche qua.