L’Inquisizione spagnola ebbe una nascita e uno sviluppo del tutto particolare, nel senso che, mentre le altre, quelle monastico-papale e romana, dipendevano direttamente dal pontefice, la spagnola, nata nel 1478 per disposizione di Sisto IV, aveva la caratteristica di essere soggetta allo stato, ai re cattolici. E non era l’unica: la portoghese, voluta nel 1547, avrà la stessa peculiarità.
Si era instaurata con lo scopo principale di lottare contro gli ebrei e i musulmani vuoi della Spagna vuoi delle Nuove Terre, sebbene, costoro, già cristianizzati – conversos y moriscos –, erano accusati di ritornare segretamente a seguire il loro credo nativo. Ben presto, l’Inquisizione si indirizzò verso la repressione dei culti protestanti ed eretici in generale. C’è da sottolineare che divenne peraltro uno strumento politico della monarchia per indebolire il potere della classe nobiliare e dei ricchi commercianti, che, perseguitati, venivano privati dei loro beni.
Figura simbolo di quegli anni era l’inflessibile domenicano Tomàs de Torquemada (1420-1498), confessore di Isabella I di Castiglia e Ferdinando II il Cattolico, ed era tanto drastico che si dovette invitare Roma a intervenire per cercare di frenare gli eccessi. Torquemada, nominato da papa Sisto IV primo inquisitore generale di Castiglia nel 1483, riorganizzò la struttura logistica dell’Inquisizione in tal modo che in quindici anni della sua gestione si celebrarono circa 100.000 processi con 2.000 condanne a morte. Tanta era l’autonomia spagnola che ebbe la facoltà di preparare un suo Indice, quella lista di libri proibiti perché considerati pericolosi per la fede e per la morale, lista che avrà origine sotto il pontificato di papa Paolo IV, nel 1559.
L’Inquisizione spagnola ebbe vita abbastanza lunga, si ricorda che l’ultima vittima fu nel 1826, mentre venne definitivamente abolita qualche anno dopo, nel 1834.
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Piccola bibliografia
- Helen Rawlings, L’inquisizione spagnola, il Mulino, 2008.
- Joseph Pérez, Breve storia dell’inquisizione spagnola, Corbaccio, 2006.
- Bartolomé Bennassar, Storia dell’inquisizione spagnola. Fatti e misfatti della «Suprema» dal XV al XIX secolo, Rizzoli, 2003.












27 novembre 2008 at 9:04 pm
Fino al 1834???? non ci posso credere! è pazzesco!
e nel 1826 una condanna? siamo ancora alle caverne…
marina
28 novembre 2008 at 6:38 pm
Marina: la storia ha i suoi tempi! Buon fine settimana.
28 novembre 2008 at 9:52 pm
L’Inquisizione fu anche un importante mezzo per rinforzare la “limpieza de sangre”, contro i discendenti di musulmani ed ebrei.Fu anche usata per punire gli omosessuali.
Tiziana, che si unisce alla pace!
Una abbraccio Rino, è sempre meraviglioso leggerti.
29 novembre 2008 at 5:17 pm
brutto periodo.
sono brutti i tempi nei quali i valori e le idee devono essere imposti con il potere e la violenza
amalteo, che fa il ripasso di storia con rino
29 novembre 2008 at 5:24 pm
Tiziana: che piacere rileggerti! Certo, è un periodo che bisognerebbe studiare con maggiore profondità, giacché entrano in giuoco anche fattori psicologici, sociali, politici. Insomma è qualcosa di complesso. Una felice serata.
Amalteo: tempi tristi e violenti, direi. Idee, concetti, pensieri che attraverso i tempi hanno cambiato non solo l’immagine della Chiesa, ma anche del popolo, di noi stessi. Evoluzione? Mah! Un caro saluto.
29 novembre 2008 at 6:44 pm
Ciao Rino,
mi hanno affidato un premio-meme, il premio dardos, e il minimo che io possa fare è passarti scettro e patata bollente
http://riciardengo.blogspot.com/2008/11/un-altro-premio-grazie-grazie-grazie.html
29 novembre 2008 at 7:40 pm
Meno male che dopo questo inquietante argomento ti firmi “in pace”. Beato te!
29 novembre 2008 at 7:58 pm
Riciard: grazie della fiducia. Ci sarebbe da domandarsi se troppi premi non mi faranno indigestione?
Un caro saluto.
Buona domenica.
Artemisia: uno spirito, un cuore, un animo in pace può vedere meglio la realtà delle cose
30 novembre 2008 at 10:56 am
Argomento interessante e sfizioso!
E’ dai tempi delle medie che mi incuriosisce e quest’oggi prendo il tuo post come invito all’approfondimento!
un abbraccio e buona domenica!
30 novembre 2008 at 11:05 am
Damiani: vale la pena approfondirlo, purtroppo non posso farlo in un semplice post, richiederebbe tantissime pagine, oltre al fatto che non lo leggerebbe quasi nessuno. Una felice domenica.
10 marzo 2009 at 10:38 am
Gent.mo sig Rino,
desidererei acquistare un libro su Torquemada, per regalarlo ad una persona che mi è stata vicino in questi ultimi mesi.
Si tratta del mio medico oncologo che ho così soprannominato a seguito delle terapie e degli esami che ho subito in questo periodo di cure. Mi servirebbe una pubblicazione magari breve e non troppo dispendiosa, in quanto, come avrà capito, si tratta di uno scherzo.
Saprebbe suggerirmi qualche titolo?
La prego inoltre di mandarmi notizie su di Voi, all’indirizzo sppraindicato, sono anche io un’appassionata di storia.
La ringrazio per la Sua attenzione e Le porgo
Cordiali Saluti.
10 marzo 2009 at 12:15 pm
Maria: grazie. Per meglio capire Torquemada e il suo operato ti consiglio:
- Rawlings Helen, L’inquisizione spagnola, ed. il Mulino;
- Pérez Joseph, Breve storia dell’inquisizione spagnola, ed. Corbaccio;
- Bennasar Bartolomé, Storia dell’inquisizione spagnola. Fatti e Misfatti della “Suprema” dal XV al XIX secolo, ed. Rizzoli.
Una buona giornata.