La Storia, i personaggi, le battaglie, le rivoluzioni, il popolo… ma anche noi, gente del 2008. Che rapporto abbiamo con la Storia, come la percepiamo, quanto ci fa capire, cosa ci vuole dire? Domande che ho rivolto a qualche amica/o blogger per indagare fino anche punto è importante avere una coscienza, una consapevolezza storica.
La prima intervistata è stata Marina Pierani, una cara amica che si occupa di letteratura e il cui blog, Inezie essenziali, è miniera di informazioni culturali.
Marina, che cos’è per te la Storia, che rapporto hai con essa?
Ho sempre pensato che la storia fosse, non la maestra dei popoli, perché spesso i popoli, ahimè, non vogliono maestri, ma la loro casa. E che bisognerebbe esplorarne tutte le stanze per sapere dove davvero si vive.
Quale periodo storico ti attrae maggiormente?
Io ho una passione per l’apogeo dell’Impero romano, secondo e terzo secolo , lo considero uno dei momenti più alti della civiltà europea. Poi mi interessa molto la storia del XIX e XX secolo.
Credi che in Italia vi sia consapevolezza storica?
No, il nostro paese non sa da dove viene e di conseguenza non sa neanche dove va.
Se la Storia è un corso e ricorso, in quale epoca inseriresti la nostra?
Amaramente direi: Basso Impero.
Qualcuno parla di revisionismo storico, di rivedere la Storia – anche – alla luce di nuove idee, spesso politiche e di parte, che ne pensi?
Io penso che man mano che si trovano nuovi documenti o nuove tecnologie di indagine la storia vada necessariamente rivista. Ma non alla luce di nuove ideologie o come forma di rivincita o di vendetta. Per conoscere meglio, per sapere di più. Con spirito davvero storico, ricostruttivo e non con intenti politici.
Vorrei che la storia non fosse strumentalizzata.
Credi che bisogna snazionalizzare la Storia, nel senso che essa, pur concependosi in nazioni, paesi, va oltre?
Decisamente sì! Credo che l’Europa dovrebbe costruirsi una storia comune. Gli storici europei dovrebbero fare lo sforzo di scrivere una storia che non si ponga nell’ottica di questo o quel paese, ma tenti una ricostruzione condivisa degli avvenimenti di questo travagliato continente.
Alla luce della tua esperienza, come insegneresti Storia, per esempio nei licei, con quale metodo, in che forma?
Proprio qualche giorno fa’ parlando con mio marito gli dicevo che mi piacerebbe insegnare la storia fondamentalmente attraverso la letteratura. Ci sono, per ogni epoca, testi letterari che ce ne parlano in modo splendido e ce la fanno conoscere quanto e forse più di testi strettamente storici. E poi oggi ci sono così tanti sussidi multimediali!
Un libro che consiglieresti, oggi, così, senza pensarci due volte.
Il Mazzarino,(la fine del Mondo Antico oppure L’Impero Romano) e comunque tutti i suoi lavori e Pavone “Una guerra civile” sulla Resistenza.
Grazie per aver collaborato, un caro saluto.












25 novembre 2008 at 9:02 am
hei, Rino, è la prima intervista della mia vita! grazie per aver pensato a me e buon lavoro, marina
PS aspetto con impazienza le altre interviste
25 novembre 2008 at 10:57 am
bella idea, rino
alla domanda “Credi che in Italia vi sia consapevolezza storica?
indendi fra gli storici o fra gli italiani?
che donna difficile è marina.
25 novembre 2008 at 12:54 pm
Marina: grazie a te per collaborare. Un abbraccio.
Amalteo: intendevo negli italiani, consapevolezza della propria storia, del proprio passato. Buon pomeriggio.
25 novembre 2008 at 4:44 pm
Marina è sempre meravigliosa
Storia come casa dei popoli, in particolare.
25 novembre 2008 at 6:37 pm
Non finisci mai di stupire!!
Ottima idea, allarga ulteriormente gli orizzonti!
Buona serata e un caro saluto
)
Stefi
(ps ricomparsi i video!
25 novembre 2008 at 6:51 pm
Guccia: certo, Marina è straordinaria! Felice serata.
Stefi: grazie a te per leggermi. Mi sembra interessante conoscere le idee anche di altre persone, giovani e meno giovani, di qua e di là, professionisti e nobili impiegati… insomma di tutti. Un abbraccio.
26 novembre 2008 at 12:54 pm
Ma che splendido post avete generato.
A rincofermare ancora “Babilonia 61″ un luogo di lucidità e intelligenza.
E quante riflessioni scaturiscono dal vostro Q&A!
un abbraccio
26 novembre 2008 at 1:32 pm
“Credo che l’Europa dovrebbe costruirsi una storia comune”
Marina ha proprio ragione!
26 novembre 2008 at 1:39 pm
Damiani: le risposte di Marina mi sembrano interessanti, tanto da dover rifletterci sopra. Un buon pomeriggio.
Sergio: anche a me sembra giusto inziare a scrivere una storia d’Europa senza frontiere, anche perché, ammettiamolo, un fatto inizia in un paese e si sviluppa anche in un altro, un evento si genera in un luogo e si ripercuote in un altro… una pietra lanciata in uno stagno… Un caro saluto.
27 novembre 2008 at 9:19 am
Fantastici! Due amici blogger che ammiro tantissimo in un colpo solo. Grazie, Rino!
27 novembre 2008 at 10:35 am
Artemisia: grazie a te. Una buona giornata.
28 novembre 2008 at 8:08 pm
Bella idea, non vedo l’ora di vedere le prossime interviste per poter raffrontare le diverse opinioni.
Un saluto
28 novembre 2008 at 8:13 pm
Alessio: ben presto, ben presto, qualcuno che tu conosci
Buon fine settimana
7 dicembre 2008 at 12:09 pm
Mi piace moltissimo l’insegnamento della storia attraverso la letteratura, è un concetto formidabile della Pierani, da me da tempo intuito e che l’intervista mi ha fatto vedere in tutto il suo splendore.
U.
Amici di Pirandello, Sciascia, Empedocle.
7 dicembre 2008 at 12:42 pm
Ubaldo: Marina ha ragione, nella letteratura vi sono costanti riferimenti alle epoche storiche, alcune volte palesemente, altre meno; in ogni modo è – sarebbe – davvero interessante consigliare leggere la storia attraverso quella lente. Un abbraccio.