La confessione di Gutenberg

La storia è passione, passione a trecentosessanta gradi, è interesse, interesse anche dei minimi particolari, è coinvolgimento, coinvolgimento distaccato. Talvolta, bisogna allontanarsi da una certa realtà storica per meglio comprenderla, magari fantasticando un po’, sognando, vaneggiando, immedesimandosi nell’epoca, nei costumi, negli usi.

Qualche settimana fa, ho finito di leggere di Blake Morrison, La confessione di Gutenberg, edito da Tea, un romanzo storico che appassiona fin dalla prima pagina e si ha voglia di leggerlo tutto di un fiato.

Ben conosciamo il nostro personaggio, sia perché padre della stampa in Europa, sia perché ne abbiamo e ne parliamo continuamente con Alessio nelle nostre lettere. Ed è tanto importante l’argomento che valeva la pena approfondire anche con una autobiografia romanzata.

Blake, nelle parole che testimoniano la vita del nostro, gli fa dire:                                         

“Ho capelli bianchi sulla testa che si diradano, ma niente barba. Ho la pelle bianca come pergamena, ma meno dura. Ho superato la sessantina, uno dei pochi da queste parti, a essere vissuto tanto a lungo… Ho la vista debole e sto peggiorando. Non ho paura della morte. Ciò di cui ho paura è che la morte cancelli quello che ho fatto.”                                                                    

Gutenberg, che si dice essere stato un buon amanuense, ha preparato il terreno per la diffusione delle idee, della lettura, della scrittura. Nel libro risalta un personaggio segnato dal destino per l’invenzione della scrittura artificiale, un uomo come tutti gli altri, un uomo a cui piaceva bere, a cui piaceva amare, a cui piaceva il lavoro che realizzava. Personaggio dal forte carattere, era deciso, nella sua impresa, ad andare avanti a ogni costo, superando fastidiosi ostacoli di origine finanziari, prendendo soldi in prestito anche da un uomo, Fust, che lui vedeva malvolentieri. Bello e delicato l’incontro fra la giovanissima figlia di questi con il nostro personaggio già in avanzata età, figlia che poi andrà in sposa a Schöffer. E proprio Schöffer lo aiuterà a realizzare i caratteri per la stampa, collaborerà con lui nella realizzazione della Bibbia a 42 linee, sarà al suo fianco giorno e notte, a tal punto che il Blake fantastica (?) una relazione amorosa fra i due.                            

                

“Ogni giorno vediamo un po’ più in là. Nuovi mulini che macinano il grano e gli uomini scoprono nuove verità. È una specie di grande avvento della conoscenza, o di rinascita… Sì, il mondo che sto per lasciare sembra migliore di quello in cui sono entrato.”                                                                              

Il Rinascimento era in atto.


*****

Stamperia nel Rinascimento


14 Risposte to “La confessione di Gutenberg”

  • Stefi

    Bellissimo post! Grazie Rino.
    E’ interessante scoprire, di personaggi che hanno contribuito a fare la Storia, aspetti e risvolti personali che forse meglio aiutano a capirne la valenza, o a volte le intenzioni.
    Del resto, con l’avvento della stampa, era iniziata una lunga battaglia contro l’ignoranza. Battaglia senza armi, ed apparentemente senza un diretto spargimento di sangue.
    Quanto avremmo bisogno di un nuovo Rinascimento!!..
    Un abbraccio
    Stefi

  • cata

    Estimado Don Babilonia:
    Leer sus post al mediodia en compania de una buena taza de te, es maravilloso.
    Ah! Gutemberg extrordinario e interesante genio.
    Los libros, que buenos amigos y grandes companeros que son….gracias Gutemberg!
    Mis respetos Don Babilonia,
    Cata, la doncella del blog de al lado.

  • babilonia61

    Stefi: grazie, ogni particolare serve per completare un mosaico, un puzzle, un quadro, e il romanzo di Morrison mostra un Gutenberg più umano, più a contatto con la realtà dell’epoca. Un abbraccio.
    Cata: gracias por tu visita. Es verdad, los libros son nuestros mejores amigos, hay solo que descubrirlos poco a poco y nos acompañan en todos momentos, felices y menos felices. Bonita tu icona, parece una carita oriental. Besos… a manta.

  • Alessio Miglietta

    ce l’ho lì, in libreria, ancora non l’ho letto, ma dopo la tua recensione ci farò un pensierino.

    A presto

  • Marmott79

    Splendida la frase finale.
    “il mondo che sto per lasciare sembra migliore di quello in cui sono entrato.”
    Dice tante cose, i grandi cambiamenti che ha vissuto con i suoi occhi, intravede il futuro dalla serratura di una porta che non può oltrepassare e lo sa.
    Fa tenerezza e rabbia.
    Grazie Rino per avercene messi a parte.

  • marina

    mi piace molto l’espressione “coinvolgimento distaccato”.
    Quanto al libro appena mi rimetto in piedi da un attacco fulminante di sciatica me lo vado a comperare
    grazie! marina

  • babilonia61

    Alessio: a presto vederci. :-)
    Marmott: a volte mi domando se veramente Gutenberg riuscì a capire l’importanza dei suoi torchi, di ciò che avrebbero dato all’umanità. Una buona serata.
    Marina: ho scritto coinvolgimento distaccato perché la storia mi coinvolge, mi prende, ma per meglio capirla bisogna starsene un passo distante, sia per non criticare, sia per non avvilupparsi in essa. Abbracci.

  • Tiziana

    Chi ha il coraggio di ridere è padrone del mondo, come chi ha il coraggio di morire.
    Giacomo Leopardi

    Felice domenica Rino…
    Tiziana appena rientra da Firenze da un convegno durato due giorni.

  • babilonia61

    Tizy: grazie per passare. Una felice settimana a venire. Un abbraccio

  • luciano / idefix

    Mi sono reso conto, leggendo il tuo post, che di Gutenberg persona non so nulla di nulla. Eppure alla sua figura storica e alla sua invenzione tecnologica sono sempre enormemente grato e non passa giorno senza che io renda omaggio (anche usufruendo del suo talento) a questo grand’uomo.
    Un salutone a te che ci hai ricordato la persona, oltre al macchinario.

  • babilonia61

    Luciano: certamente, pochi si rendono conto dell’importanza della stampa, pochi si ricordano di lui, pochi commemorano la sua invenzione. Grazie a lui, leggiamo libri in tutte le lingue, sfogliamo cataloghi di mostre pittoriche, grazie a lui possiamo conoscere il passato… i torchi gutenberghiani hanno cambiato la vita e distribuito la cultura. Una felice serata.

  • ubaldo Riccobono

    Non si può non essere gutenberghiani, Rino. Ira possiamo dire che il mondo che lasceremo sarà migliore di quello in cui siamo entrati?

  • guccia

    Come si può riuscire a non esserlo (gutenberghiano)? I libri sono i miei mondi preferiti. Che rivoluzione quella della stampa!
    Nello sforzo di registrazione video che sto compiendo l’atto per me più difficile e necessario è proprio quello del distacco. Lo compenso col sorriso che regalo sempre a chi si rende disponibile a raccontarsi.
    Ti abbraccio.

    Sara.

  • babilonia61

    Sara: certo, i libri restano e resteranno anche i miei favoriti, sebbene le nuove tecnologie li stanno insediando. Buona lavoro.

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