Le prime mongolfiere, 1782-1784

La voglia di volare dell’uomo ha radici ataviche, radici che lo legano ai sogni, all’immaginazione, alla fantasia. Icaro e Dedalo, per arrivare alle macchine di Leonardo da Vinci e continuare sino ad oggi: percorso di un sogno diventato realtà.

Uno dei primi esperimenti riusciti a far decollare un involucro tramite l’aria calda fu nel dicembre del 1782: un pallone di lino rivestito di carta superò di poco quota 1800 mt., fatto poi a pezzi dai passanti al suo atterraggio. I fratelli Montgolfier, Joseph-Michel (1740-1810) e Jacques Étienne (1745-1799), avevano iniziato a realizzare i loro sogni.  Il 19 settembre del 1783, innanzi al re di Francia Luigi XVI e alla regina Maria Antonietta, un altro aerostato prese il volo dal castello di Versailles con tre animali a bordo – giacché il padre dei fratelli aveva vietato loro salire su -, sembrano essere stati un pecora, un’oca e un gallo. Si trattava di un pallone aerostatico di 1.600 m3 che volteggerà nell’aria per circa 8 minuti: fu una festa!

Solo nel novembre dello stesso anno volarono i primi uomini, il medico Pilatre de Rozier e il marchese d’Arlandes, che aveva il compito di alimentare il fuoco che serviva a riscaldare l’aria. Partiti dal castello della Muette nel Bois de Boulogne, sorvolarono Parigi per circa 25 minuti ad una quota di 90 mt., percorrendo 8 km. Aveva una capacità di 1.557 m3 e un diametro di 16,5 metri.

Artefici dunque di tale invenzione furono i francesi Montgolfier, due fratelli intraprendenti proprietari di una cartiera: Joseph-Michel che ne aveva concepita l’idea e Jacques-Étienne preciso e abile. Il principio era semplice, si trattava di riscaldare l’aria contenuta in un involucro, costringendolo a sollevarsi tramite la forza ascensionale dell’aria calda, essendo questa più leggera di quella fredda.

In Italia, il primo successo  si ebbe qualche mese dopo, il 25 febbraio 1784, grazie al conte Paolo Andreani che insieme ai fratelli Agostino e Carlo Gerli si levarono in volo a Brugherio, vicino Milano. E proprio a Milano si pubblicherà il primo periodico aeronautico del mondo dedicato alle mongolfiere, il Giornale Aerostatico.

A onor del vero, i cinesi avevano già fatto innalzare, secoli prima, sempre per mezzo dell’aria riscaldata, i loro famosi draghi volanti, mentre in Inghilterra, nella prima metà del 1700, il chimico Joseph Priestley aveva sperimentato qualcosa di simile.

Iniziava l’epopea dei viaggi per il cielo, di volare, del percorrere chilometri in poco tempo. In appena due tre anni centinaia di persone, incuriosite, sperimentarono l’ebbrezza di quell’esperienza, sia in Europa che in America.

La mongolfiera fu adoperata, oltre che per scopi civili e commerciali, anche per fini militari, addirittura sino ai principi della seconda guerra mondiale. Famoso fu l’episodio del primo bombardamento aereo della storia avvenuto a Venezia il mattino del 2 luglio 1849, quando sei mongolfiere austriache bombardarono la città, assediata dalle truppe di Radetzky.                                                                                                                    

 

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(Articolo aggiornato 11 Dicembre 2011)



11 Risposte to “Le prime mongolfiere, 1782-1784”

  • Alessio Miglietta

    A proposito del volo umano mi viene in mente la fatidica frase di Lord Kelvin, presidente della Royal Society, nel 1895: “Le macchine volanti più pesanti dell’aria sono impossibili”.

    Mai porre limiti all’ingegno dell’uomo!

    Un saluto

  • Stefi

    ed ecco i primi mezzi che ci fanno volare verso la modernità!
    Chissà quali le sensazioni del medico Pilatre de Rozier e del marchese d’Arlandes… avranno avuto paura? o avranno provato l’esaltante ebbrezza di sentirsi liberi nel vento?

    buona giornata e grazie per il bel volo storico!
    Stefi

  • Dona

    Devom far leggere questo post ai miei paesani che sono appassionatissimi del volo… elicotteri monoposto, deltaplani, piper.. insomma sono circondata da eliche ed e’ bellissimo… qualche volta ci faccio un giro ed e’ una sensazione meravigliosa… nulla a che vedere con i grandi mezzi delle linee aeree.
    un caro saluto
    Dona

  • babilonia61

    Alessio: certo, l’ingegno umano sembra essere illimitato. Buona giornata.
    Stefi: chissà davvero. In ogni modo, era sempre un qualcosa di rivoluzionario per l’epoca. Un abbraccio.
    Dona: l’uomo ha sempre avuto il recondito sogno di volare, e oggi può farlo liberamente. Chissà se sarà capace ora progettare un auto che vola? un Abbraccio.

  • polser

    che secolo il ’700!
    e che brutta fine faranno luigi e antonietta, qualche anno dopo!
    assocerei il tuo lacerto storico a un paio di pagine in tema di nuvole:

    http://papaverodicampo.blogspot.com/2008/11/fabrizio-de-andr-le-nuvole.html

    http://amalteo.splinder.com/post/13425125/Nuvole

    amalteo, in mongolfiera immaginativa fra le nuvole

  • damiani83

    Quanto avrei voluto vedere il drago cinese volare…dimmi Rino, esistono immagini che riproducono tale evento?

    con affetto

    Salv.

  • babilonia61

    Amaleo: grazie dei link, belle le foto e interessante il libriccino. Serata felice.
    Damiani: ti confesso che mi trovi spreparato, forse qualche incisione dell’epoca, non so, vado a cercare. Un caro saluto.

  • Artemisia

    Io lo capisco questo impulso dell’uomo per volare. Volare deve essere una cosa fantastica.
    Certo che i cinesi, mannaggia, arrivano sempre per primi!
    Ciao,
    Artemisia

  • babilonia61

    Artemisia: sarà la libertà, sarà il distacco dalle cose materiali, sarà la vittoria di un sogno realizzato… forse di più! Felice serata.

  • ubaldo Riccobono

    Un’esperienza che avrei voluto fare in Francia, qualche anno fa e non fu possibile per il vento.

  • Carpe Diem

    Il solo concetto di volare mi affascina e mi impaurisce ad un tempo.
    Non ho mai avuto molta dimestichezza con il vuoto.
    Però le mongolfiere sono belle anche viste da terra e fanno sognare.

    Le Traiettorie Delle Mongolfiere :

    Lasciano tracce impercettibili
    le traiettorie delle mongolfiere
    e l’uomo che sorveglia il cielo
    non scioglie la matassa del volo
    e non distingue più l’inizio
    di quando sono partite
    sopra gli ormeggi e la zavorra sono partite
    tolti gli ormeggi e la zavorra
    sono partite
    a guardarle sono quasi immobili
    lune piene contro il cielo chiaro
    e l’uomo che le sorveglia
    adesso non é più sicuro
    se veramente sono mai partite
    oppure sono sempre state lì
    senza legami, colorate e immobili
    così

    anche noi, anche noi
    con gli occhi controvento al cielo
    abbiamo cercato e perso
    le tracce del loro volo
    dentro le nuvole del pomeriggio
    nei pomeriggi delle città
    ma chissà dove é incominciato tutto
    chissà

    anche noi, anche noi
    con le mani puntate al cielo
    abbiamo inseguito e perso
    le tracce del loro volo
    anche noi, anche noi
    nelle nuvole del pomeriggio
    nei pomeriggi delle città
    ma chissà dove é incominciato tutto
    chissà

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