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Oct 272008
 

De gustibus non est disputandum

(Sui gusti non si discute)

 

Gli italiani, si sa, amiamo la buona cucina, la buona tavola, i buoni cibi. E non solo da ora, ma da remoto tempo, anzi remotissimo.

Il Rinascimento fu un periodo in cui l’arte culinaria riprese il suo posto d’onore, le pietanza erano riccamente preparate, i piatti decorati all’uopo, i convivi all’ordine del giorno. Erano i tempi in cui il cuoco era amico fidato del signore – consideriamo che siamo negli anni in cui la gente veniva avvelenata con una certa frequenza -, elegantemente vestito portava a tavola le pietanze da lui preparate, servendo solo il suo padrone. Le vivande erano allestite con una certa particolare opulenza, che variava dall’importanza del principe o del signore.

E Giovanni Scappi fu uno di quei cuochi richiesti da mezza Italia, da papi e principi, ne abbiamo parlato in un paio di articoli (qua e qua). Il buon Hans Burgkmair, invece, ci illustra le cucine di fine 1400, principi del 1500.

Orbene, assaporiamo insieme questi due video che approfondiscono il nostro sapere e ci delucidano, per esempio,  sul mestiere del nobile trinciante, sull’uso dei vari alimenti, nonché sull’apparecchiare una tavola rinascimentale di gente agiata e meno agiata.

 

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Comments

  11 Responses to “Il banchetto rinascimentale, due video”

  1. Un giorno, in seconda superiore, girando con i compagni di classe per negozi, alla cassa trovammo una bella signora tutta impellicciata che discuteva con la commessa e osò pronunciare la frase “De gustibus non est disputantibus”. Oggi, onestamente non ci farei nemmeno caso, ma immagina l’orrore di noi quattro eccellenze del liceo classico, infarcite della boria di un’adolescenza saccente.
    Ti confesso che, a distanza di anni, mi vergogno ancora della boria di allora.

  2. Marmott: quando si è giovani si ha sempre la testa altrove! :-)

  3. … il grande Totò diceva: de gustibus non est sputanzellam.

    A questo punto, a rigore, bisognerebbe passare dalle parole ai fatti: propongo un incontro gastronomico rinascimentale :)

  4. Non posso che convenire che i soggettivi gusti non debbano essere discussi!!..
    Seguono nterrogativi ed osservazioni sparse su qualcosa che più mi ha colpito. Il passaggio all’uso del piatto singolo potrebbe essere il prodromo di un comportamento sociale che in futuro sarà più individualista? Anche qui, i mestieri descritti (come in altro post) sono delle vere e proprie arti, prerogativa comunque di nobili, come quella del “trinciante”, non solo esperto di tagli ma anche di lame e soprattutto savio nel dosare il prezioso sale. I confetti come saranno poi diventati simbolo augurale del matrimonio?
    Per concludere, desidero apportare un piccolo contributo trovato, ahimè non nei miei più moderni ricettari… Trattasi di ricetta creata dallo Scappi per Pio V “…un papa severo ed intransigente, più con sé stesso che con gli altri… che dormiva pochissimo e mangiava solo povere cose..”
    Brodo Apostolorum
    “Per far minestra di petrosemolo et altre herbette dimandata nelle corti di Roma.
    Habbisi brodo di carne, dove siano bollite cervellate (salsicce) gialle et barbaglie (gole) di porco e schiena di castrato, et esso sia tinto di zafferano mescolato con pepe e cannella e nel tempo dell’estate pongasi con esse uva spina o agresto intero;
    e quando saranno cotte este materie pigliasi il petrosemolo ben netto e lavato con altre erbucce e si taglino minute e pongasi in esto brodo;
    e levato che avverrà il bollito servasi subito con fette di pane sotto e le carni siano compartite in pezzuoli nel piatto.
    Avvertasi però che… starà in arbitrio se si vorrà maritare con cascio grattato e uova sbattute”.
    Mi scuso per l’eccessivo spazio occupato ed auguro a tutti per domani un buon appetito!
    Stefi

  5. il post ripasserò a leggerlo, debbo intanto subito dirti che sono rimasta FOLGORATA dall’inizio. “Gli italiani amiamo”, come si dice in spagnolo! e’ una formula che mi piace tanto, molto più della nostra: gli italiani amano.
    infatti si assume la responsabilità collettiva come propria.
    grande! dovremmo diffonderla
    marina

  6. Alessio: certo, un bel convivio dove accanto ai gusti del palato vi sono anche i gusti intellettuali. Buona giornata.
    Carissima Stefi: interessante la ricetta culinaria dello Scappi, magari un po’ forte per i miei gusti, in ogni modo sono ricette che si potrebbero adoperare ancora oggi. Un abbraccio.
    Marina: también me gusta la forma en español, despues de todo mitad de Rino es catalan. Un beso. Feliz dia.

  7. Ancora una volta i video diventano prezioso invito alla curiosità!

    buon appetito!

  8. Sai coinvolgere in tutto, Rino, perchè hai “gusto”. Ci cucini bene il tuo prodotto, con qualità. Ubaldo, lodando la cucina di Rino.

    U.
    Amici di Pirandello, Sciascia, Empedocle.

  9. Già, la ricetta dello Scappi che ho trovato a me era sembrata un pò forte anche per un papa che “…mangiava povere cose…”, per il quale, mi sarei immaginata una zuppa a base di petrosino e pochi altri legumi… ma il bello sta proprio nelle diversità!
    Un caro abbraccio a te e buona giornata.
    Stefi

  10. Damiani: parole e video un binomio per assaporare meglio la storia. Giornata serena.
    Ubaldo: grazie a te. Un caro saluto.
    Stefi: pensare che anche il consumo di legumi e verdure era ben diffuso. Serena giornata, carissima.

  11. Molto carini questi video.
    Un caro saluto,
    Artemisia

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