Mutatis mutandis.
(Mutate le cose che devono essere mutate)
Luogo: Francia
Epoca: XVIII secolo
Anno: 1789
Giorno: 4 agosto
La storia della Francia, specialmente nell’età moderna, è stata sempre punto di partenza per approfondire, dettagliare, evidenziare argomenti che hanno trasformato sia l’aspetto politico, che sociale, che culturale dell’intera Europa.
Ben sappiamo che il 1789 fu un anno di svolta nella storia francese, la rivoluzione aveva rovesciato l’Ancien Régime e le idee illuministiche prevalevano in ogni campo, Parigi era stata città capitale di decisivi eventi. Poco meno di un mese dalla presa della Bastiglia, quell’indimenticabile 14 luglio, l’Assemblea Costituente, rappresentata dai suoi deputati, deputati che avevano spazzato via secoli di tradizioni e conformismo, si era riunita la sera del 4 agosto per discutere e votare l’abolizione dei privilegi feudali. Sostenitori erano stati particolarmente i nobili, il Duca d’Aiguillon e il Visconte di Noailles, di tendenze liberali, che proposero il principio di eguaglianza dei cittadini di fronte ai tributi, cercando di eliminare i vantaggi del feudalesimo. Proprio in quei mesi, i contadini si erano ribellati al vecchio status quo, anche con il timore di un ritorno aristocratico e di una nuova penuria di alimenti.
La seduta non fu certo piacevole, i contrasti emersero quando si tentò di limitare i poteri nobiliari, e nessuno desiderava rinunciare a una tradizione secolare che li considerava essere padroni indiscussi. La borghesia si schierò dalla parte della proposta, dopotutto desiderava appoggiare le popolazioni rurali per fermare lo strapotere aristocratico. La nottata seguiva il suo corso, forse portando consiglio, alla fine, l’indomani, il popolo francese aveva vinto un’altra battaglia, il feudalesimo era stato ufficialmente abolito.
Ufficialmente! Di fatto, sarebbero dovuti passare ancora molti anni.
Rino, servo dei pensieri.






La borghesia costituiva la vera ricchezza dell’Ancien régime, era grazie al suo lavoro, più che di quello dei feudatari, che la Francia aveva potuto finanziare la Rivoluzione Americana. Tutto finiva a Versailles dove si sperperava.
Una corte ingorda e un re inetto erano troppo da sopportare, poteva funzionare quando alla guida c’era Luigi XIV e la sua forza o Luigi XV e la sua grandeur. Luigi XVI non aveva nulla né del primo né del secondo. Era l’ora di un nuovo corso anche se la Costituente in realtà non voleva l’anarchia: solo una redistribuzione del potere politico.
Ci riuscirono? Credo di no se penso all’età napoleonica ma il nuovo vento si espanse comunque, con lentezza, arrivò a investire l’Europa intera.
mio caro Rino, a mio modestissimo avviso, è come se di anni non ne fossero ancora passati abbastanza…ma ritornando al seminato, ancora una volta dimostri come riuscire a leggere, o meglio, a comprendere il passato, serva a meglio intendere, decifrare o, più semplicemente, ad essere consapevoli del presente!
un Grazie di cuore!
Stefi
travagliato e complesso il processo di mutazione ed evoluzione…
Marmott: c’è un particolare, tra i tanti, che spicca nell’età moderna, ed è la borghesia, quella borghesia portante, quella borghesia capace di cambiamenti, quella borghesia motore dell’economia. E non solo in Francia, ma anche in Olanda, Belgio, paesi del nord… saranno loro, con i loro traffici a muovere i commerci dell’epoca. Una buona domenica.
Stefi: approfondire la storia significa anche, ma non solo, cercare di capire il perché di certi movimenti, di certe idee, di certi fatti e misfatti contemporanei. La storia è un continuum, un tutt’uno, un unico filo che va dalle origini (sic!) sino ad oggi. Ed è proprio da codesto studio che dovremmo apprendere che determinati errori sarebbe meglio non ripeterli, sarebbe meglio lasciarli ancorati al passato, ma, ahimè, l’essere umano tuttavia non ha compreso. Un abbraccio.
Damiani: carissimo, una evoluzione necessaria per giungere al presente status quo. Felice serata.
forse può servire di incoraggiamento il pensiero che se si è riusciti a battere il feudalesimo si può trasformare anche la nostra società. Ma io penso che i francesi sono un popolo più determinato e combattivo del nostro. Non che auspichi una rivoluzione cruenta, ma una scossetta?
marina
Ti ho trovato da Marina, ho dato uno sguardo veloce al tuo blog e mi è bastato per decidere di linkarti. Complimenti! Ci tornerò con più calma… Ciao, Giorgio.
Marina: scossetta? L’Europa sta vivendo un lungo periodo di pace, forse uno dei più lunghi nella storia contemporanea! I cicli devono continuare: guerra-pace, pace-guerra… ahimè, spero non esserci. Felice domenica.
Giorgio: benvenuto, grazie, verrò a sbirciare il tuo blog con piacere. A presto. Una buona giornata.
Saggio Rino, hai perfettamente ragione in quel che hai ricostruito e nei tuoi sagaci commenti. Un Rino sempre ispirato e storico attento e concreto. Felicità
U.
Amici di Pirandello, Sciascia, Empedocle.
Anche io spero non esserci in caso di “scossetta” ma poi penso ai miei figli … non sara’ affatto facile andare avanti, per noi e sempre di piu’ per loro.
Un abbraccio
Dona
Ubaldo: grazie. Una buona giornata.
Dona: purtroppo la storia si ripete, non abbiamo imparato, siamo immersi in una materialità che ci sta divorando… non ce ne rendiamo conto, ahimè! Felice settimana.
Ritengo che sia stato comunque un bel passo avanti anche se e’ costato sangue. Certo sarebbero meglio le rivoluzioni non violente alla Gandhi, per intenderci, ma probabilmente non erano maturi i tempi.
Artemisia: purtroppo i cambiamenti, quelli di un certo rilievo, sono sempre accaduti tramite versamenti di sangue, lotte, guerre… Felice pomeriggio.
Purtroppo quei privilegi feudali cambiarono solo nome, e i contadini per lungo tempo dovettero continuare a fare la vita che facevano prima, solo sotto altri padroni.
Un caro saluto a te, Rino
A presto
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