Dopo diversi articoli dedicati alla rivoluzione francese, stavolta un video che ci dà una visione generale di quelle prime fasi.
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Dopo diversi articoli dedicati alla rivoluzione francese, stavolta un video che ci dà una visione generale di quelle prime fasi.
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17 ottobre 2008 at 12:02 pm
Noto con piacere che oggi abbiamo avuto la stessa idea: usare Youtube per raccontare la rivoluzione francese e le tensioni comunitarie in Belgio. Stammi bene!
17 ottobre 2008 at 5:56 pm
Molto interessante questo video che mi ha indotto a rileggere, con più attenzione, i precedenti post dedicati a questo tema.
Certo la miseria, la fame, le iniquità ed incapacità di governo portarono all’esasperazione il popolo che, alla fine, non ebbe altro mezzo, per non soccombere, se non quello di ribellarsi. Mi ha molto colpito la scena dell’assalto a Versailles da parte delle donne in massa, non meno violente nella loro disperazione.
Questo “esercito” popolare, spinto dal bisogno primario nella vita: quello di alimentarsi, è diventato inconsapevolmente il braccio armato dei borghesi e dei politici che volevano un regime diverso. E tale violenza dirompente, alla fine, sembra ritorcersi contro coloro che l’ebbero guidata, e ciò fa riflettere.
E’ inevitabile, ripensando alla rivoluzione, associare questo termine a sangue, morte e distruzione e, di conseguenza, dargli un’accezione negativa molto di più che nel pensare al termine “guerra”. Forse perché si associa alla prima anche un’idea di radicale cambiamento che, di per sé, non necessariamente avrebbe una valenza negativa, anzi, ma che nell’immaginario comune spaventa più di una guerra volta, per tradizione, solo all’espansione o alla difesa di qualcosa di conosciuto?
Mi chiedo dunque se non siano possibili “rivoluzioni” per la libertà, la fraternità e l’eguaglianza senza inutili spargimenti di sangue e mi viene in mente Mahatma Gandhi..ma questa è un’altra Storia.
Infine ho apprezzato l’idea del post di testata di Invito alla rilettura, una buona occasione per ritornare su passi ed argomenti sempre utili per rinfrescare la memoria.
Grazie per i continui stimoli a ricercare e a riflettere.
Un caro saluto e buona serata.
Stefi
17 ottobre 2008 at 6:49 pm
Eternauta: telepatia simpatica
Buon fine settimana. A presto.
Stefi: le donne hanno sempre avuto un ruolo importante nella storia, peccato che questa se ne occupi poco. Rilevante fu il loro intervento durante la Rivoluzione Francese: erano loro che facevano la fila, nel 1793, per rifornirsi di pane o di farina durante quel terribile e freddo inverno; erano loro alla testa dei tumulti del 1789; erano loro che precedevano l’assalto alla reggia di Versailles; una donna pugnalò lo stesso Marat… Sangue, carneficina, dolore, violenza, sono elementi necessari (sic!) – purtropppo – per cambiare uno status quo, per rinnovare la storia, per rompere col passato. Non dimentichiamo che anche l’indipendenza dell’India ebbe i suoi morti. Lo sviluppo, se sviluppo possa considerarsi, di una Nazione passa sempre per vie belliche, con morti e martiri. Ahimè!
Un abbraccio e un buon fine settimana.
18 ottobre 2008 at 8:08 am
Quando l’ho dovuta studiare al liceo e all’università tutto sembrava un’accozzaglia di eventi tra loro slegati, senza senso. Un’idea più precisa me la sono fatta solo in seguito: leggendo della rivoluzione inglese nel secolo precedente, di quella Americana in cui tanta parte ebbe Luigi XVI, dei legami di Maria Antonietta con i suoi fratelli sparsi sui troni d’Europa che la volevano più come spia in Francia che come fiera regina. Un prezioso aiuto me lo ha dato proprio la biografia di Maria Antonietta basata sui suoi diari, su quelli di Luigi XVI e sui rapporti degli ambasciatori. L’idea cui sono arrivata è che la corte era talmente lontana dal popolo, isolata nella sua Versailles, dedicata a una misera elemosina ma nulla di più, da non avere idea di quanto accadesse realmente in Francia. Neanche compresero i devastanti effetti della carestia che aveva colpito il loro Paese perché per loro la carestia non c’era stata mentre Parigi brulicava di scheletri che non arrivavano al giorno dopo.
Significativo, per comprendere come Luigi XVI vivesse il suo regno è la nota del 14 luglio 1989 scritta sul suo diario: “Niente”.
Grazie per la rilettura.
18 ottobre 2008 at 11:30 am
Marmott: interessante il tuo sunto sulla Rivoluzione francese. In effetti, il potere assolutistico era isolato dalla vera vita, dalla dura e triste vita dei francesi. In ogni caso, tutto portava a credere che prima o poi il percorso storico doveva sboccare in una rivolta popolare, doveva fermarsi e prendere la via dell’eguaglianza, della libertà, e la Francia, prima degli altri stati, si fece carico della trasfomazione necessaria per continuare la civilizzazione europea che stiamo oggi vivendo. Grazie per intervenire. Un felice fine settimana.
18 ottobre 2008 at 12:24 pm
ottima idea quella di sfruttare gli strumenti del web 2.0!
Ci appassiona e incuriosisce ancora di più!
18 ottobre 2008 at 4:51 pm
mi si incanta, acci! grazie lo stesso, marina
19 ottobre 2008 at 3:27 pm
Damiani: le immagini aiutano, spesso e volentieri, a capire meglio un dato fatto. Grazie, un buon fine settimana.
Marina: mi sembra sia meglio lasciare caricare prima di vederlo tutto, capita anche a me a volte, quando ho la connessione lenta. Serata felice.
19 ottobre 2008 at 6:33 pm
Vorrei fare un ringraziamento caro per una cara persona per una sorpresa che non mi sarei mai aspettata nella mia vita.
Prima, oltre che il ringraziamento e le dovute scuse per il ritardo di questo ringraziamento, vorrei raccontare una giornata nella vita di una persona.
Una persona, dico un lui di 32 anni di età, un lavoro che è tutto il contrario delle sue aspettative di studio, una città joycianamente paralizzata. Questo lui si alza di mattina che è già stanco, sapendo che sarà la solita giornata-solfa del giorno prima.
Sciaquattura di faccia, caffé, uscita, commissioni con il pensiero “Se stasera sarò meno stanco, vorrei rimettermi a leggere. Ho un bel saggio che è ancora a metà!” Eppure era consapevole che doveva riprenderlo daccapo perché se lasci un libro per un mese ti scoccia e devi nuovamente sdipanare il filo del discorso. Con il pensiero del libro lui attraversa tutto il giorno cercando di non pensare al suo lavoro ma accarezzando l’idea di scrivere il saggio della sua vita o i libri della sua vita, certo mai la sua biografia perché non la ritiene importante. Il pensiero del libro gli dura fino alla sera e già si trova di punto in bianco che ha chiuso la macchina e ora sta pensando che a breve dopo aver varcato la soglia di casa riprenderà il tanto desiderato libro.
Si ferma però all’entrata del portone e un flash alla memoria gli ricorda che non ha ancora aperto la cassetta della posta. Dopotutto non si aspetterà che di trovare una bolletta o la solita richiesta di un rettore di quell’università che a titolo di favore gli domanderà di versare il 5 per mille (questo mai!) al suo ateneo.
Apre la cassetta e un piccolo incanto si schiude ai suoi occhi. Una busta di spessore, il suo indirizzo scritto a penna e poi…una dedica che fa nascere un sorriso che gli farà dimenticare tutta l’inutilità di quella giornata
Quel lui avrebbe sì ripreso a leggere, ma tutt’altro saggio.
Era il tuo libro, caro Gaspare.
Grazie di cuore
Davide
19 ottobre 2008 at 7:10 pm
Davide: grazie a te Davide
2 novembre 2008 at 6:11 pm
Che strano che tu, che vivi di libri, abbia ritenuto utile un video. Mi fa piacere. Grazie,
Artemisia
2 novembre 2008 at 6:28 pm
Artemisia: viviamo in un mondo dove le immagini – i video in questo caso – sono essenziali, giacché più del 70% della nostra memoria è visiva. Per tal motivo ho cercato qualche video per meglio illustrare un determinato avvenimento. Buona serata.