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Oct 092008
 

Repetita iuvant, ci dicevano a scuola, e noi non ci lasciamo sfuggire il consiglio, per cui riprendiamo e approfondiamo la figura di un grande cuoco rinascimentale.

Lo conosciamo, ne abbiamo già accennato, abbiamo già sfogliato qualche pagina del suo interessante libro pubblicato a Venezia nel 1570, stiamo parlando di Bartolomeo Scappi e della sua Opera dell’arte di cucinare, uno dei libri più completi di gastronomia del ’500, ma non solo. L’opera, giacché composta da ben sei volumi, oltre a contenere ricette di cucina, comprende soluzioni tecniche ristorative e pregiati insegnamenti culinari. Si parla della conservazione degli alimenti, si chiariscono dubbi su come allestire elegantemente un banchetto, si accennano elementi di igiene e, cosa curiosa, si segnalano ricette per persone inferme.

In queste due immagini che seguono, possiamo ammirare alcuni degli oggetti che si adoperavano nelle cucine dell’epoca rinascimentale, oggetti che, se analizziamo con attenzione, ritroviamo tutt’oggi, magari in altre forme e disegni, ma pur sempre con lo stesso valore d’uso.

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Comments

  11 Responses to “La cucina nel Rinascimento e Bartolomeo Scappi”

  1. Curioso ritrovare una specie di grattugia nella prima illustrazione (o la vista m’inganna?) e due specie di “pentola forno” nella seconda.
    Si molto moderna e molto variegata questa antica attrezzatura da cucina, dote sicuramente di cucine di papi e re, mentre il popolo comune bene andava forse se possedeva un paiolo ed una ciotola e forse nemmeno un cucchiaio…
    E dagli attrezzi veloce il pensiero va al cibo, elemento simbolico di vita, che però è ed è stato anche espressione di ricchezza e potere (ancor recentemente, in occasione di eventi “storici”, di incontri fra capi di stato ecc, le cronache non dimenticano di descrivere il menù servito nell’occasione, quasi il fasto o la semplice genuinità sottolineino degli intrenseci messaggi politici, o una chiara affermazione di tradizione storica… come sempre la mia fantasia corre troppo..).
    Un caro saluto e …”sempre buon appetito”!
    Stefi onnivora

  2. mi colpisce in particolar modo lo scolapasta!

  3. … valore d’uso …
    ben detto.
    se ci si fosse affidati al valore d’uso non saremmo in recessione economica sistemica.
    quegli attrezzi da cucina insegnano l’essenzialità dei gesti dei viventi

    ciao rino

  4. Stefi: indubbiamente c’era differenza fra una cucina destinata ai nobili e ai borghesi, e un’altra destinata al popolo, sebbene gli attrezzi non variassero molto, la loro quantità certamente sì. Ciò che invece desidero sottolineare è lo sviluppo della forma dei vari utensili, siano essi pentole, scodelle, coltelli e via dicendo e, per quanto ci appare antica e obsoleta, a me piace, specialmente quelle soavi curve e quelle rotondità che danno un carattere accogliente al cibo. Grazie, un abbraccio serale.
    Damiani: a me invece il mortaio, elemento indispensabile nella cucina rinascimentale. Buona serata.
    Amalteo: ho sempre pensato che le cose dovrebbero servire per quello che sono ed essere adoperate nel miglior modo, anche a discapito della loro forma poco elegante.

  5. Gran cucina, rinascimento… quante belle cose come piacciono a me! Mi sa che ci leggiamo nel pensiero: tra pochi giorni scriverò un post sulla cucina rinascimentale, “le focacce di Rabelais”.

    Un caro saluto

  6. Alessio: ecco, mi ci sarebbe voluta una buona ricetta… vegetariana :-) . Rimedia tu, per favore. A presto.

  7. Che goduria la cucina rinascimentale, quegli accostamenti di dolce e salato, quel mangiare con le dita per assaporare fino in fondo il piacere delle pietanze (perhcé ammettiamolo, con la forchetta è un’altra cosa).
    E poi le carni… ho la bava alla bocca se penso ai banchetti principeschi, vedo di fronte a me Enrico VIII che strappa con i denti la carne da un tornito cosciotto.
    Io sono una carnivora nata, la carne la mangio anche cruda… sono scioccata dal tuo essere vegetariano… spero che questo non ti faccia avere una brutta impressione di me.

  8. Marmott: per favore, non ti scioccare per così poco, non ne vale la pena. Ritornando alla nostra buona cucina rinascimentale, questa fu punto di svolta anche nell’uso di certi attrezzi, di certi manufatti, così come l’uso del camino… spero parlarne quanto prima. Buon pranzo!

  9. Ci avrei scommesso che eri vegetariano.
    Artemisia,
    aspirante vegetariana

  10. Artemisia: come lo sapevi? :-) Buona giornata.

  11. veramente un sito molto interessante e le foto ci fanno vededere quanto erano moderni i loro utensili!

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