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Sep 292008
 

Scrivere d’Erasmo di Rotterdam (1466-1536) sarebbe riempire pagine e pagine di storia, a me interessa solo dare due notizie, una minima informazione per delineare il personaggio.

Agostiniano, colto teologo ed elegante linguista cristiano, Erasmo era di una forte e decisa personalità, incarnando lo spirito dell’Umanesimo. Il latino era la sua lingua preferita, un latino elegante e morbido che testimonia la sua vasta erudizione. Riuscì a capire che i tempi erano maturi per cambiare, per trasformare e purificare, a suo avviso, la religione cattolica, riportandola alle origini. L’elogio alla follia è il suo più famoso libro, un libro satirico dedicato alla corruzione del clero e alla loro arida ricerca, un testo dove invoca il ritorno alla semplicità delle verità contenute nel vangelo.

I suoi scritti furono inclusi nell’Indice della Chiesa cattolica, anche quell’edizione critica del Nuovo Testamento, un’opera piena di note e riflessioni, che curò nel 1516.

Erasmo viaggio molto, dalla Francia all’Inghilterra, dall’Italia alla Germania, fu amico di Tommaso Moro, di Giovanni Fisher, di Aldo Manuzio e in ogni luogo gli offrivano restare per insegnare, ma lui declinerà sempre l’invito giacché preferiva essere libero studioso.

Pur condividendo alcune idee protestanti, Erasmo non fu un riformatore religioso come Lutero (1483-1546) o Calvino (1509-1564), fu solo un erudito uomo di lettere e un grande umanista del ‘500, che lottava contro l’ignoranza e superstizione dei suoi tempi.

Comments

  17 Responses to “Due parole su Erasmo da Rotterdam”

  1. …credo che ancor più i giorni nostri avrebbero tanto bisogno di pensatori di questo calibro!! Chissà se nei cicli e ricicli storici, prima o poi emerga qualche figura di altrettanta levatura.
    Stefi

  2. Uno dei personaggi più belli di tutta la storia, ritratto dal “mio” Hans Holbein; insieme a Montaigne i più “moderni” pensatori dell’occidente, più moderni di molti nostri contemporanei…

    Ricordo con piacere la bellissima biografia di Huizinga

    Un saluto

  3. Stefi: chissà se ci sarà un altro Rinascimento! Speriamo che nascano personaggi che possano determinare un nuovo e forte sviluppo culturale… o forse già ci sono e non li comprendo. Mah! Buona serata.
    Alessio: il tuo buon Hans Holbein lo ritrasse davvero bene. Saluti serali.

  4. Dici bene: non fu un riformatore, non fu un rivoluzionario del nuovo spirito religioso, accompagnò invece questo moto riformatore con parole di saggezza, pacate seppur pacifiche. Una voce da tenore tra tanti soprani, calda, morbida.

  5. Marmott: qualche giorno fa, parlando con Alessio, ricordavamo come Erasmo, residente per un periodo di tempo a Venezia, fu buon amico di Manuzio, frequentando la sua ben nota tipografia. Ciò per risaltare il suo essere colto, il suo saper scrivere bene, il suo lottare contro l’ignoranza – mi verrebbe da scrivere, ahimè, anche religiosa – di quegli anni. Buona serata.

  6. Verissimo… ho letto qualche cosa sul laboratorio di Manuzio, di come Erasmo fosse stato ospitato nella sua stessa casa, di come lo studio fosse un brulicare di artisti operosissimi e silenziosi, forse Manuzio voleva mostrare, anche per vanità, quello che aveva creato agli altri. Quello che più mi piaceva era la figura della moglie di Manuzio che si occupava di tutta quella gente dall’alba al tramonto. Adoro queste figure femmili silenziose e indispensabili.

  7. Marmott: personaggio importante quel Manuzio, Aldo, socio insieme al figlio del doge di una importante tipografia veneziana, anzi, la più importante di fine 1400 inizi 1500. Di Aldo mi piace ricordare il suo essere stato uno dei primi a introdurre il libro tascabile, nel senso che ridimensionò il formato, una volta grande, enorme, adatto solo per essere letto su un leggio, ora più piccolo, preparato per essere facilmente trasportabile. E il buon Erasmo era di casa nella sua tipografia, ma anche nei suoi alloggi.
    Mi piace il tuo sottolineare la figura femminile, la moglie di Manuzio, donna delicatamente colta e raffinata. A presto. Un saluto serale.

  8. Più che un rinascimento vedo una fase di marcata decadenza, un premedioevo rozzo e folle.

  9. Renzo: mi hai fatto sorridere; in ogni modo concordo, oggi la cultura non mi sembra tanto accettata come una volta e i costumi, così come gli usi, che si stanno sviluppando non sono certo da civilizzazione progredita. Buona serata.

  10. Sì, è una bella figura Erasmo da Rotterdam soprattutto per il suo spirito libero, amante della coerenza e del sapere.
    La nostra epoca è un po’ confusionaria e presa dalla tecnologia e dal consumismo, ma io credo che ci sia ancora qualche Ersamo che brilla come le lucciole che non tutti sanno scorgere nel buio.
    giovanna

  11. Concordo con Giovanna, ce ne sono di Erasmo anche al giorno d’oogi ma forse meno in proporzione di un tempo o la folla e’ aumentata… chissa’.
    Un caro saluto
    Dona

  12. scevro da qualsiasi preconcetto.
    Guida intellettuale insostituibile, una figura che toccherà approfondire!

  13. Giovanna: certo, sicuramente ci sarà, come c’è sempre stato qualcuno che ha caratterizzato ogni epoca sia storica che letteraria; forse siamo troppo immersi nel nostro apparire che non vediamo coloro i quali brillano di luce propria. Grazie per commentare. Un saluto.
    Dona: chissà se c’è una proporzione matematica!Un abbraccio.
    Damiani: da approfondire, ben dici. Spero poterlo fare più in là. Una buona giornata.

  14. magistrale sintesi biografica sul ruolo di erasmo da rotterdam nella cultura europea.
    mi colpisce sempre la flessibilità della cultura cattolica nell’essere interpretata reinterpretata in ogni tempo.
    ho preso dallo scaffale gli adagia di erasmo nella ediziione salerno editrice di roma (un libro piccolo e alto
    lo apro a caso per te e vi trovo:
    “è saggio invano chi non è saggo per sè”
    come vediamo occorre affidarsi al caso.
    mi sembra che questo adagio si attagli alla tua personalità.
    e io tento di applicarmici

    ciao carissimo

  15. Amalteo: grazie di cuore, mi lusinghi, non merito tanto, dopotutto cerco di dare solo ciò che ho, e purtroppo è davvero poco. Un caro saluto.

  16. Uno dei pochi blog interessanti (intelligenti) che mi è capitato di visitare

  17. Pietro: grazie, sinceramente mi lusinghi. A presto. Buona giornata.

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