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Sep 072008
 

Da Pistoia a Firenze Rifredi il treno impiega meno di 40 minuti, qualche pagina di un buon libro, magari di storia locale. Poi un’attesa di una quindicina di minuti e infine a Poggibonsi, cittadina accoccolata sulle dolci colline senesi, dove si arriva in un’ora esatta. Ed è proprio davanti alla stazione la fermata dell’autobus che mi portò, lunedì 1 settembre, nella splendida San Gimignano, città dalle leggendarie torri, a due passi da Siena.

Mi alloggiai in un delizioso bed and breakfast, che mi permetto consigliarvi, Palazzo al Torrione, poche camere, silenziose, graziosamente decorate, un ambiente familiare, con una gentilissima padrona di casa. Ero entrato per porta San Giovanni e il mio sguardo si era subito posato sulla via che sale verso piazza della Cisterna, una via affollata di gente che sbirciava più le vetrine dei negozi che la magnificenza dell’architettura, eleganti palazzi a destra e a manca, taluni con finestre bifore davvero belle a vedersi. Dicevo che i distratti turisti erano attenti alle compere piuttosto che alle realtà artistiche, e ciò mi duole perché la città merita essere particolareggiata, specialmente sollevando spesso lo sguardo verso l’alto, verso quelle torri che sono talvolta imponenti e grandiose.

 

Dunque le torri, una quindicina ancora in piedi, alcune mezze-torri, altre intere, altre ancora semplici mozziconi, chiamano l’attenzione del viaggiatore, facendo riflettere sull’importanza della città nel XIII-XIV secolo. E fu proprio nel XIV secolo che si costruì la seconda cerchia delle mura, dovuta all’aumento della popolazione venuta dalle campagne adiacenti. Dante Alighieri passò di qua nel maggio del 1300, ambasciatore fiorentino, di cui si hanno testimonianze grazie a un suo intervento al Consiglio comunale, in data 8 maggio 1300. Per di più, la via Francigena proprio là, ragione del suo sviluppo economico, con taverne, ricoveri, ospedaletti, chiese, monasteri, gente che va, gente che viene, gente che resta.

 

Per un amante di storia e dell’arte, San Gimignano offre tanto. Musei, palazzi, cortili, la bella Collegiata, chiese, chiesette, case affrescate, il Castello, la Rocca, insomma occorrono a dir poco due tre giorni per assaporarla in pieno.

All’interno della Collegiata, oltre ad affreschi di Barna da Siena, Bartolo di Fredi, Taddeo di Bartolo, troviamo due opere di Domenico Ghirlandaio, Le esequie di S. Fina e S. Gregorio annuncia la morte a S. Fina, inutile dire che sono dei veri capolavori che bisogna osservare con somma attenzione. Dimenticavo Jacopo della Quercia e le sue sculture lignee, policromate, del XV secolo.

 

Tempo ben speso è entrare nel cortile del Palazzo del Comune, di fine 1200 inizi 1300, costruito principalmente in cotto e decorato con gli stemmi in affresco dei podestà succeduti.

Al tramonto di un giorno appena trascorso in piacevole compagnia, star seduti su un muricciolo, contemplando il panorama sottostante, verso Siena per esempio, è uno dei piaceri che bisogna prendersi, specialmente se la serata è fresca e gradevole. Così come bighellonare, alla fioca notturna luce dei lampioni per le stradicciole, talune rette, talune curve, talune in salita. E se chiudessimo gli occhi, potremmo immaginare vivere nel XIV secolo, magari ascoltando i monotoni rintocchi della campane, il cambio delle guardie, gli zoccoli degli ultimi cavalli che rientrano dalle campagne, degustando in una taverna un gustoso vino rosso, un Chianti che ancora oggi è uno dei migliori vini del mondo.

Non mi dilungo, non è oggetto di questo articolo.

L’Italia è piena di luoghi incantevoli, luoghi che dovrebbero essere visitati una e un’altra volta, luoghi che sono impregnati della nostra storia, del nostro passato, della nostra vita, di noi stessi.

 

Rino, nell’Italia storica.

Comments

  16 Responses to “Un lunedì a San Gimignano fra arte e storia”

  1. Ho un bellissimo ricordo di san Gimignano e il tuo post mi ha fatta ritornare tra quei vicoli e in quelle piazze. Mi piacerebbe rivedere il paese in un momento in cui ci sia poca folla, forse in autunno. Grazie per il bel ricordo risvegliato. Buona domenica.
    Annarita

  2. Ai vv. 130-131 del canto XXIX dell’Inferno dante recita
    E tra’ ne la brigata, in che disperse
    Caccia d’Asciano la vigila e la fronda,
    (ed escludi la brigata nella quale Caccia d’Asciano dilapidò la vigna e gli ampi possedimenti).
    La brigata spendereccia di cui parla Dante era un accrocchio di giovani senesi benestanti il cui unico scopo era quello di spendere il denaro delle loro famiglie e S.Giminiano era una sorta di Parioli di allora, residenza privilegiata delle ricche famiglie di mercanti di Siena.
    Folgòre da San Gimignano, poeta probabilmente conosciuto da Dante, ne “Sonetti de’ mesi” ai primi versi recita così:
    A la brigata nobile e cortese
    en tutte quelle parte dove sono
    con alegrezza stando sempre dono
    cani uccelli e danari per spese

    Incuriosita ho dato una sbirciata alla guida Touring… un bel po’ di pagine per un paesino… mi sa che tocca farci una capatina.

  3. Annarita: vale davvero la pena visitare San Gimignano, meglio, come ben dici, in autunno inoltrato, quando i turisti sono pochi. Grazie. Una buona serata.
    Marmott: certo, e Dante passò da quelle parti, credo, sostenendo la tesi Guelfa, se non ricordo male. Se hai tempo e voglia, in un paio di giorni si ha una certa visione d’insieme della città. Un saluto.

  4. E’ verissimo. L’Italia è tutta da visitare da cima a fondo. E non capisco proprio quelle persone che, senza aver visitato nulla, prenotano ogni anno costosissimi viaggi all’estero.

  5. La Toscana è piena di tesori… chissà che non possa gderne anche io fra un po’ :)

    A presto

  6. Chirieleison: chissà perché l’erba del vicino è sempre più bella? Personalmente, preferisco la mia-nostra erba, l’erba della nostra Italia che non ha nulla da invidiare alle altre. Un abbraccio.
    Alessio: lo spero di tutto cuore, e tu lo sai :-)

  7. E’ una mia grande lacuna questo itinerario da te ben descritto e che io conosco per studi. Per impedimenti vari non sono riuscito a fare questo viaggio più volte programmato, però mi riprometto di sopperire al più presto. San Gimignano, Siena e dintorni li sogno dal Liceo. Grazie, Rino, per gli stimoli e le sollecitazioni. Buon inizio di settimana e a presto.

    U.
    Amici di Pirandello, Sciascia, Empedocle.

  8. S. Giminiano, come si fa, dopo averla vista, non mantenerla viva nei ricordi per sempre??
    Purtroppo quando la visitai potei dedicarvi solo una mezza giornata. Mi ripromisi di tornarvi ma ancora non vi sono riuscita.
    Però la ricordo tutte le volte che uso una deliziosa e minuta oliera in vetro molto fine, che chiamò la mia attenzione da una vetrina dei tanti negozietti di souvenir…
    Un caro saluto.
    Stefi

  9. Ubaldo: l’Italia, la nostra bell’Italia, merità tutta la nostra attenzione, artistici paesini nascosti fra le montagne, cittadine sconosciute e piene di storia, paesaggi davvero armoniosi… Buona settimana.
    Stefi: in verità merita ben più di una mezza giornata, personalmente in quasi due giorni riuscii a vedere ben poco. Anch’io ritornerò. Buona felice giornata.

  10. Confesso anch’io di non essere ancora stato a San Gimignano. Ma non è detta l’ultima parola. Sono molto legato alla provincia di Siena ed a quella zona tra Alto Lazio Umbria e Toscana che viene definita “Tuscia”.
    Da moderato esterofilo, vorrei aggiungere che è si vero che l’Italia è una fonte inesauribile di storia, arte ed anche di tradizioni ma, a parer mio, la conoscenza delle lingue straniere, la conoscenza della storia di paesi europei ed extraeuropei ed i viaggi (fai-da-te è meglio!) fuori dai nostri confini, ci rendono degli italiani migliori!

  11. Eternauta: certo, è indubbio che una cultura universale, ampia, variegata, rende l’essere umano – spesso, ma non sempre – più civile, più dotto, migliore. Eppure, esiste una parte notevole di italiani che non conosce la storia del luogo dove abita, non conosce la propria realtà e allora mi chiedo: quanto vale aver viaggiato all’estero, averne assorbito le buone cose, quando poi si è privi di coscienza storica nazionale? Un abbraccio, da un Rino esterofilo.

  12. Sei talmente amante della storia che ci hai raccontato questo viaggio usando il passato remoto.
    Sono d’accordo sul riscoprire i piccoli centri a portata di mano invece di andare ad inseguire esotiche realta’ che neanche siamo in grado di capire.
    Un caro saluto,

  13. Artemisia: grazie, a buon rendere. Un caro saluto da una Toscana accaldata!

  14. Un racconto davvero ricco di fascino e dettagli! Mi sono permessa di segnalarlo come meritevole recensione esterna su trivago.it, una delle maggiori community di viaggiatori.

  15. Puccix2: grazie, a buon rendere. Vado a curiosare, invitando i miei lettori a visitare il vostro sito. Una buona giornata.

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