Pistoia, 27 agosto 2008
Mio carissimo Alessio,
stamani ero seduto nello stesso caffè dove eravamo qualche settimana fa, quel caffè San Giovanni che ci vide e ascoltò le nostre piacevoli conversazioni storiche. Ed è a proposito di queste che desidero scriverti, giacché il tempo tiranno non ci permise dissertare ulteriormente su quell’argomento che avevamo ben impostato e che tanto appassiona sia te che me: Gutenberg, la stampa, i torchi, i caratteri mobili, i libri.
Tu dicevi che i caratteri mobili del nostro permettevano, correggendo le bozze, stampare libri privi di errori ortografici – salvo eventuali altre sviste – e che la Bibbia a 42 linee aveva inaugurato non solo un nuovo modo di diffondere la cultura, legato all’imprenditorialità e al nuovo e fiorente commercio, ma anche alla nuova forma di comunicare tra i dotti, grazie alla – certamente oggi scontata – uniformità dei testi. Cosicché, la pubblicazione in serie dei libri permetteva ad ogni singolo studioso riferirsi a un determinato testo, uniforme e codificato, indicando, per esempio, numero di pagina, senza rischiare che questa potesse essere diversa da quella di un’altra copia, come sovente accadeva nei manoscritti.
Però, e qui non siamo riusciti a proseguire, a definire un passo - ricordi che erano le 10 di sera e dovevano chiudere il locale? -, un passo a mio avviso importante, però, dicevo, credi che i libri stampati allora, e ti parlo di fine 1400, abbiano preparato il terreno al futuro Martin Lutero? È altresì indubbio che la maggior parte dei volumi editi erano opere religiose, strettamente in latino, erano opere dedicate all’esaltazione della Chiesa, di Dio, libri rivolti per lo più ai dotti, a coloro che sapevano leggere, e costoro non erano molti.
Così stamani riflettevo, sorseggiando un caffè e aspettando che aprisse la chiesa di San Giovanni Fuorcivitas, che non siamo riusciti a visitare perché chiusa in quei momenti da noi erroneamente scelti: anche la devozione ha i suoi orari!
Un abbraccio e un doveroso saluto alla tua dolce metà.
Tuo Rino.











Graziosissima l’idea di proseguire un ragionamento via blog fatto face to face! Sono queste cose che rendono grande la rete, strizzando l’occhio a Gutemberg, naturalmente…
duccio
Se capiti a Roma felice di accopmagnarti per biblioteche. Ho visitato per lavoro la Casanatense e l’Angelica, fanno venire voglia di fare gli storici bibliotecari.
Dal mio nome arrivi ad un vecchio post su uno dei libri antichi che ho in casa. Quando finirò le ferie ti romperò di meno!
Caro Rino, che bello potere affrontare simili dissertazioni, circondati come siamo, quotidianamente, da un vuoto sempre più invadente… che invidia…
un bacione
Duccio: purtroppo non abbiamo potuto proseguire la nostra conversazione, cosicché abbiamo pensato di farlo in rete, magari coinvolgendo coloro i quali desiderano.
Grazie del tuo invito, sicuramente approfitterò, in un futuro, del tuo buon cuore; stessa cosa dicasi se vieni da queste parti. Un caro saluto serale.
Maria: sarei lieto se tu partecipassi a questi post-conversazioni, giacché questo è il primo di una serie che ho ideato insieme ad Alessio. Un abbraccio.
Ma che bella questa cosa, non lasciare i discorsi al vento vinti dai ritmi e dalle “chiusure” che la vita moderna ci impone… sfruttare la modernita’ della rete per prendersi una certa rivincita vuol dire genialita’.
Un caro saluto a te e ad Alessio
Dona
ps. commento recuperato!
Molto carina l’idea. Vi ci vedo proprio conversare di storia seduti al caffe’.
Rino, prima che me ne dimentichi. Ti volevo segnalare che al Festival della mente che si terra’ a Sarzana questo fine settimana ci sara’ una conferenza che credo ti interessera’: Carlo Ginzburg con Antonio Gnoli “Vero falso finto. Scrivere di storia oggi”
http://www.festivaldellamente.it/eventi_dettaglio.asp?id=157
Io non potro’ parteciparvi pero’ sul sito del festival successivamente metteranno, come per gli altri anni, l’audio di ogni intervento e quindi conto di risentirlo online.
Ciao,
Dona: i buoni discorsi bisogna pur proseguirli, specialmente quando sono interessanti e intavolati con persone colte e stupende, come lo è Alessio. Peccato il tempo corra in fretta. Un abbraccio sincero e un sempre grazie.
Artemisia: sai che il tema del prossimo post sarà proprio sulle false notizie della storia! Coincidenza, telepatia? Mah! Grazie in ogni modo per segnalarlo, lo ascolterò in rete. Un caro saluto.
Caro Rino, risponderò alla tua al più presto.
La domanda che mi poni richiede una risposta articolata.
La troverai tra qualche giorno nel mio blog:
http://www.vautrin.wordpress.com
A presto
Bene!
Alessio: leggo il tuo commento e aspetto la tua opinione. A presto, dunque.
Artemisia: interessante il tuo post sulla voglia di sapere, conoscere. Buona serata.
…un caffè fumante,
la compagni d’un amico,
tra mure antiche,
parlando della storia…
momenti belli!
passando a salutarti !!!!
ciao!
Klara: grazie per le belle parole. Un abbraccio.
[...] – Rino ad Alessio (I) [...]
[...] parte di quegli splendidi e decisivi anni che daranno vita all’Umanesimo, al Rinascimento, alla stampa con i torchi e via [...]
Rino, hanno finalmente pubblicato i file audio del Festival della mente.
Qui trovi quello di Ginzburg-Gnoli:
http://www.festivaldellamente.it/eventi_dettaglio.asp?id=157
Ciao,
Artemisia
Artemisia: grazie della segnalazione, stasera ascolterò con vero piacere. Un abbraccio.
Oggi, ho avuto modo di riflettere su quanto letto ieri sera.
Sono stata a Parigi con un gruppo di giovani ragazzi diciasettenni che provengono da situazioni famigliari multiproblematiche. Lo scopo del viaggio era quello di avvicinarli ad un altra possibilità/realtà lavorativa passando per Il centro per l’impiego di Parigi ( primo in Europa). Questo gruppo di ragazzi ha avuto anche la possibilità di confrontarsi con una cultura diversa. Sono ragazzi che non sono mai usciti dalla loro città, alcuni neanche dal proprio quartiere. Ecco quella che era la mia riflessone: molti giovani, adulti di domani hanno in mano un futuro che non considerano ricco di quelle che sono le meraviglie e le risorse che gli circondano. Sono stata a Parigi con nove ragazzi che si sono annoiati che non avevano voglia di visitare nulla che tutti i monumenti erano uno schifo che erano “incavolati” perche non trovavano il negozio di “fotlooker” ( non so nemmeno se sia scritto così). Eppure io e la mia collega non ci siamo lasciate sopraffare hanno camminato, ammirato ( meglio guardato) e ascoltato( più o meno).
Non vi è educazione ne nelle famiglie ne nelle scuole al gusto, alla ricerca del particolare.
Mi preoccupa fortemente questa noia che gli assale e gli tormenta e questo bisogno di ricerca e sfida estenuante verso il proebito: le sostanze perchè solo grazie a ciò si sentono forti ed infine, la paura del confronto con il diverso sia essa un’opera, un colore, un individuo…
Grazie di cuore Rino per la possibilità che mi dai permettendomi attraverso il tuo blog di “utilizzarti” con mia figlia che ama molto di più la storia perchè, dice, che le sembra di viaggiare dentro di essa.
Sinceramente, Tiziana
Tizy: purtroppo è il risultato di una economia basata principalmente sull’avere, sull’apparire, su una materialità sfrenata. Colpe? Certo, dei padri, dei nonni, di tutti noi che non sproniamo i giovani, della pessima televisione che alberga programmi da sottosviluppati, e coloro che fanno qualcosa di serio, come te e qualche altro, viene tacciato di ?… insomma dopotutto, nessuno da più di quello che ha e la massa ha poca cultura da dare e compartire. Buona giornata.
[...] – Rino ad Alessio I [...]
[...] che può inventare oggetti utili al suo benessere, che le sue idee possono, tramite la stampa dei caratteri mobili, raggiungere migliaia di altri uomini, anche in terre lontane, e poterli informare. Quell’uomo, [...]
[...] – Rino ad Alessio: Riflessioni su Gutenberg, lettere a un amico (I) [...]
[...] – Rino ad Alessio I [...]
[...] – Riflessioni su Gutenberg: lettere a un amico (I) [...]
[...] Alla diffusione sia dell’Umanesimo che della cultura antica collaborò in modo specifico l’invenzione della stampa. [...]
[...] nascere, morti magari in numero minore rispetto a cento anni fa. E che dire della nuova rivoluzione gutenberghiana? La rete, internet! L’informazione, il veloce scambio delle idee, il diffondersi delle notizie in [...]
[...] Riflessioni su Gutenberg: lettere a un amico (I) [...]