Roma, tra la fine del 1400 e l’inizio del 1500

Con l’esilio dei Medici da Firenze, nel 1494, Roma diventa per alcuni decenni uno dei centri più brillanti del Rinascimento italiano, grazie anche ad alcuni papi mecenati, quali Alessandro VI Borgia, Giulio II, Leone X (nella foto qui a lato) che faranno di tutto per riunire nella capitale artisti della classe di Michelangelo, Raffaello, ed altri ancora.

Oltre a tutta una schiera di pittori, letterati, musici, scultori, vi era anche una massa poco uniforme di gente che andava alla ricerca dell’agiatezza e del successo, attratta altresì dallo sfarzo della vita romana, gente che proveniva da tutta Italia, perfino dalla divisa Europa. Ecco dunque rampolli dell’aristocrazia o dell’alta borghesia di provincia in cerca di benefici e distrazioni; intellettuali con la voglia di gloria e fama; persone bramose, buffoni, saltimbanchi che si sforzavano di fare strada divertendo e allietando le giornate dei loro padroni.

Raccontano le cronache dell’epoca di alcuni di questi: Acursio, un apprendista orafo divenuto cameriere segreto di papa Giulio II; Serapica, un guardiano di cani anch’egli successivamente cameriere segreto di Leone X; padre Mariano, il più celebre giullare alla corte prima di Leone X e poi di Clemente VII che occuperà l’invidiata sinecura; e via dicendo.

Roma attirava dunque una quantità enorme di gente. Si pensi che da circa 30.000 abitanti della fine del XV secolo, passerà a 50.000 nel 1520, per raggiungere le 55.000 unità nel 1526, anno del più antico censimento noto e un anno prima dell’arrivo dei lanzichenecchi di Carlo V che la metteranno a ferro e fuoco. Nell’ultimo decennio del 1500 avrà ben 100.000 abitanti.

Durante il pontificato di Leone X, si sosteneva che la Città Eterna era in mano ai fiorentini, in quanto il papa Giovanni de’ Medici si era circondato di una folta compagnia, familiare e non, di suoi compaesani, calcolando, gli storici, essere codesta di oltre settecento persone. Caratteristica da notare e mettere in rilievo che tale moltitudine viveva alle spalle della Chiesa.

Eppure, così come venivano, così andavano via. Ogni papa, aveva il suo entourage, entourage che scompariva dopo la morte di costui: folla di parenti, servitori, cortigiani che accompagnavano le giornate del pontefice, quasi come vegetali, si allontaneranno, alcuni andranno a chiedere l’elemosina, altri moriranno di fame, altri ritorneranno nei loro paeselli d’origine, altri ancora nuoteranno cadaverici nel Tevere: si sa, le vendette erano anche all’ordine del giorno.

Curiosando nelle statistiche del tempo, si evidenzia una peculiarità: la predominanza dell’elemento maschile sul femminile, cioè, Roma aveva più uomini che donne. Ed è subito chiarito il perché: a parte i numerosi ecclesiastici, normalmente celibi, vi era anche una certa quantità di uomini venuti da fuori che risiedevano nella città per intavolare trattative e commerci con la Curia; poi certuni che avevano ottenuto cariche, acquistandole, connesse con la corte pontificia, anch’essi non sposati, con la speranza di fare carriera; per non dimenticare artisti e intellettuali, spesso scapoli, che desideravano solo farsi un nome e andare a lavorare altrove; seguivano cortigiani e servitori che non avevano né voglia né denaro per portarsi dietro le loro famiglie. Non trascuriamo i pellegrini, i devoti, gli ambasciatori, i militari…

A Roma vivevano in quegli anni più uomini che donne.

Orbene, la carne era debole – è debole – costoro avevano pure bisogno di qualche servizio, servizio che determinate donne offrivano. Secondo un censimento del 1490 voluto da papa Innocenzo VIII, in città vi erano non meno di 6.800 peripatetiche, non includendo le ruffiane e le protette dalla chiesa. Talaltri autori dicono essere state molto di più, ma l’argomento rilevante è che ne usufruivano (brutto termine!) tutti, prelati compresi, rari erano coloro che non mantenevano una concubina o prostituta.

Roma era capitale della Cristianità e nello stesso tempo capitale della prostituzione!

Verrà la Controriforma, qualcosa cambierà! Qualcosa!

*****

 

Ulteriori informazioni su Roma di fine XV sec. in G. Armato, Passeggiando per la storia, pagg. 63 e segg.


13 Risposte to “Roma, tra la fine del 1400 e l’inizio del 1500”

  • Alessio Miglietta

    Leggendo dei saltimbanchi di Leone X mi è venuto in mente il curioso, irriverente, grottesco, surreale romanzo storico di Madsen:

    http://www.ibs.it/code/9788882371319/madsen-david/memorie-nano-gnostico.html

    Un saluto

  • babilonia61

    Alessio: grazie, non conoscevo quel titolo. I tuoi consigli sono sempre benvenuti. A presto.

  • chirieleison

    Tutta la Storia del mondo è passata da Roma e ha lasciato la sua impronta immortale.
    Papa Borgia, nel bene e nel male, è stato uno dei Papi che non è passato inosservato.
    Gli dobbiamo anche il rogo di Savonarola…
    Un caro abbraccio

  • Stefi

    Caspiterina! Fra la fine e l’inizio (dunque uno spazio temporale che sembrerebbe quasi insignificante, di routine..) del secolo succedono tutte queste cose!…
    Credo di incominciare ad intuire i prodromi dell’attualità!…
    Alcune impressioni:
    - sul movimento di corti intere mi viene da pensare a quei manager che quando cambiano “azienda” sono soliti portarsi dietro tutto il loro staff… (si sa, chi ha potere lo ha conseguito soprattutto appoggiandosi a persone assolutamente fidate e pronte a sacrificarsi!)
    - in specifico sulla corte, scusa la mia ignoranza o ingenuità, ma i “segretari segreti” del papa di turno erano peripatetiche dell’altro genere?? se no che motivo avrebbero avuto di essere segreti, o no?, anche se mi pare (ma non ho approfondito) che i costumi non fossero così nascosti (certo che le vicende dei Borgia e le storie tramandate da certa letteratura o cinematografia su Alessandro VI ed i figli Cesare e Lucrezia danno di che pensare… e se è vero che Lucrezia fu insignita del titolo di Vice-papa mi viene da pensare, più che a una chiesa illuminata, aperta al femminile, ad un’azienda a “controllo familiare”, scusa ma sto divagando..)
    - che tali posti di lavoro fossero ambiti (comunque consoliamoci nel pensare che erano precari anche all’epoca, con un nuovo papa tutti a casa…) non mi stupisce visto che ai relativi onori non corrispondevano oneri di tipo ecclesiastico o religioso. Certo che se i due, ritratti alle spalle di Leone X, erano i suoi “segretari segreti” non hanno certo un’espressione molto felice o goduriosa.. ma magari era lo stile del tempo e del genere ad imporre una certa severità e conseguente tristezza…
    - una banale osservazione sui “mezzi di produzione”: tutta questa moltitudine di persone viveva alle spalle della Chiesa, ma la Chiesa come e da chi si riforniva dei beni necessari per “mantenere” questa folla così eterogenea…? Le tasse (o come si chiamavano) non arrivavano comunque da quelle stesse persone?? Dobbiamo ipotizzare una certa forma di “ridistribuzione”?
    - sulle statistiche che forse (ma dico forse) potrebbero aiutare a delineare un fenomeno. Se le peripatetiche, alla data citata, rappresentano circa il 23% di tutta la popolazione dell’epoca e se questa era a maggioranza di genere maschile (ipotizziamo un 60%?) viene da concludere che circa il 58% del genere femminile praticava l’arte o mestiere più antico del mondo…e non oso pensare a che percentuale saliremmo se si potessero includere i dati sulle ruffiane e le protette dalla chiesa… forse resterebbe un 20-30% (includendo le neonate, le bambine e le vecchie..) di “pie donne”?
    - mi chiedo se l’essere mecenati di questi papi non fosse come poter sfoggiare un ulteriore simbolo di potere (come ad es. oggigiorno essere alla guida di un panfilo, o altro..), in quanto credo che chi ha cultura, ami realmente la bellezza, le arti, l’armonia non possa corrompersi e corrompere per mantenere ed estendere il proprio potere, mi sembra siano due cose in contrapposizione… ma mi sorge un dubbio, anche se molto recondito, che ciò fu possibile proprio in una Roma con due facce per la stessa medaglia, una sacra ed una profana che sfilano insieme proprio, come Bocca di Rosa e la Vergine in prima fila della nota poesia di De André.

    scusate lo schematismo voluto per evitare di essere prolissa e scusate per non esservi riuscita.

    Stefi un poco ironica

    p.s. molto intrigante il titolo suggerito da Alessio, approfondirò…

  • babilonia61

    Chirieleison: indubbiamente, da capitale di un grandissimo impero (mi riferisco all’Impero romano) a capitale piena di peripatetiche. Purtroppo accanto al sacro c’è sempre il profano, mi sembra essere un’assioma. Buona giornata.
    Stefi: le donne riservate al clero venivano chiamate cortigiane, donne con una certa educazione, una certa cultura, un certo modo di fare e stare in società, che poi, dopo un ricevimento o una riunione, si lasciassero andare ai piaceri della carne, be’… Per esempio, la preferita dal cardinale Armellini, aveva come nome di battaglia Dama Onesta! Ve n’erano per tutti i gusti: romane, fiorentine, lombarde, milanesi, ma anche greche, spagnole, tedesche, e così via. Tanto era remunerativo l’essere cortigiane che le mamme dell’epoca preparavano le figlie per quel lavoro. Ritornando alle prostitute, pensa che il cardinale Rusticucci, sotto Clemente VIII, calcolava che a Roma, alla fine del 1500, ne giravano 13.000 (gli storici non concordano con la cifra).
    La Controriforma cambierà qualcosa e specialmente papa Pio V – papa dal 1566 al 1572 – fu duro con loro, le peripatetiche verranno perseguite per legge, nei primi tempi con poco risultato, poi, poco a poco, alcune di loro entrarono nei conventi, diverse si rifugiarono altrove, altre ancora vennero uccise, sebbene qualcuna, ben protetta, proseguì il suo lavoro.
    Ogni papa aveva la sua corte, formata da persone a lui vicine, familiari, amici, parenti, corte che, come detto, scompariva con l’arrivo del nuovo, specialmente se antagonista.
    In quei tempi, le cariche si compravano, la Chiesa viveva anche di questo denaro, oltre che dal denaro che arrivava dalle vendita delle indulgenze, o da laute offerte dei ricchi che, commettendo peccati, pagavano volentieri per essere perdonati e morire in santa pace, vedi, per fare un esempio, i banchieri che trattavano l’usura.
    Ci sarebbe tantissimo da aggiungere e… come sempre, grazie per le interessanti riflessioni, mi fanno veramente piacere. Un abbraccio.

  • duccio

    Dunque rispetto agli entourage di oggi la situazione non è cambiata di molto, anzi, in relazione alla cultura del tempo direi che è peggiorata. La tua coclusione – … capitale della cristianità e della prostituzione – è forse una metafora della modernità che sarebbe venuta?
    Caro Rino, da romano non posso che leggerti con passione! ;-) duccio

  • babilonia61

    Duccio: tutto cambia per nulla cambiare, diceva qualcuno :-) . Buon ferragosto.

  • Stefi

    …quindi le “cortigiane” rappresentavano il continuum storico italico delle “etere” della Grecia classica!
    Grazie ancora per gli approfondimenti ed una considerazione finale: è proprio vero che attraverso le curiosità, gli aspetti più comuni della vita è più piacevole accostarsi alla Storia ed aver lo stimolo ad approfondire. Poi purtroppo non sempre c’è abbastanza tempo per farlo.
    Un abbraccio e buon ferragosto.
    Stefi

  • babilonia61

    Stefi: più o meno come quelle Etere rappresentate nelle scene di banchetti greci, nelle ceramiche.
    Certo, sono i particolari che fanno la storia, da loro si può risalire all’universale. Buona giornata e un ferragosto pieno di serenità.

  • Tizy

    Questa proprio, non la sapevo i libri scolastici non menzionano…chissà perché…;)
    Molto interessante e…indiscreto.
    Tizy

  • babilonia61

    Tizy: tante cose i testi scolastici tralasciano, forse per mancanza di spazio o di tempo negli studi, o ritengono non di interesse comune. Un abbraccio.

  • Artemisia

    Dunque Firenze oltre a cuccarsi il Savonarola doveva assistere anche alla fuga dei cervelli!
    Ciao, grande Rino!

  • babilonia61

    Artemisia: anche, dipendeva da chi stava al governo, dalla situazione politica… piccoli corsi e ricorsi. Felice giornata.

Una tua opinione sarà gradita

Fill in your details below or click an icon to log in:

Gravatar
Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 48 other followers