L’erba del vicino è sempre più verde, dice un vecchio adagio; ecco perché ci piace visitare altri Paesi piuttosto che il nostro (sic!). Per carità, non desidero togliere nulla agli altri, benché in Italia vi siano tali e tante attrazioni che vengono a conoscerle sin dai più remoti angoli della terra.
Alla fine dello scorso anno ebbi il piacere di trascorrere qualche giorno a Trieste, girovagando per le sue strade, i suoi musei, le sue piazze, i suoi palazzi, la sua storia.
Chi meglio dello scrittore triestino Scipio Slataper (1888-1915) ce ne può parlare.
Annotava nella sua autobiografia:
“E io vado per le strade di Trieste e sono contento ch’essa sia ricca, rido dei carri frastornanti che passano, dei tesi sacchi grigi di caffè, delle cassette quasi elastiche dove fra trine e veli di carta stanno stivati i popputi aranci, dei sacchi di riso sfilanti dalla punzonatura doganale una sottile rotaia di bianca neve, dei barilotti semisfasciati d’ambrato calofonio, delle balle sgravitanti di lana greggia, delle botti morchiose d’olio, di tutte le belle, le buone merci che passano per mano nostra dall’Oriente, dall’America e dall’Italia verso i tedeschi e i boemi.
Se voi venite a Trieste io vi condurrò per la marina, lungo i moli quadrati e bianchi nel mare, e vi mostrerò le tre nuove dighe nel vallon di Muggia, fisse nell’onde, confini della tempesta, costruite su enormi blocchi di calcare cementato. Per il nuovo porto minammo e frantumammo una montagna intera. Mesi e mesi di furibondi squarciamenti che rintronavano l’orizzonte e s’abbattevano come il terremoto sulle nostre case piene di finestre. E piccoli vaporini, un po’ superbi del loro pennacchio di fumo, facevan rigar dritte lunghe file di maone tutte pancia, e dalla strada napoleonica si vedeva sfolgorar nel mare i carichi di pietra scintillante. Quest’è il quarto porto di Trieste. La storia di Trieste è nei suoi porti. Noi eravamo una piccola darsena di pescatori pirati e sapemmo servirci di Roma, servirci dell’Austria e resistere e lottare finché Venezia andò giù. Ora, l’Adriatico è nostro”.
(da: Il mio Carso, Scipio Slataper, 1912)
Vi lascio, dunque, questo videoclip, queste poche foto, che danno una breve panoramica della nostra storica Trieste.
Rino, visitando e invitando a visitare l’Italia.







Slapater racconta con piacere questa passeggiata che molti di noi hanno potuto realizzare. Anche in tempi diversi, questa città, mostra una sua atmosfera ai confini di tanti confini e, per questo, magica.
Ciao Michele.
Tutti mi hanno parlato bene di Trieste ma non l’ho mai visitata. Cercherò di remediare, a presto
Michele: Trieste è una città davvero interessante, sia dal punto di vista storico che artistico, era, e mi sembra sia ancora oggi, crocevia fra oriente e occidente, incarnando una mentalità aperta e altruista. A presto. Buona domenica.
Alessio: penso valga la pena spendere due-tre giorni a Triste, girovagando per le strade, le piazze, visitando i bei musei fra i quali quello dedicato agli strumenti musicali… c’è tanto da vedere. Davvero. Un abbraccio.
da triestina, ti ringrazio moltissimo per il commento e per il bel filmato sulla mia città.
E’ vero che è un crocevia fra oriente ed occidente, ma pure fra nord e sud, fra mare e Alpi..
Elisabetta: grazie di cuore. Sinceramente la mia visita a Trieste è stata piena di sorprese, a parte che conoscere un vostro scrittore di romanzi per ragazzi, Luciano Comida, ho passeggiato per una città che merita, davvero, non solo essere visitata, bensì vissuta. A presto.
Bravo Rino, un altro bel reportage che invita al viaggio!!
I filmati, sempre con meravigliose colonne sonore che coinvolgono un ulteriore senso, sono un ulteriore complemento per conoscere.
…dovrò, prima o poi, dotarmi di connessione veloce se non voglio perdermene qualcuno.
Buona settimana
Stefi
Stefi: la nostra memoria ritiene meglio le immagini, quindi, a volte, un videclip può illustrare soddisfacentemente un’idea. Felice giornata.
Ho visto Trieste per la prima volta in vita mia la scorsa estate. Un città da non perdere e vivere con calma. Caro Rino, vedo che il lupo perde il mpelo ma non va in vacanza!
duccio
Duccio: ben dici.
A presto.
… semplicemente, meraviglioso.
Un abbraccio Tiziana
Tizy: un forte abbraccio
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