Non si può comprendere il presente se si ignora e si tralascia il passato, e non lo si analizza a dovere. Tutti i buoni ricercatori lo hanno affermato e continuano ad affermarlo. “Ma non è forse meno vano affaticarsi nel comprendere il passato, se non si sa niente del presente”, diceva Bloch. Eppure lo storico andava oltre, andava verso quel continuum che caratterizza gli avvenimenti.
Prima di riportare un aneddoto che spesso citava e che complementa le suddette parole, due parole su Pirenne.
Henri Pirenne era uno storico belga vissuto fra gli anni 1862 e 1935, contemporaneo del francese Marc Bloch (1866-1944). Pirenne fu un grande studioso dell’età medievale, forte dell’idea che un maggiore studio dell’economia potesse essere d’aiuto a una più completa ricerca storica. Dal canto suo, Bloch, fondatore con Lucien Febvre dell’Ecole des Annales, sosteneva che studiare la storia significava studiare anche la sociologia, l’economia, la psicologia, la geografia e così via. Solo con il contributo di tutte le altre discipline si poteva avere una visione chiara dei fatti.
Premesso questo, ritorniamo all’aneddoto cui avevo accennato prima.
Raccontava spesso Bloch:
«Accompagnavo a Stoccolma, Henri Pirenne. Appena giunti mi disse: “Che cosa andiamo a visitare come prima cosa? Sembra che vi sia un Municipio nuovissimo. Cominciamo di lì.” Poi, come se volesse prevenire un mio moto di meraviglia, aggiunse: “Se fossi un antiquario, non avrei occhi che per le cose vecchie. Ma io sono uno storico. È per questo che amo la vita”. Questa capacità di afferrare il vivente, ecco davvero, in effetti, la qualità sovrana dello storico.»1
Per conoscere il passato, bisogna partire dal presente, e capire il presente significa capire il passato e le differenze fra i vari periodi storici, differenze da identificare, penetrare e accettare come tali. Ricerca, dunque investigazione. E lo storico del presente non ha meno problemi dello storico del passato: ambedue, a volte, navigavano e navigano fra documenti indiretti, fra testimonianze che sono solo altrui opinioni, fra prove che bisogna, per prima cosa, dimostrare veritiere, affidabili, autentiche.
Scriveva Bloch: “Tutto ciò che l’uomo dice o scrive, tutto ciò che costruisce, tutto ciò che sfiora, può e deve fornire informazioni su lui”.
Ecco la storia, quella storia dove l’uomo è il protagonista principale, che si misura con gli avvenimenti, ne è parte, li compie e li affronta, a volte ignaro di avere una coscienza storica che potrebbe aiutarlo.
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- 1. Marc Bloch, Apologia della storia, Einaudi ed., 1998.
- Prima foto: Marc Bloch.
- Seconda foto: Henri Pirenne.











7 agosto 2008 at 2:16 pm
Bloch era la croce e delizia di tutti noi studenti al dipartimento di italianistica!
Ricordo ancora i suoi paradossi e le pagine dei suoi testi nella piccola biblioteca einaudi…
ah Rino mi riporti al passato!
7 agosto 2008 at 4:16 pm
Bellissimo aneddoto.
Come quello, che riguarda sempre Pirenne, che racconta come avesse dettato ai proprio compagni di prigionia, a braccio, la “Storia d’Europa”, uno dei migliori manuali di storia medievale. Incredibile che riuscisse a scrivere un manuale senza fonti, solo con la memoria.
Il mio aneddoto preferito su uno storico rimane quello che ha come protagonista Braudel, il padre della tripartizione della storia, che in campo di concentramento, ad ogni vittoria militare di Hitler, consolava i compagni dicento: “Questo non è che un evento”, riferendesi alla sua metodologia che prevedeva una struttura basata prima sull’ambiente, poi sulla società e l’economia, e solo in ultima analisi della storia detta “evenemenziale”.
Un saluto, a presto
7 agosto 2008 at 4:55 pm
Damiani: non sapevo si studiasse Bloch in italianistica. Grazie, una buona serata.
Alessio: a mio avviso, certi aneddoti aiutano a capire il personaggio in questione, e quello che tu riporti è l’esempio di un uomo, uno storico, Braudel, davvero geniale. Ho appena finito di lui Espansione europea e capitalismo, dove mi ha intrattenuto con la sua tesi del lungo XVI secolo e del primo capitalismo. A presto.
7 agosto 2008 at 7:21 pm
E’ vero, Rino, gli aneddoti aiutano a comprendere molto, la tua capacità comunicativa ancora di più!
Vedo passato e presente come una unica linea continua, indissolubili!
sandra
8 agosto 2008 at 6:53 am
Sandra: grazie per il tuo commento. Il continuum caratterizza la storia, e non solo lei, certamente, dopotutto i fatti di oggi sono il prodotto di quelli di ieri e daranno il risultato di quelli di domani. Buona giornata.
8 agosto 2008 at 3:00 pm
Molto interessante. Quante belle cose ci insegni, Rino!
Concordo con Pirenne che la storia va studiata insieme con la sociologia, l’economia, la psicologia e la geografia. Cosi’ in effetti mi ha insegnato il mio professore di italiano e storia alle superiori e forse e’ proprio questo che mi ha fatto amare questa materia.
A presto!da
8 agosto 2008 at 10:03 pm
“Tutto ciò che l’uomo dice o scrive, tutto ciò che costruisce, tutto ciò che sfiora, può e deve fornire informazioni su lui.”
Aggiungerei che dall’altra parte ci vuol attenzione per coglierlo.
Bellissimo post , come sempre.
Uncaro saluto
Dona
8 agosto 2008 at 10:39 pm
Artemisia: Bloch era un grande ricercatore storico, un visionario che ha portato la storia a un grado di conoscenza prima sconosciuto, grazie anche all’indimenticabile Lucien Febvre. Un abbraccio.
Dona: proprio come dici, ci vuole attenzione e… coraggio. Un felice fine settimana.
10 agosto 2008 at 10:18 am
E’ in molti programmi di Storia…che per noi di Italianistica eran davvero duri da affrontare…
però non esiterei a rifare tutto!
un abbraccio
10 agosto 2008 at 11:43 pm
due interessanti personaggi!!
grazie per avermeli fatti conoscere.
Stefi
11 agosto 2008 at 7:28 am
Damiani: ammetto la mia ignoranza, non lo sapevo. Buona settimana di riposo.
Stefi: interessanti davvero, troppo, direi. Hanno cambiato il modo di vedere e studiare la storia. Buona giornata, carissima.