Urbino, lettera a Charlette

Urbino, splendido marzo 2008

Mia cara Charlette,

scorro con occhi interessati la tua ultima, dove mi esorti a fuggire dalla città e rifugiarmi nei vivaci campi della Toscana, là, magari, vicino a te. Indubbiamente, la voglia è presente, per non dire innata, ma godo in codesta città di Pistoia di un gradevole momento, per cui desidero approfittarne e gioire dell’attimo presente: non so cosa il futuro mi riserverà!

Qualche mese fa ebbi il piacere di visitare per l’ennesima volta l’incantevole città di Urbino, girandolando, cercando di cogliere l’atmosfera storica dei vicoli, delle vie, delle piazze, soffermandomi davanti all’università, fondata intorno 1507, andando per i palazzi, gli edifici, i musei, sedendomi in un caffè all’aria aperta per sbirciare e capire perché mai tanti turisti ne sono attratti.

Indugiai più d’una ora nella casa che fu del padre di Raffaello, dove il grande artista nacque nel 1483 e visse la prima parte della sua giovinezza. Ebbi la fortuna di incontrare uno studioso e di scambiare quattro parole sulla figura di Federico di Montefeltro, personaggio importante nella storia di Urbino. Insieme riflettevamo sul fatto che parte dei tesori della città sono altrove, come la ricca biblioteca dello stesso Federico conservata nel Vaticano, o i ritratti di Piero della Francesca che sono a Firenze e a Milano, o ancora le Allegorie delle sette arti liberali opera di Melozzo da Forlì finite a Berlino e a Londra, e tante altre. Mia Charlette, cosa possono significare isolatamente, quando tutte insieme avevano una certa musicalità, componevano una sinfonia, beneficiavano di una mutua armonia? Questi sono i tristi destini della storia dell’arte!

Poi, al tramonto del sole, pian pianino mi diressi verso la parte alta, dove un magnifico panorama assorbì i miei occhi nella contemplazione dell’infinito storico.

Lascio qua queste poche righe, ritorno ad immergermi nella lettura del libro da te consigliatomi.

A presto, mia cara.

Sempre tuo,

Rino.


7 Risposte to “Urbino, lettera a Charlette”

  • Damiani

    Rino mio raffinato e piacevole amico…ci delizi con post come questi!

  • babilonia61

    Damiani: sono contento te ne sia accorto, mi fa felice saperlo. Una buona serata, carissimo.

  • ubaldo riccobono

    Il fascino immenso di una città unica e a misura d’uomo.
    Ubaldo, lodando Rino per la sua devozione all’arte.

    I.
    Amici di Pirandello, Sciascia, Empedocle.

  • babilonia61

    Ubaldo: grazie. Urbino è veramente, come tu ben dici, una città a misura d’uomo, dove si respira arte e letteratura. Felice serata.

  • Sal.

    Che meraviglia Rino.

    Vivere in questa città è per me un piacere quotidiano!

    Ti abbraccio.

    Buona domenica.

    Sal.

  • lia de vecchi

    com’è bello! grazie di averci ricordato Urbino ed il Palazzo Ducale… e le opere pregiatissime che conserva in sé…..ed il grande urbinate, di cui nel palazzo c’è un autoritratto se non sbaglio…
    ci sono stata tre volte a distanza di anni l’una dall’altra e sempre è stato un immenso piacere riscoprire la grandezza di questa singolarissima costruzione…
    nella quale, come mi accade a Firenze, ho sempre l’impressione di essere già stata!
    buona serata Rino!

  • Federico di Montefeltro, il codice, il libro, la stampa « babilonia61

    [...] lavorò per un periodo di tempo alla corte di Federico da Montefeltro (1422-1482) a Urbino, dove incontrò Piero della Francesca, Francesco di Giorgio Martini e tanti altri artisti [...]

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