Roma, lo Stato pontificio, l’usura

Prendiamo un pianeta: la Terra, la nostra Terra;

scegliamo un’epoca: il XV secolo;

individuiamo un continente: l’Europa, bella, fertile, verdeggiante;

indichiamo uno stato: lo Stato Pontificio, singolare, unico;

parliamo di una città: Roma, eterna, gloriosa;

dettagliamo un evento: l’usura, la colpa, il peccato.


Siamo nella Roma pontificia del ‘400, caso anomalo se lo studiamo sia politicamente, sia economicamente. Un commerciante polacco che vendeva pellicce a Bruges, ricca città del nord ovest europeo, si faceva mandare il denaro a Roma, stessa cosa un mercante della Groenlandia che vendeva stecche di balene sempre a Bruges, e così via dicendo. Il ricompenso, più che alla città, arrivava alla curia, al papa, giacché la Chiesa esigeva rimesse da tutto il mondo cristiano. Era chiaro che Roma desiderava tributi da tutta Europa e… forzatamente, sennò la scomunica papale poteva colpire chiunque senza distinzione e l’inferno era pronto a ricevere il malcapitato. E la gente, per timore, pagava. Certo, vi erano sconti e i messi papali lo comunicavano ad alta voce, come quella volta che informarono i cittadini di Gand, nelle Fiandre, che grazie al giubileo, se costoro andavano a messa e lasciavano laute offerte, il papa concedeva l’indulgenza plenaria. 

Ma la cosa non finisce qua, il raccontino segue.

Dunque, la Chiesa era una importante entità economica che operava in tutta Europa, internazionale diremo oggi. Con i soldi che riceveva, comprava beni di lusso, raffinate sete, elaborati broccati, argenteria, oro, quadri, insomma quel che di pregiato offriva il mercato, specialmente italiano – spesso e volentieri anche armi e soldati.  Accadeva talvolta che lo Stato pontificio chiedeva denaro in prestito, fin qui tutto normale, o quasi, però, come far pagare, si chiedeva il banchiere, una certa quantità d’interesse, visto che l’usura era condanna dalla stessa Chiesa?                                                                                                                          

Ufficialmente la Chiesa aveva interdetto l’usura poiché la Bibbia imponeva all’uomo di guadagnarsi da vivere con il sudore della fronte; il lavoro rientrava nel progetto di Dio per noi, e l’usura non era un lavoro. D’altro canto è proprio l’accesso al credito che consente svincolarsi dal proprio rango e sovvertire lo status quo”. (1)                                                                   

L’ingegno italiano si mise all’opera, ed ecco che, nelle merci che la medesima banca vendeva al papato, il prezzo finale veniva aumentato sino a coprire il tasso d’interesse per il prestito accordato. Semplice e senza colpa!

V’erano poi vescovi, cardinali, papi che disponevano di cospicue somme da investire, somme depositate magari nella succursale romana della banca dei Medici, ed era logico che dovevano ricevere un qualcosa in cambio. Altro dilemma, altro problema da superare: come accettare denaro che sarebbe derivato dall’usura? Semplicemente con un deposito a discrezione, deposito cioè il cui nome del titolare veniva mantenuto segreto, più o meno come quello che esisteva sino a qualche anno fa in Italia col nome di deposito al portatore. Inoltre, il prelato riceveva in cambio non un interesse, ma un dono a discrezione che il banchiere desiderava fargli, e ciò non era vietato. Ancor di più: tale vescovo o cardinale poteva prelevare il denaro in una succursale della banca a Bruges, ad Amsterdam, a Colonia. Insomma, i quattrini potevano tranquillamente girare per l’Europa sotto la forma di una lettera di credito… e l’economia andava avanti.                                               

*****                                                                                                                  

Gli usurai, Inferno, Canto XVII, Sandro Botticelli, 1490 ca.

                                               

*****

1. Tim Parks, Le vanità prima del rogo: usura, bellezza e santità nella Firenze rinascimentale, in Denaro e Bellezza, Giunti ed., Firenze, 2011, pag. 30.

- Prima foto: Roma nel 1493

- Seconda foto: Papa Sisto IV (1414-1484)

*****                                                                                                                                                (Rivisto e aggiornato il 16 Ottobre 2011)


18 Risposte to “Roma, lo Stato pontificio, l’usura”

  • Damiani

    Affascinante periodo. Stimola la curiosità…

    anche per comprendere quello che succede oggigiorno..

  • Tiziana

    …noi al verde la Chiesa direi proprio di no…ancora oggi guarda un pò cos’ho trovato:
    Il Vaticano possiede il 20% dei beni immobili italiani
    (http://www.letterealdirettore.it/il-vaticano-possiede-il-20-dei-beni-immobili-italiani/)

  • babilonia61

    Damiani: indubbiamente affascinante quell’epoca, specialmente per lo studioso che ricerca particolari e curiosità. Buona giornata.
    Tizy: interessante l’articolo. Che pensare, che dire? Mi limito a leggere, a riflettere, a, cercare, non giudicare. Mah! Un abbraccio.

  • chirieleison

    Non giudicare per non essere giudicato?
    Ok non giudichiamo… ma qualche riflessione sottovoce possiamo farla o no?
    Vabbuò lasciamo perdere… rischierei di essere ripetitiva e scontatamente banale.
    Allora ti invito a leggere un mio post scritto circa un anno fa:

    http://chirieleison.splinder.com/archive/2007-06?from=6

    Un caro abbraccio

  • babilonia61

    Chirieleison: come appassionato storico mi piace prendere a prestito le parole del buon Jacques Le Goff che afferma che La storia va compresa, non giudicata. Poi, vi è la parte intima del mio profondo essere religioso che certamente non comprende l’operato di una Chiesa che predica una cosa e ne dimostra un’altra. Dopotutto, la storia d’occidente è la storia della Chiesa, almeno in questi ultimi 2000 anni.
    Ho letto il tuo interessantissimo post, invita alla riflessione e a considerare – anche, ma non solo – il fatto che certi insegnanti…
    Buona dolce serata estiva.

  • Stefi

    ho letto il post di Chirieleison e mi ci ritrovo molto!!
    …Poi probabilmente chi ha avuto esperienze di “educazione” in ambito come definirlo? di “clero secolare”? forse ha visto più da vicino certe contraddizioni che “gridano vendetta”… scusate il tono, ma ho sempre pensato che chi educa ed indirizza verso un “qualche cosa” (religioso, politico, ecc.) debba essere in prima persona coerente con ciò che predica… altrimenti perde credibilità…
    Caro Rino, tu saggiamente ti limiti a non comprendere io, meno saggiamente, non riesco ad astenermi dalla critica ed anche dal giudizio e decido di non poter accettare un magister che predica bene e razzola molto, troppo, male…
    la reputo un’offesa alla mia pur scarna intelligenza!!
    Ma forse la mia è solo rabbia per le ingiustizie che nel XXI secolo sono ancora più forti che in passato e contro chi della lotta all’ingiustizia ne ha fatto il verbo principale della propria dottrina senza in realtà, pur avendone il potere, concretizzarle in fatti reali. Salvo le non poche persone che, in nome di quel verbo, e credendoci veramente, stanno lavorando seriamente in tanti posti al mondo o hanno anche pagato con la propria vita il loro credo.
    Stefi molto inquieta

  • babilonia61

    Stefi: capisco quella certa rabbia, se rabbia possa chiamarsi (ho confessato e confesso che è anche mia), solo che, mi limito, come buon discepolo del École des Annales, a comprendere cercando di non giudicare, a spiegare il periodo storico nel contesto in cui si è sviluppato e vive, a stare nei fatti ma, nello stesso tempo, distaccarmi per vederli sotto altra angolatura. Dicevo, cerco, ma a volte riesco, altre no, dopotutto anch’io ho le mie idee, le mie influenze, il mio passato… Buona giornata.

  • chirieleison

    Caro Rino
    Non vorrei essere fraintesa. Tu fai benissimo a osservare e registrare gli avvenimenti del passato.
    E’ così che un bravo storico deve lavorare… guai se si lasciasse prendere la mano dalle proprie emozioni per descrivere un evento. Ne risulterebbe falsato perchè inficiato dal proprio sentire emozionale.
    Io invece, e chi come me, mi limito a leggere il passato per trarne anche insegnamento per il presente, non posso esimermi dal fare determinate considerazioni. Hanno senza dubbio anche un vago sapore qualunquista e anticlericale. Ma tant’è che mi si rivolta lo stomaco di fronte alla duplice faccia che la Chiesa mostra al mondo.
    Tengo a precisare che ti seguo sempre con grande interesse, un abbraccio.

  • frontespizio

    Ah il denaro questo sconosciuto! Il potere è esercizio di gran capacità e se c’è un po’ di fantasia (religiosa) da regalare, ben venga.
    Grazie a te. Michele.

  • babilonia61

    Chirieleison: capisco benissimo i tuoi pensieri a tal punto che, segretamente, sono anche i miei – e dico spesso essere contro la falsità di certe religioni. Per carità, lungi da me criticare le altrui opinioni, tutte sono rispettabilissime, perché rispetto l’essere umano. Accetta un abbraccio, ti prego.
    Michele: quanto meno il denaro che la Chiesa muoveva, serviva a far lavorare anche artisti e intellettuali. Buona serata.

  • Il 1400 in Italia, eventi e personaggi « babilonia61

    [...] date e insignificanti fatti sono in realtà alcuni dei tanti avvenimenti che hanno determinato il XV secolo, un secolo che segna il passaggio fra il Medio Evo e l’età storica Moderna. Sono stati anni di [...]

  • mattomatte

    confido nella secolarizzazione…anche a me non piace giudicare ma con la Chiesa è diverso, hanno gestito veramente male l’immenso potere che sono riusciti ad accumulare…

  • babilonia61

    Mattomatte: una chiesa gestita da papi più legati alla vita terrena che a quella spirituale, certamente, con le dovute eccezioni. Grazie. Un buon fine settimana.

  • Davi

    Caro Rino,
    sono Davi, ho solo 13 anni, ma il tuo blog mi ha entusiasmato.
    Me ne aveva parlato bene la “zia” Stefi, ma non credevo che potesse interessarmi così tanto.
    Penso che molti dei miei coetanei dovrebbero visitare il tuo blog; ne parlerò sicuramente ai miei amici.
    Sei riuscito a spiegare con chiarezza e semplicità argomenti storici che i miei professori hanno reso lontani e complicati.
    Te ne sono grato e ti faccio i miei complimenti.

    Con ammirazione
    Davi

  • babilonia61

    Davi: non sai quanta felicità mi ha dato leggere il tuo commento; credo tu sia il più giovane visitatore del mio umile blog. Ti ringrazio, farò di tutto per continuare a scrivere in modo semplice e facile, presentando la storia moderna come fosse, e lo è, il romanzo della vita, della vita di tutti i giorni, nella sua bellezza, nella sua curiosità, nel suo essere divertente. Un abbraccio, mio caro.

  • Artemisia

    Come “al verde”? Non ci posso credere!

  • babilonia61

    Artemisia: :-) Buona settimana.

  • Artemisia

    Grazie, anche a te. Dopo questa settimana di lavoro mi riprendo un altro po’ di ferie anche se meno impegnative :-)

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