Un altro aspetto che si potrebbe dire conseguenza del Rinascimento fu l’evoluzione e la perfezione delle armi da guerra, così come delle tecniche di navigazione, quelle tecniche che permisero al nostro Cristoforo Colombo solcare l’oceano Atlantico e approdare a terre sconosciute.
Le nuove armi cambiarono il modo di fare guerra, divennero più forti, più robuste, avevano una maggiore gittata e precisione, avevano una potenza di fuoco fino ad allora sconosciuta. I cannoni, per esempio, modificarono totalmente le teorie dell’assedio, le città fortificate erano conquistate ora con una certa facilità: pensiamo al grande cannone turco che aprì un varco nelle massicce mura di Costantinopoli e che ne permise la presa, nel 1453.
La cavalleria, dopo l’invenzione dell’archibugio, passò quasi in secondo piano, in quanto i loro attacchi erano abilmente fermati da una buona scarica di colpi, per cui il suo uso si destinò principalmente nel rincorrere il nemico in fuga o nell’aggirarlo e prenderlo alle spalle.
Un interessante libro che ci introduce in quel mondo e che lessi nel dicembre dello scorso anno è: Vele e cannoni di Carlo M. Cipolla, edito da il Mulino.
Al Cipolla, più che le invenzioni, interessano le conseguenze, quelle conseguenze che daranno vita a progressi e cambiamenti sia nelle città, che nei diversi stati, che, addirittura, nel singolo individuo. Ci parla del miglioramento delle navi, dei cannoni, della corsa agli armamenti. A tal proposito scrive:
E si scatenò una corsa agli armamenti. I cannoni divennero un bene avidamente richiesto, un oggetto di commercio ricercato e ultra pagato, il presente ideale per ottenere favori dai governi locali, il gioiello prezioso di una dote principesca. Non c’è nulla che i cannoni non potessero compare, nella realtà come nella fantasia.
Si modificò il modo di organizzare l’esercito, ciò che prima era un guazzabuglio di assoldati e genti di varie razze, con generiche armi, senza vettovagliamento, senza uniforme, e al comando di semplici capitani e signorotti spesso privi di esperienza, divenne poi – siamo già nel 1700 – un esercito in piena regola, alle dipendenze dello stato, con omogeneità di armi, divise, e così via dicendo. La spesa militare era adesso considerata nel bilancio per la difesa di una nazione.
Nello stesso tempo, le navi, i vascelli, i galeoni, venivano equipaggiati con armi, con cannoni, colubrine di forte portata, talune sembravano fortezze naviganti. La marina divenne parte essenziale e necessaria di coloro che desideravano dimostrare la loro influenza, la loro autorità, era la mano che si allungava oltre la terra.
Il libro è di piacevole lettura con una miriade di dettagli, note e curiosità; mi permetto, pertanto, consigliarlo, in particolar modo, a coloro che desiderano indagare la storia anche dal punto di vista dell’evoluzione militare.
Rino, poco fortificato.







ma che libro sfizioso Rino! Quando il settore STORIA delle librerie riserva sorprese…
Damiani: grazie, a buon rendere. Felice settimana estiva.
Il museo del Galata a Genova farebbe per te!
Un abbraccio e…Grazie ancora di cuore
http://acquario-genova.myblog.it/archive/2008/04/06/galata-il-museo-del-mare.html
Tzy: grazie. Il museo è davvero interessante, l’ho visitato qualche anno fa. Mi piacerebbe ritornare a Genova con calma e rivedere certe bellezze. Buona giornata.
mi permetto si segnalare, qualora non lo conosceste già, un altro interessante libro dello stesso autore: Allegro ma non troppo.
Composto di due parti, la prima dedicata a: “Il ruolo delle spezie (e del pepe in particolare nello sviluppo economico del Medioevo”. La seconda tratta, in modo molto ironico, della stupidità umana.
Stefi
Stefi: ahimè, non lo conosco e domani correrò in libreria a comprarlo. Grazie di cuore. Un abbraccio.
Cipolla mi ha sempre divertito, sarebbe stato un blogger perfetto
… e pensare che avevo una mezza idea di regalarti proprio Vele e cannoni
Un saluto
Alessio, contando i giorni
Alessio: in questo istante, di lui, sto leggendo Conquistadores, pirati, mercatanti, sull’oro e l’argento che dalle Nuove Terre arrivava in Spagna nel XVI e XVII secolo. A volte, è vero, ha delle frasi che divertono. Buona serata.
[...] di sé, della forza del suo pensiero, della sua espressione, l’uomo che scopre di poter attraversare i mari per raggiungere nuove terre, che può creare capolavori, che può inventare oggetti utili al suo [...]
[...] -, bisognava lottare palmo a palmo, metro a metro, con armi di taglio, archibugi, rudimentali cannoni, pesanti corazze ed elmi. Ma alla fine lo scopo è lo stesso, distruggere il nemico, depredarlo, [...]