Ritorniamo a incontrare i fratelli Le Nain di cui abbiamo accennato precedentemente, là in quel Louvre che tanto rispettiamo e che vale la pena visitare e rivisitare, magari a distanza di qualche anno.
L’opera qua di seguito, Il Carretto, sembra di Louis Le Nain, è del 1641. Ancora una volta i soggetti sono i contadini francesi del XVII secolo che posano per raccontare la loro condizione sociale, povera, dura, semplice, ma non per questo da disprezzare, umiliare, denigrare. I Le Nain dipingevano con serietà e abilità, senza condannare le classi sociali poco abbienti, la loro era una pittura del genere, in cui si riproduceva, così com’era, la vita quotidiana.
Ecco pertanto, accanto un carretto, svolgersi una deliziosa scena campestre che a Le Nain piace affrescare con dovizia di particolari. Quattro ragazzi in piedi su di esso, uno di loro con un piffero, piffero che abbiamo già incontrato nel precedente quadro, La famiglia di contadini, e che regalava un po’ di vivacità musicale e rallegrava, se così possiamo dire, la giornata campestre. Per armonizzare e bilanciare l’insieme, vicino all’umile costruzione, un altro gruppo di persone sembra assorto nei propri pensieri, fra questi una donna con una tipica brocca dell’epoca per trasportare l’acqua. La mamma col figliolo in primo piano guarda concentrata lo spettatore. Il tutto è completato da animali, attrezzi, dettagli che caratterizzano il quadro.
I colori, che mi piacerebbe definire bucolici, risaltano per armonia, eleganza ed equilibrio cromatico.
Rino, invitando a osservare.










Ciao Rino.. Mi piace l’amore con cui visiti queste cose del passato, questi piccoli contenitori Universali… Alle tue osservazioni aggiungo la mia: mi pare che la donna a terra, e il gruppo di fanciulli più sopra, rappresentino nella postura e nello sguardo anche la “fierezza” della loro condizione, di persone che non hanno nulla da nascondere…
amo la costruzione e il gioco di simmetrie dell’opera in questione.
qui si supera presto il genere per approdare ad analisi di diverso tipo…
grazie di avercene parlato!
Messier: benvenuto. Giustamente scrivi, i Le Nain raffiguravano i soggetti con la fierezza di appartenere a quella condizione sociale, se poi costoro lo accettassero o no è un’altra questione. Buona serata.
Damiani: le analisi del quadro possono essere molteplici, come ben dici, ma a noi interessa il lato storico, quel lato che rappresenta la condizione del contadino nell’epoca storica descritta. Un abbraccio.
Ciò che scrivi ha sempre un gusto particolare: il piacere di ritrovare le radici da cui tutti noi abbiamo origine. Con cordialità
A differenza del precedente quadro di Le Nain, mi pare che in questo i contadini siano meno dimessi, gli abiti meno laceri, le espressioni meno severe (forse perchè l’abbondanza di animali quali maiali e galline fa ben sperare ad un pasto sicuro??..), persino la donna in primo piano sembrerebbe accennare quasi un sorriso..
Una predominanza di figure femminili fanno pensare che gli uomini siano lontano o al lavoro nei campi.
Anche se ciò che interessa è il lato storico, e spero che Rino voglia perdonarmi se vi ritorno, l’osservazione di Damiani non ha potuto non incuriosirmi, e guardando il quadro da questo punto di vista in effetti si potrebbero trarre suggestioni d’altro tipo.
Grazie comunque per riuscire sempre a suscitare curiosità ed interesse, dal canto mio cerco di ampliare un pò più le mie scarse conoscenze.
Stefi riconoscente
I Care: sono contento rileggerti. Un caro saluto.
Stefi: ricordiamo che siamo nel XVII secolo, secolo di lotte, di guerre, secolo in cui gli uomini spesso si arruolavano sia forzatamente sia perché unico modo per poter mettere un pezzo di pane sotto i denti, per cui i campi - spesso, ma non sempre - erano lasciati ai lavori delle donne; ancor di più in quella spaventosa Guerra dei Trent’anni (1618-1648), epoca anche di carestia e miseria umana.
Il quadro è bello e, salendo dal contesto storico, mi piace evidenziare, per esempio, i triangoli che formano le figure umane, così come il saggio accostamento dei colori, colori tipici della terra francese.
Grazie sempre; mi affascina come rifletti ad alta voce. Buona serata.
…vedi la differenza: io che non conosco la storia noto solo l’assenza degli uomini, tu che la conosci bene e a fondo, la puoi contestualizzare.
Grazie a te per i tuoi insegnamenti non virtuali anche se on-line..
Si, non ho voluto insistere nelle mie osservazioni ma la figura dominante è il triangolo, nove sono le figure (anche nel quadro della famiglia di contadini sono nove [davanti al camino in realtà ci sono tre soggetti]) disposte in tre gruppi a scalare di quattro, tre e due…mentre gli animali sono in gruppi di uno, due e tre. Sulle minime, ma essenziali, tonalità di colori non posso che convenire..
ma tutto ciò diciamo che è solo suggestione!
Un riconoscente abbraccio e buona giornata!
Stefi
Stefi: condivido la tua analisi. Mi permetto aggiungere che dietro un quadro oltre ad esserci una buona tecnica, vi sono dettagli che ci sfuggono e che, immancabilmente, attirano la nostra attenzione, più su determinate parti piuttosto che su altre: sono i punti di forza del dipinto, quei punti che poi, tramite chiaro-scuri, etc., gli artisti risaltano magistralmente. Vedi, per esempio, La Gioconda del nostro buon Leonardo da Vinci, dove la figura è perfettamente triangolare e dove il triangolo ha una ampia base e un vertice a cui l’occhio si dirige… beh! potremmo stare delle ore io e tu a divagare. Grazie di cuore. Felice giornata.
Forse le pose sono rigide, ma i colori sono sicuramente belli. E la pittura, al di là del soggetto, è essenzialmente colore. La tia analisi mi sembra esatta, come sempre del resto. Della Francia e della sua arte tu riesci a cogliere i dettagli che a noi sfuggono. E’ la tua passione, oltre che competenza. Un abbraccio, Rino.
U.
Amici di Pirandello, Sciascia, Empedocle.
Ubaldo: indubbiamente, qualche posa può sembrare rigida, dura, statica, ma, ricordo, i fratelli Le Nain lavoravano insieme nello sviluppo dello stesso quadro, per cui, a volte, uno di loro era più adatto a qualche particolare, mentre un altro primeggiava altrove. In ogni modo - come sempre suggerisco -, l’interessante è notare sia i costumi dell’epoca, che la condizione sociale che i Le Nain desideravano raffigurare. Un grande abbraccio.