Ho spesso parlato di arte e della mia predilezione per il genere, in altre parole quei quadri che rappresentano scene di vita quotidiana. Ebbene, Le Nain fu una famiglia di pittori francesi del ‘600 che sono famosi per la caratteristica di dipingere tele - anche, ma non solo - dedicate al mondo dei contadini francesi di quell’epoca.
I tre fratelli, Antoine (1558 ca-1648), Louis (1593 ca. 1648 ) e Mathieu Le Nain (1607-1677), avevano il pregio di operare con naturalità, serietà e rispetto, specializzandosi ognuno di loro - sebbene i quadri sono solo firmati col cognome - in un peculiare tipo di pittura. Talvolta lavoravano anche insieme, difatti si possono notare zone complesse e perfette alternate a zone di mediocre qualità, come fossero fatte da alunni o da uno dei fratelli meno perfezionato in quel particolare.
In ogni modo, a noi ciò che interessa è la raffigurazione del quotidiano, dettagliando le loro opere, per fissare elementi che individuano il XVII secolo, proprio nella Francia dapprima di Luigi XIII e poi di Re Sole, Luigi XIV.
Ecco di seguito un quadro che vale la pena studiare.
Famiglia di contadini è del 1640 ca., alcuni dicono opera di Louis Le Nain, mentre altri ritengono essere lavoro sia di Louis che del fratello Antoine.
Sono meravigliosamente raccontate tre generazioni, appunto, di contadini. Risaltano i loro indumenti, semplici, usati, di colori smorti; si evidenziano poi alcuni oggetti di uso quotidiano, un canestro, un mestolo, una pentola, una scodella, una brocca di vino in mano alla nonna. Un bambino, a piedi scalzi, suona un piffero, mentre il nonno, seduto con la mano appoggiata sul tavolo, ci guarda con serietà.
Il realismo è sapientemente raffigurato nei volti delle figure, volti preoccupati, tristi, volti che rivelano la durezza della vita. Finanche un cane, un magro cane, pare assorto nei pensieri, mentre un gatto si nasconde. Un focolare, coperto da una figura in ombra, scoppietta e riscalda l’ambiente. Il tutto armonizzato da toni tenui, un po’ spenti, opachi, come quei grigi e quei colori terra che inducono alla tristezza, ma nello stesso tempo rivelano la vera, austera condizione dei contadini del 1600.
Rino, particolareggiando.










Quando tornerò al Louvre dedicherò ai quadri di questi artisti l’attenzione che meritano. Grazie per le preziose informazioni. Buona domenica, Annarita
Che tele stupende.
Grazie della seganalazione Rino! Approfondiremo volentieri!
un abbraccio
grazie per questo tuo sguardo attento che arriva dove il mio non sa spingersi
grata, marina
Annarita: vale la pena porre un po’ della nostra attenzione a certi artisti meno conosciuti, spesso completano un quadro, un mosaico, un’insieme di un’epoca. Buona serata.
Damiani: grazie a te e buon fine settimana.
Marina: ti sono grato per leggermi. Certe volte basta solo dettagliare, scrutare, sbirciare, basta essere curiosi. Un abbraccio.
non conosco questo/i autore/i ma, forse le luci contrastanti, mi hanno ricordato un pò il Caravaggio… ma forse sbaglio!
Molto interessante per intuire come vivesse una famiglia contadina dell’epoca.
La figura in ombra, davanti al focolare, è appena intuibile, si direbbe un altro ragazzino.
Buona settimana
Stefi
Stefi: i Le Nain sono di quei pittori poco conosciuti, poco studiati, poco evidenziati, ma non per codesto motivo devono essere messi da parte. La loro tecnica pittorica, seppur interessante, non ha nulla di particolare, ciò che li distingue è l’argomento che spesso trattano: la vita quotidiana. Buona settimana. Un abbraccio.
Ad ottobre, per lavoro sarò a Parigi (bigietti già fatti) ho un pomeriggio libero spero tanto di poterci tornare al Louvre. Esso, è fonte inesauribile di arricchimento interiore. Grazie per avermi condotta inaspettatamente!
A presto, Tiziana
Tizy: vale la pena, vale davvero la pena spendere tutta un’intera giornata al Louvre. Un abbraccio.
Ciao Rino
ogni volta che passo a leggere i tuoi scritti e le tue segnalazioni non rimango mai deluso.
Come sai ritengo preziose queste espressioni artistiche “secondarie” 8ma saranno poi davvero tali) in quanto ci restituiscono la realtà dell’epoca in maniera diretta.
Parlano a lungo, a chi sa leggerne le sfumature.
Le tue osservazioni ne sono una prova.
A presto
Carlo: dici bene, sicuramente, non saranno e né sono espressioni secondarie. Bisogna, in ogni modo, saper leggere un quadro, spesso certe sfumature sono esagerate, o sono indebolite, o, addirittura, possono anche essere nascoste. Il tutto considerando il punto di vista dell’artista, il suo modo di vedere la vita, il suo collocarsi socialmente, beh, tanti particolari da tenere presente. Grazie di cuore del tuo intervento.
Ciao carissimo, come sai sono in terra campana e non ho molto tempo da dedicare a internet… rimedierò nele prossime settimane quando tornerò nel grigio nord.
Approfitto di questi pochi istanti per ringraziarti per l’ennesima citazione.
Un caro saluto
p.s. Vedo che stai approfondendo il grande periodo francese dei Mazzarino, dei Luigi XIV, dei Colbert, dei Richelieu, e, perché no, dei d’Artagnan… appena torno ci dobbiamo fare una bela chiacchierata
Alessio: grazie. Resto in attesa. Nel frattempo goditi tutto ciò che di bello e buono che offre il nostro sud, ed è tanto. Un abbraccio a te e a Margherita.
[...] Luglio, 2008 di babilonia61 Ritorniamo a incontrare i fratelli Le Nain di cui abbiamo accennato precedentemente, là in quel Louvre che tanto rispettiamo e che vale la [...]
Una primizia per me, Rino. Grazie.
U.
Amici di Pirandello, Sciascia, Empedocle.
Ubaldo: ti confesso, che più vado avanti - oramai sono anni, tanti, che studio di storia moderna - più mi preoccupo che in verità non so nulla. Questi fratelli li conobbi a Parigi, per caso, sbirciando i pochi quadri, credo siano solo due, che il Museo ospita, e mi colpirono tanto, che ritornato a casa dovetti approfondire. Mah! nulla viene per nulla. Felice sabato.