Luigi XIV e la cultura

Mi è sempre sembrato strano come la cultura possa convivere con la guerra, come, fra una battaglia e un’altra, un re, un imperatore, un personaggio influente possa amare anche l’arte, la letteratura, la danza. Eppure sono due aspetti della vita, di quella vita che, malgrado tutto, segue il suo corso. Tra i tanti sovrani, Luigi XIV impersonava, a mio avviso, tale contrasto, tale dicotomia, se così possiamo chiamarla.

Luigi XIV, figlio di Luigi XIII e di Anna d’Austria, nacque a Saint Germain en Laye nel 1638 e morì a Versailles all’età di 77 anni, nel 1715. Salì al trono ad appena 5 anni, governando per ben 72 anni, più di qualunque altro sovrano in tutta la storia d’Europa, in una Francia che all’epoca contava circa sedici milioni di abitanti.

Chiamato Re Sole, regnò in un primo momento con l’appoggio del cardinale Mazzarino – nominato dalla madre ministro e tutore del figlio -, concentrando successivamente tutto il potere nelle sue mani: era una monarchia assolutista che tutti i sovrani europei desideravano copiare. La sua reggenza fu caratterizzata sia da una serie di guerre contro le grandi potenze, sia da uno sviluppo e fiorire delle arti e della cultura. Luigi XIV fu un grande protettore di pittori e scultori, di letterati e musici, di commediografi e attori, insomma di artisti in generale, sebbene li abbia adoperato, anche ma non solo, per dare immagine di grandezza e fastosità al suo trono.

Proprio in quegli anni ricordiamo furono fondate l’Accademia di pittura e scultura (1655), l’Accademia delle Scienze (1666), l’Accademia di Architettura (1671) e la Comédie Française, il famoso teatro parigino (1680); Molière e Racine recitavano a teatro; si ascoltava la musica di Jean Baptiste Lully, compositore francese di origine italiana; si progettava il bel viale degli Champs Elysées; Versailles diventava centro di potere e luogo di piacere culturale. Lavoravano inoltre, l’architetto Jules Ardouin Mansart, che progettò varie parti della stessa reggia di Versailles, André Le Nôtre che ne realizzò i sontuosi giardini, lo scrittore pre-illuminista Bernard Le Bovier de Fontenelle, Charles Perrault con le sue undici indimenticabili fiabe di tradizione popolare, e tantissimi altri che faranno memorabile e famoso quel glorioso periodo.



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