Spesso, le donne hanno una visione d’insieme differente da quella degli uomini, hanno maggiori capacità organizzative, godono di idee chiare, hanno un carattere fermo e deciso. Esempio è stato Maria Teresa d’Austria.
Figlia dell’imperatore Carlo VI, Maria Teresa (1717-1780) fu arciduchessa d’Austria, regina di Boemia e Ungheria e imperatrice. Si sposò con Francesco Stefano di Lorena, il futuro Francesco I, dal quale ebbe sedici figli, fra cui Maria Antonietta, futura regina di Francia.
Maria Teresa attuò numerose riforme interne, riorganizzando l’esercito, riformando l’amministrazione dello stato, consolidando, nello stesso tempo, la monarchia: il tutto grazie anche a un gruppo di funzionari attivi ed efficienti che seppero cogliere il suo slancio illuministico.
Come la maggior parte dei sovrani, credeva di possedere un incarico divino, diceva sempre che il suo fine era quello di dare benessere a tutto il suo popolo.
A Milano, la dominazione spagnola fu seguita da quella austriaca: era il 1706, epoca della Guerra di Successione spagnola. In un primo tempo, la città non risentì del cambio, causa perlopiù del perdurare delle vicende belliche. Solo verso la metà del 1700, Milano iniziò cambiare aspetto, anche dal punto di vista architettonico, grazie al famoso urbanista Giuseppe Piermarini, che, oltre a fare restaurare vecchi palazzi, diresse la costruzione di nuove dimore in stile neoclassico, risistemò piazze, vie, progettò viali alberati, e aumentò il numero dei giardini pubblici. Di lui ricordiamo il teatro alla Scala e l’Accademia delle Belle Arti di Brera, oltre che la Villa Reale a Monza.
Risentì, dunque, Milano, della visione illuministica di Maria Teresa, acquistando vigore economico e culturale. Fra le altre cose, l’imperatrice riformò sia il sistema tributario, sia le amministrazioni locali, dotandole di consigli elettivi. Furono soppressi i numerosi conventi, i monasteri e i luoghi di culto che erano giudicati superflui, gli edifici furono convertiti in uffici o istituti culturali.
Nel 1773 venne fondata la biblioteca e nel 1776 l’Accademia della Brera.
In quegli anni sorse il famoso giornale Il caffè, che si pubblicò fra il 1764 e il 1766. Fra i fondatori ricordiamo Pietro e Alessandro Verri e Cesare Beccaria, noto per il libro Dei delitti e delle pene.
Rino, nella Milano del passato.









veramente preziosa questa tua sintesi con iconografia.
credo proprio che ai lombardi abbia fatto bene il passaggio dai musulman-spagnoli agli austriaci
grazie
Le donne del passato che hanno contribuito alle innovazioni ed ai cambiamenti, meritano un ricordo attento e sentito, come tu sai fare. E’ bello dare in questo modo una rispolverata agli avvenimenti andati e dei quali beneficiamo. Buon fine settimana.
Amalteo: dagli spagnoli agli austriaci: certo, un piccolo grande, grandissimo cambio.
Rileggevo poco fa - i numeri non sono il mio forte, li dimentico facilmente - che la popolazione milanese nel 1770 era di 128.950 persone, mentre in tutta la Lombardia era circa un milione. Dieci anni dopo, 1780, era 134.089. Buona serata.
Annamaria: è vero, le regnanti - donne - hanno saputo dare un qualcosa di diverso, oserei dire una marcia in più rispetto a certi uomini, ricordiamo Caterina la Grande di Russia o Elisabetta I, Giovanna d’Arco e tante altre ancora che hanno scritto pagine di storia di lodevole valore. Buona domenica.
Complimenti, non ho parole! Grazie.
[...] Molti edifici, tra cui La Scala avevano uno stile neo-classico settecentesco, uno stile amato da Maria Teresa d’Austria, da Napoleone, Eugène de Beauharnais e dal’Arciduca Ranieri. Guerre e rivoluzioni, gli [...]
Mi hanno sempre affascinato le donne toste! Mi pare di aver sentito in una qualche lezione che Carlo VI fece i salti mortali per far cambiare la regola che le donne non potevano succedere sul trono. Si vede che la ragazza meritava davvero!
Marco: benvenuto, grazie delle tue poche, sincere parole. A presto.
Artemisia: proprio così, Carlo VI nel 1713 addirittura emanò la famosa pragmatica sanctio, in cui assicurava la successione alla figlia Maria Teresa. Accadde però che alla morte dell’imperatore, alcune potenze europee si ribellarono e fra gli anni 1740 e 1748 abbiamo una serie di conflitti chiamati Guerra di successione austriaca. Buona serata.
sedici figli e un posto nella storia… che donna!
buona domenica, Riccardo
come avremmo bisogno di una teresa o di una caterina!
il “cassetto” della storia che hai aperto oggi è molto interessante. grazie, marina
Riccardo: a quei tempi si facevano tanti figli, qualcuno moriva, qualcuno si ammalava, qualcuna diventava imperatrice. Una buona settimana e grazie sempre per leggermi.
Marina: ce ne sarebbe proprio bisogno, le donne vedono il mondo diversamente di come lo vediamo noi uomini. Un abbraccio.
Evidente è la diversità, ma che mondo sarebbe se gli uni non avessero gli altri?
In psicologia si parla di tipi diversi di padri e se ne elencano una serie…,di madri invece si parla di atteggiamenti, di modi di porsi all’interno della relazione con i propri figli.
Proviamo a trarne le conclusioni…
Mi è piacito come è stata presentata la donna… il suo essere incredibilmente complesso, eppure semplice, aggressivo, eppure determinato, insomma donna!
Notte, Tizy
Tizy: sissignora, la diversità nell’unità della vita, il particolare nell’universale, il finito nell’infinito. La visione della donna come complemento di quella dell’uomo e viceversa. Interessante appunto, il tuo. Grazie. Un abbraccio.
Un delizioso affresco, Rino, su un’adorabile Milano.
Ubaldo: grazie, a volte bastano poche parole per identificare e descrivere un personaggio. Certo, di Maria Teresa e di Milano si potrebbero scrivere centinaia di pagine… intanto è uno spunto per invitare alla ricerca. Un abbraccio.