Alcuni acquerelli che hanno attirato la mia attenzione e che presentano quattro aspetti della città.
Rino, passeggiando silenzioso per Firenze.
Loggia del Porcellino:
chiamata anche Loggia del Mercato Nuovo, per distinguerla da quella del Mercato Vecchio. La fontana del Porcellino è un bronzo secentesco di Pietro Tacca. Si dice che toccare il suo naso porti fortuna.
(Acquerello di G. Ospitali)
Ponte Vecchio:
nei tempi antichi vi erano le botteghe dei macellai, pescivendoli, conciatori, solo dopo vi si installarono gli orafi e i gioiellieri, intorno il 1593. Una bella statua di Benvenuto Cellini, grande orafo fiorentino, adorna una delle due terrazze panoramiche.
(Acquerello di M. Fasciano)
Il Battistero e la Cattedrale:
dapprima erano fuori le mura fiorentine, dopo, grazie a Matilde di Canossa (1046-1115) e alle sue nuova mura, la 4ª cerchia, entrarono a far parte della Firenze di quel tempo.
(Acquerello di G. Ospitali)
Il Campanile di Giotto:
è l’unica creazione architettonica da lui lasciataci. La costruzione, dopo la sua morte, fu continuata da Andrea Pisano e ultimata da Francesco Talenti nel 1360.
(Acquerello di G. Ospitali)













Sono lusingata per il tuo interesse alla mia citta’ (oltre che per il tuo commento al mio ultimo post).
Ma manca qualcosa accanto al Battistero! Il tram!
L’arte del passato ha un fascino coinvolgente e Firenze ne ha ben donde. Le atmosfere che sapevano creare i Grandi Maestri di allora non hanno uguali. Quando seguo mio marito nelle visite alle mostre, sono colpita solo da quei dipinti, da quelle sculture che parlano, che emozionano. In questo blog c’è l’amore per il bello, grazie Rino.
Artemisia: grazie. Amo Firenze da quando la visitai la prima volta, avevo 14 anni, era, se non ricordo male, il 1975: mi sembra una eternità. Fiorentino fu il mio primo editore, fiorentino è un mio vecchio amico, fiorentino fu il mio primo cliente, fiorentina… Artemisia! mi fermo, dopotutto si nota che amo Firenze.
Il tram? Se è per il bene di tutti, ben venga. Una buona serata.
Annamaria: grazie. Ti confesso, e ti prego di credermi, i tuoi commenti mi lusingano, fanno riflettere, sono particolarmente pertinenti.
A volte mi domando perché non si fanno più quelle opere di una volta, quelle statue, quei quadri, quei palazzi e via dicendo che erano espressione del bello, dell’armonia, o… forse si fanno e sono io che non le capisco! Un caro saluto.
Visitai Firenze la prima volta al’età di dodici anni ci ritornai a sedici poi passarono incredibilmente vent’anni esattamente venti prima di tornarci. Lei immobile, in tutta la sua magnificenza è rimasta lì ad aspetarmi. Ho trascorso tre giorni nel suo cuore potendo aprire ogni giorno la finesra su un cortile fiorito respirando un profumo di pane, tra i ricordi di bambina, ed una vista incantevole…
Grazie, di cuore, ancora una volta per avermi ricondotta con la memoria in questa città,Tiziana
Che meraviglia gli acquerelli! a me piace proprio come tecnica, sembra come se gli occhi stessi avessero scattato un’istantanea, ha qualche cosa di improvvisato, di catturato all’istante.
il soggetto, poi, è una delle meraviglie del nostro paese
grazie, marina
Era molto tempo che non … passeggiavo tra le opere d’arte
Firenze… allora l’ho visitata prima io! nel 1964, avevo 9 anni… e giravo in Piazza della Signoria, ammirando il David e adorando quella infallibile guida che era mio padre…
L’acquarello e il carboncino meglio si addicono a rappresentare la storia delle città d’arte: Firenze, Venezia, Parigi, Roma, Londra… ed io a casa non ho più una parete libera! Sono le uniche cose che riporto dai viaggi, oltre alle mie foto.
Apprezzando sempre questo spazio
Dream
bellissimi gli acquerelli che hai scelto (acquarelli o acquerelli? ho bisogno di rinfrescare in arno)!
da qualche decennio sono persona stanziale. tuttavia qualche mese fa ero a firenze e rivedere gli scorci già visti con l’occhio dei pittori è davvero molto appagante.
grazie per le tue visite alle tracce di carlo rivolta.
ho ancora qualche registrazione
Tizy: c’è una frase di Mario Spezi, nel suo ultimo libro, che fa riflettere, dice: Firenze non ti ama mai, e non tollera essere amata. Preferisce essere rispettata, meglio ancora, temuta. E in un certo senso mi sembra vero. Grazie per commentare. Una buona dolce giornata.
Marina: anche a me piacciono gli acquerelli, è una tecnica che, se ben adoperata, riesce a cogliere sfumature davvero particolati e interessanti. Un abbraccio
Dream: grazie per il tuo commento. Hai ragione, acquerello e carboncino riescono a ben rappresentare certi aspetti storici delle nostre città. Proprio la settimana scorsa ho rivisto il David, del buon Michelangelo, mi sono seduto e, sbirciando con attenzione, cercavo di coglierne l’essenza, però, ahimè, non ci sono riuscito, sono troppo piccolo. Un caro saluto.
Amalteo: grazie a te. Firenze ha molto da offrire, basta solo non desiderare nulla da Lei, semplicemente aspettare ciò che spontaneamente ci dona.
Nei dizionari ho trovato acquerello, sebbene si possa anche adoperare la variante acquarello (vedi diz. De Mauro).
A presto.
E’ per me piacevole “rimirar” dei luoghi che amo e che sono impressi nei miei occhi.
Grazie Rino.
Michele
Ti seguo sempre con interesse. Grazie Rino!
Ti ho linkato nel mio blog.
Un abbraccio sincero
Eleonora Ruffo Giordani
Michele: ben dici, certi particolari di città visitate restano nelle nostre memorie proprio nelle pupille, in quelle pupille che, se chiuse, possono “rimirar”. Buona giornata.
Eleonora: sono contento leggerti. Spero non deluderti. Un sincero abbraccio.
Incantevoli quadri di una splendida Firenze, tante finestre aperte nel cuore. Ad maiora, storico!
U.
Amici di Pirandello, Sciascia, Empedocle.
Ubaldo: grazie. Se vieni da queste parti, fammelo sapere, sarò lieto di conversare con te. Una buona serata.
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