Giorni fa ebbi voglia di rileggere il bel romanzo storico di Victor Hugo (1802-1885) – padre del Romanticismo francese e attento osservatore -, Novantatré, dove lo scrittore francese dettaglia, fra le altre cose, la Parigi del 1793. Nella Francia rivoluzionaria di fine 1700, la capitale fu centro di insurrezioni, di quelle violente insurrezioni che destabilizzarono il vecchio regime e modificarono persino gli usi e costumi della città.
Leggiamo cosa riporta nelle prime pagine del libro:
«(…) Garzoni parrucchieri arricciavano in pubblico parrucche femminili mentre il padrone leggeva ad alta voce il Moniteur; altri commentavano gesticolando, nei capannelli, l’Entendons-nous, il giornale di Dubois-Crancé, o la Trompette du Père Bellerose. Talvolta i barbieri fungevano anche da salumai, e si vedevano prosciutti e salsicce appesi accanto a una bambola dai capelli dorati. V’erano mercanti che vendevano sulla pubblica via “vini da emigrati”; un negoziante offriva ben cinquantadue qualità di vino; altri smerciavano pentole a lira e sofà alla duchessa; l’insegna di un parrucchiere diceva: “Rado il clero, pettino la nobiltà, concio il terzo stato”. Ci si faceva leggere le carte da Martin, al numero 173 della rue d’Anjou, ex Dauphine. Mancava il pane, mancava il carbone, mancava il sapone; si vedevano passare mandrie di vacche da latte provenienti dalle provincie. Alla Vallée, la carne d’agnello si vendeva a quindici franchi la libbra. Un manifesto della Comune assegnava una libbra di carne a testa ogni dieci giorni. Ai negozi si faceva la coda, e una divenuta leggendaria, poiché andava dalla porta di uno speziale della rue du Petit-Carreau fino a metà della rue de Montorgueil. Far la coda era detto “tenere la cordicella” a causa di un lungo spago che coloro che stavano in fila reggevano uno dietro l’altro. In tanta miseria le donne apparivano intrepide e dolci insieme. Passavano le notti in attesa del proprio turno dal panettiere. (…)»
Eppure i parigini seppero reagire alle novità, seppero sopportare violenze, sangue, misfatti, il tutto con la convinzione che qualcosa stava cambiando. Più avanti continua:
«(…) La legna costava quattrocento franchi d’argento a fastello; per le vie si vedeva gente intenta a fare a pezzi il proprio letto; d’inverno le fontane erano gelate, e l’acqua costava venti soldi a secchio; tutti si improvvisavano acquaioli. Il luigi d’oro valeva tremilanovecentocinquanta franchi. Una corsa in carrozza costava seicento franchi. (…)»
Hugo descrive di quell’anno, segue dicendo delle guerre in Vandea e delle lotte, spesso fratricide, che devastarono la sua Francia. Il romanzo è davvero interessante, oltre che per lo stile, anche per gli spunti e dettagli storici che offre per meglio comprendere quel momento storico.
Il novantatre è ricordato anche nei Miserabili, nella magnifica pagina dell’incontro tra Monsignor Myrel ed il vecchio “Conventionnel”. Incontro che si concude con il venerabile vescovo che chiede una benedizione… laica.
Felicità
[...] http://babilonia61.com/2008/06/19/parigi-1793/ [...]
Giuste considerazioni, Rino, estrinsecate con equilibrio. Anche a me l’incipit è piaciuto moltissimo. Ma Hugo era un maestro in tutto. Un caro saluto
U.
Amici di Pirandello, Sciascia, Empedocle.
Eternauta: si sa, Hugo, insieme ad altri letterati del tempo, era grande, le sue narrazioni ci prendono per mano e ci portano a vedere le sue storie, la storia. Felice giornata.
Ubaldo: Hugo mi ha aiutato anche a capire la storia del suo tempo, del suo periodo, di quella Francia che lui sapientemente narra. Il suo stile è unico, inconfondibile, uno stile narrativo di tutto rispetto. Un caro saluto.
Le descrizioni attente e ricche di particolari che descrivono la realtà del tempo, arricchiscono la trama… anche se molti trovano che appesantiscano la fluidità del racconto, io invece le ho sempre amate…
un bacio, Rinuzzo
è un grande narratore,
una lettura importante,
che fa conoscere bene la storia dei suoi tempi!
Grazie al tuo passaggio
una serena fine settimana!
Ho letto questo splendido libro
con vivo interesse
Hugo è un grande narratore
coinvolge le menti e arriva dentro.
Grazie Rino
per ricordarcelo in questo tuo blog
speciale.
Un caro saluto
Josè
Maria: certo, i dettagli aiutano, oltre che a capire meglio una trama, anche a descrivere un’ambiente, un dintorno, un’insieme di cose. Grazie per passare. Un bacio anche a te. P.s.: è un peccato non poter commentare i tuoi interessantissimi post!
Klara: grazie a te e al tuo buon cuore. Un buon fine settimana.
Josè: Hugo vale la pena leggerlo con attenzione, magari due tre volte, giacché spesso vi sono particolari che sfuggono e che, in verità, sono ben altro che dettagli. Un caro saluto.
[...] ü Parigi, 1793, [...]